M.G.: Iniziamo da suo padre, come mai un bretone ha preferito
scrivere avventure automobilistiche anzichè raccontare storie di
mare, pirati, ecc.?
P.G.:
Mio padre ha perso il papà
quando aveva solo 8 anni, ha cominciato molto presto a lavorare come
meccanico presso un cantiere navale. Un lavoro duro che ha odiato e per questo non è mai stato attratto
dal mare. Lì prese la decisione di diventare disegnatore, l'unica cosa che
sapesse fare bene veramente.
Dapprima disegnando dei souvenirs bretoni e poi, visto che non si
poteva vivere di questo, decise di trasferirsi a
Bruxelles. Qui ha iniziato a realizzare varie illustrazioni per alcune riviste
poi un giorno un signore gli chiese «Le piacerebbe disegnare
fumetti?» e mio padre rispose «Perché no?». Quel signore era Jean Michel Charlier che lo presentò al disegnatore
di origine italiana Dino Attanasio che lo tenne nel suo studio come
assistente per la realizzazione delle storie di Oncle Paul che
venivano stampate su Spirou.
M.G.: Come avvenne il passaggio da Spirou a Tintin
?
P.G.:
Risponderò con un aneddoto. Il signor Lombard, editore
della rivista Tintin disse a mio padre «Se decide di firmare per me, le
assicuro che fra cinque anni andrete in Ferrari!». Mio padre firmò e cinque anni dopo guidò una Ferrari, quella che Remond
Leblanc gli prestò una sola volta!!
M.G.: Suo padre e Raymond Reding
furono forse i primi autori dell'area franco-belga a disegnare un cross-over
in una loro storia.
P.G.: E' vero! Fu per un numero
speciale di Tintin, in occasione di un'anniversario della
rivista. Così le stesse tavole apparsero nella storia di Michel Vaillant e in quelle
di Jari e Jimmy Torrent.
(Nota
d.w.:
le tavole sono quelle comprese nell' episodio "Il pilota senza
volto", n° 2 della serie normale, vedi apposite
pagine)
M.G.: Una delle armi vincenti
del fumetto Michel Vaillant è il realismo delle storie e l'accurata
documentazione…
P.G.:
Mio padre in questo esagera.
Una volta per la realizzazione dell'albo "Route de nuit" (in Italia
"Operazione Jaguar") pensò, per meglio entrare nell'atmosfera della
storia, di viaggiare per tre giorni e per tre notti a bordo di un Tir insieme a un vero camionista. Alla
fine due gendarmi, vedondolo così malvestito e stralunato, decisero
di fermarlo per accertamenti.
M.G.:
Ora lei scrive le storie di Michel Vaillant, ci chiedevamo se
da ragazzo ha amato le avventure del personaggio come semplice
lettore?
P.G.: Ho cominciato molto tardi a
leggere le avventure di Michel Vaillant. Quando ero piccolo non
sopportavo il fatto che si parlasse sempre di Michel Vaillant, in
casa, a scuola, in ogni posto Michel Vaillant era la mia
ossessione. Poi da grande ho cominciato ad apprezzare i fumetti e il lavoro di mio padre.
M.G.: Come
nascono oggi le avventure di Michel Vaillant?
P.G.:
Io scrivo le sceneggiature dopo
averle discusse con mio padre Jean. Il disegno viene realizzato, ovviamente da mio padre che si avvale dell' aiuto
di Lopez che disegna le auto e ha grande esperienza visto che lui stesso è
stato un corridore automobilistico e di Lippens che disegna gli sfondi e che
lavora con mio padre da oltre trent' anni.
M.G.: Non
crede che il fatto di aver portato le pagine da 62 a 48 abbia
impoverito il contenuto delle storie?
P.G.:
Con le 48 tavole si ha la
possibilità di raccontare solo la storia e nient' altro; le
situazioni familiari che hanno reso famosa la serie purtroppo non si
possono narrare come una volta.

Roma
- Expocartoon, da sinistra a destra: Michel Vaillant (abbagliato
dal flash), Philippe Graton e Mauro Giordani
M.G.: Ora che siete anche editori di
voi stessi non potreste tornare al vecchio sistema?
P.G.:
Sì ma così il volume dovrebbe
costare molto di più, comunque una delle ultime storie è stata
divisa in due parti proprio per ricreare le vecchie
atmosfere.
M.G.: E' cambiato qualcosa, in termini di vendite, da quando il
personaggio è pubblicato dalla vostra piccola casa editrice?
P.G.:
Sono cambiate le strategie
pubblicitarie. Due anni fa, ad esempio, una vettura Vaillant ha
partecipato alla 24 ore di Le Mans arrivando quarta; è stata
realizzata una serie di cartoni animati di Michel Vaillant; la casa
automobilistica Honda ha chiamato un suo coupé "Vaillante". tutte
cose che altri editori, probabilmente non ci avrebbero lasciato
fare. Le vendite dei nuovi albi e le ristampe dei vecchi, comunque,
sono sempre ottime.
M.G.: Ci parli della nuova serie Dossiers Michel
Vaillant?
P.G.:
Questa è stata la mia creatura,
fuori dal fumetto lavoro come reporter fotografico e l'idea è stata
quella di coniugare fumetto e reportage. Così ho deciso di
realizzare un albo con articoli e storie a fumetti su James Dean, a
questo sono seguiti quelli su Steve McQueen, Jacky Ickx e sulla
Honda.
M.G.: A quando quello sulla Ferrari?
P.G.:
Presto verrà realizzato un
volume anche sulla casa automobilistica di Maranello.
(Nota
d.w.: L'album sulla vita di Enzo Ferrari è stato pubblicato nel 2005 nella
collana Dossiers Michel Vaillant. La versione Italiana è uscita lo
stesso anno a cura dell'Editoriale Domus per conto di Quattroruote)
M.G.:
Questo viaggio in Italia le ha ispirato una nuova storia di
Michel Vaillant in Italia?
P.G.:
L'Italia mi ispira soprattutto
per la buona cucina, comunque se troverò un idea interessante, la
prima cosa che proporrò per il rilancio del personaggio sarà quella
di fare una delle prossime storie ambientate in Italia.
fine