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I
RIASSUNTI DEGLI
EPISODI
DELLA
SERIE NORMALE
(pag.
5 di 5)
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INEDITO
IN ITALIA
LA
FIÈVRE DE BERCY
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Come
ogni anno nell'enorme palazzo dello sport di Bercy a Parigi si
svolge l'Elf Master di Karting con la partecipazione dei migliori
piloti della Formula 1 e di molte altre star delle altre categorie,
sia del presente che del passato. La struttura imponente del palazzo
permette l'allestimento di una vera pista quasi tutta al coperto. Michel e Steve
arrivano a Bercy e vengono subito avvicinati dai fan tra i quali un
certo Billy che si fa autografare il cappellino. I due amici
non hanno esperienza con i kart e, mentre Michel è
intenzionato ad apprendere velocemente, Steve sembra sottovalutare
l'impegno. Dopo aver scambiato due chiacchiere con i colleghi, tra i
quali Villeneuve, Zanardi e Schumacher (piloti
reali),
Michel ricorda a Steve che il tedesco pilota il kart dall'età di 4
anni. L'americano, a differenza di Michel e con la solita simpatica
"sbruffonaggine", si rifiuta anche di ascoltare i consigli
di un esperto sulla particolare conduzione di questi mini bolidi. La
sua attenzione invece è tutta per le prove delle ragazze pon-pon.
Steve avvicina una bella bionda che si chiama Penny e, tanto per non
smentirsi, la invita a trascorrere la serata con lui in giro per
Parigi. Tim, il giovane meccanico Vaillante, prepara i kart mentre i
giornalisti assalgono i piloti per le interviste. Il fan Billy è
riuscito ad intrufolarsi tra gli addetti ai lavori e ritorna alla
carica con
Michel . Dopo essersi fatto autografare il programma della
manifestazione vuole fare una foto ma Michel, che deve iniziare le prove, rimanda l'occasione. I tempi delle prove hanno dato ragione a
Schumacher e, mentre Michel è al centro dello schieramento,
Steve prende
il via in ultima posizione. La gara parte davanti ad un pubblico
entusiasta, e se in testa la lotta è tra Prost, Schumi, Lamy, Salo
e Zanardi (piloti
reali),
dietro Steve non riesce a tenere il passo. Il nostro amico, nel
tentativo di evitare il doppiaggio, entra in testa coda volando per
aria ed innescando una serie di contatti nel gruppo di testa. I primi ad approfittare della situazione sono
Zanardi e Lamy i quali si disputano la vittoria della manche.
Zanardi, con una sua "botta segreta", conquista la
vittoria. Dopo la gara Michel viene avvicinato da May, l'
avvenente segretaria di John Cabral, il presidente della Fastnet, la
società che ha fornito il sofisticato sistema di cronometraggio
della manifestazione e che è entrata a passi da gigante nel
business dell'informatica. May invita i nostri amici alla cena di
presentazione della società. Steve va a cercare Penny negli
spogliatoi del Palasport e tenta nuovamente di invitarla a
passare la serata con lui. La reazione delle altre ragazze pon-pon
lo fanno desistere. Alla sera tutti i piloti, gli organizzatori e la
stampa sono presenti alla cena della Fastnet. John Cabral magnifica
le qualità dei prodotti informatici della sua società ed annuncia
anche l'intenzione di entrare nel mondo della Formula 1 come
sponsor. La mattina successiva i nostri amici, mentre si recano al
palazzo di Bercy con una Vaillante-Honda, sono nuovamente fermati
dal giovane Billy. Il ragazzo si fa fotografare con Michel ed
approfitta della sua pazienza per entrare nel palasport ed assistere
alle prove. Steve decide finalmente di applicarsi seriamente, anche
per evitare altre brutte figure, ed incomincia a girare per prendere
confidenza con il mezzo. Billy intanto si avvicina al tavolo dei
giudici cronometristi e, improvvisamente, estrae una pistola e si fa
consegnare il CD con il programma di cronometraggio della Fastnet. I
giudici, spaventati, gli dicono che comunque avevano altre copie del
programma ma Billy non desiste e, per coprirsi la fuga, prende come
ostaggio Penny che stava provando con le altre ragazze pon-pon.
Michel non può intervenire per non mettere in pericolo la ragazza
ma, improvvisamente, arriva Steve a bordo del suo kart . Warson,
scioccato dalla scena che si trovava davanti, perde il controllo e
sbatte contro le protezioni. Quel fuori programma permette a Penny
di liberarsi dalla stretta di Billy il quale inforca velocemente la
sua motocicletta ed inizia la fuga. Mentre May, la segretaria di
Cabral, avvisa il suo capo dell'accaduto, Michel sale sul kart di
Steve ed inizia ad inseguire il fuggitivo. Anche Steve si affretta
all' inseguimento e sale sulla Vaillante-Honda nella quale si infila
velocemente anche Penny. La fuga di Billy si svolge
pericolosamente nelle strade che affiancano la Senna. Anche Cabral e
May sono sulle sue tracce. Michel, con il kart, è costretto a mille
peripezie per tallonare il giovane il quale sfreccia agli incroci
provocando panico e qualche incidente. Michel, ad un certo punto, è
costretto a passare sotto ad un autoarticolato che gli aveva
improvvisamente bloccato la strada, mentre Billy sfreccia anche sui
marciapiedi terrorizzando i pedoni. La fuga termina quando Billy,
vistosi raggiunto da Michel, cade nel tentativo di di scendere con
la moto una scalinata che porta al lungo-Senna. Michel lo cattura
proprio mentre sopraggiungono anche Steve e Penny. Il giovane con
mossa fulminea riesce però a gettarsi nella Senna. Steve non esita
un secondo e si tuffa riportandolo a riva. In quel mentre arriva
anche Cabral con May. Quest'ultima, impugnando una pistola, si fa
consegnare da Billy il programma trafugato. Incredibilmente poi
sembra intenzionata a sparare al ragazzo. E' Penny che gli salva la
vita spingendolo, con mossa fulminea, nuovamente nella Senna. Billy
non emerge più dal fiume ed intanto arrivano gli agenti della
Polizia Stradale ai quali i presenti, assieme all'organizzatore dell
ELF Master, sono costretti a fornire tutte le spiegazioni
dell'accaduto. Cabral avvicina Michel e lo ringrazia per aver
rischiato la vita per il suo programma. Michel invece lo aveva fatto
perché si era sentito tradito dalla fiducia che aveva accordato a
Billy. Cabral gli anticipa la sua intenzione di sponsorizzare la
prossima stagione di Formula 1 della Vaillante ma, è
evidente, che Michel non ha molta simpatia per Cabral. Verso sera
partono le finali del master. L'enorme folla, informata dallo
speaker dell'exploit di Michel, partecipa con grande
entusiasmo alla gara. Questa volta Steve farà sul serio ed
aspirerà alla vittoria anche se nessuno dei presenti gli farà
sconti. Nello stesso momento, sulle rive della Senna, una giovane
ragazza sta piangendo. E' Penny che, guardando sconsolata il fiume,
sta pensando al giovane scomparso tra i flutti.
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INEDITO
IN ITALIA
LE
$PON$OR
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Siamo
alla vigilia della nuova stagione di Formula 1. Le favorite sono
la Ferrari e la McLaren. Alla Vaillante, accolto da Michel e
Jean-Pierre, c'è il gradito ritorno di Steve Warson il quale
vuole mettere una pietra sul suo recente passato con la Leader e
ritornare a correre in F.1 con l'amico Michel. Jean-Pierre lo
aggiorna sulla nuova vettura e sul fatto che, senza
il contributo degli
sponsor, sarebbe stato impossibile sostenere i costi di questo
sport che era divenuto il più sofisticato del mondo. La
realizzazione del nuovo progetto era stato possibile grazie
all'eccezionale apporto economico del nuovo sponsor: la Fastnet
di Cabral (vedi
episodio precedente).
Anche il vecchio Henri, quando vede il
budget necessario ad affrontare il nuovo campionato mondiale,
resta impressionato. La presentazione ufficiale delle due nuove
monoposto è un grande evento mediatico. Sui Champs Elyse,
sotto l'Arc de Triomophe, sono invitati tutti i vip, tra laser
ed effetti speciali le due Vaillante arrivano dal cielo
agganciate a due elicotteri. Al microfono Cabral, con toni
enfatici, pubblicizza il suo accordo con la Vaillante. La
stagione inizia in modo promettente: a Silverstone Michel
va già a punti. In Austria, Germania, Ungheria le Vaillante
migliorano le loro posizioni. In Belgio Michel conquista il suo
primo podio. Alla festa che ne segue un giornalista lo avvicina
e lo mette in guardia sull'onestà del partner della Vaillante.
Nessuno era riuscito a scoprire come Cabral avesse raccolto in
breve tempo la sua fortuna. Era escluso che lo avesse fatto solo
grazie alla vendita dei suoi programmi e i bilanci della Fastnet
si "perdevano" in un labirinto di altre società
fantasma. Michel ne resta colpito. Alla vigilia del Gran Premio
d'Italia a Monza la Vaillante ha ormai raggiunto ottimi livelli
di performance e Steve, in conferenza stampa, si sente in
grado di annunciare che "per la Ferrari era
finita...". In pista comunque i tifosi, memori della
stagione di Warson con la Ferrari, lo acclamano egualmente
assieme all'altro ex, Jean Alesi (pilota
reale). Alla
Jonquière Henri è davanti alla televisione per seguire il
warm-up quando, inaspettatamente, riceve una visita: è Penny,
la ragazza pon-pon di Bercy (vedi
episodio precedente).
Arriva anche Françoise la quale chiede alla giovane quale fosse
il motivo di quella sua improvvisa visita. Penny dice che doveva
fare alcune importanti rivelazioni ed aveva bisogno del loro
aiuto. In quello stesso momento May, la segretaria di Cabral,
sta contattando telefonicamente due energumeni che sono alla
ricerca proprio di Penny. Vista l'ora Henri fa chiamare
Elisabeth ed invita la ragazza a restare a pranzo. La giovane
inizia il suo racconto: rivela che Billy era in realtà suo
fratello. Esperto di informatica aveva lavorato per Cabral il
quale era divenuto fornitore di programmi di gestione dati per
molti servizi segreti. Con questi programmi era possibile
gestire miliardi di informazioni personali. Cabral però,
all'insaputa degli acquirenti, aveva fatto inserire un file
segreto con il quale assumeva egli stesso le informazioni
riservatissime. Queste informazioni venivano poi rivendute ai
governi in conflitto. Billy si era accorto delle manovre di
Cabral ed anche della strana sparizione dei suoi colleghi di
lavoro. Dopo essersene servito Cabral li eliminava. Per questa
ragione il fratello di Penny, dopo aver ideato il nuovo
programma Fastnet per le gare automobilistiche, era fuggito.
Cabral aveva deciso di riciclare il danaro sporco
guadagnato illecitamente e, tramite la sponsorizzazione della
Vaillante, voleva darsi una facciata pulita e far credere che i
suoi guadagni fossero frutto solo della vendita dei suoi
programmi. Billy aveva tentato di denunciarlo ma aveva bisogno
delle prove: il programma di cronometraggio gli serviva per
incastrare Cabral così aveva tentato di impadronirsi di una
copia. Il ragazzo non era annegato nella Senna ma, d'accordo con
la sorella, si era nascosto. Ora May stava cercando entrambi per
eliminarli. Proprio alla fine del racconto uno dei due
energumeni al servizio di May si presenta alla Jonquière
fingendosi un poliziotto. Chiede della ragazza ma Henri lo
congeda bruscamente. In quello stesso momento a Monza parte il
Gran Premio. Chiaramente Penny era stata individuata ed infatti,
poco dopo, un esplosione scuote la villa. I due malviventi
avevano fatto saltare una Vaillante parcheggiata proprio davanti
alla finestra della sala da pranzo. Una telefonata invita Henri
a consegnare la ragazza. Il vecchio patriarca però esce di casa
ed affronta May, che era arrivata nel frattempo, avvisandola che
avrebbe chiamato la gendarmeria. I malintenzionati avevano
però isolato
il telefono e nemmeno il cellulare di Françoise funzionava
più. Henri allora organizza la difesa chiamando in aiuto anche
il suo guardiacaccia. Nello stesso momento a Monza Michel è in
piena lotta con Schumacher (pilota
reale).
Uno dei due energumeni tenta di entrare nella villa attraverso
una finestra dl primo piano ma rimane vittima di una tagliola
per lupi opportunamente posizionata sotto al davanzale. Il
secondo è neutralizzato dallo stesso Henri armato con un fucile
da caccia. Improvvisamente, dalla Jonquière, Penny tenta la
fuga a bordo del suo motorino e May la insegue con la sua
macchina fino ad un campo vicino. La ragazza non riesce a
mantenere l'equilibrio e cade, May le è addosso armata di un
coltello. Ma sotto le mentite spoglie di Penny si
nascondeva Françoise la quale, con il casco, colpisce in pieno
volto May. Sul posto arriva il guardiacaccia, anch'egli armato
di fucile, e prende in consegna May . La finta fuga ideata da
Françoise era stata una vera e propria trappola. A Monza il
Gran Premio è entusiasmante con un' alternanza di sorpassi tra
le le Ferrari e le Vaillante. Proprio nelle fasi finali
dell'ultimo giro le due Vaillante conquistano la testa a vanno a
vincere il Gran Premio d'Italia. I tifosi italiani,
sportivamente, applaudono Michel vincitore e Steve secondo
nonostante i due abbiano battuto le amate Ferrari. Alla
Jonquière i gendarmi ammanettano May ed i suoi due
complici. Sceso dal podio Michel si accinge ad andare alla
conferenza stampa quando viene avvisato che c'era una telefonata
per lui: si tratta di Françoise che gli racconta le rivelazioni
di Penny e quanto era accaduto alla villa. Messo al
corrente anche Steve, Michel raggiunge la sala stampa dove
Cabral stava già intrattenendo i giornalisti. Lo accusa davanti
a tutti delle sue malefatte e lo sbatte a terra. Nel frattempo
Steve aveva recuperato una valigetta con i programmi Fastnet. Le
prove raccolte avevano incastrato Cabral il quale era stato
arrestato ed incriminalo per un sacco di reati tra i quali
l'omicidio di alcuni dei suoi collaboratori. Adesso la
promettente stagione Vaillante doveva interrompersi: la
sponsorizzazione Fastnet era ovviamente conclusa con la cattura
del suo diabolico padrone. Proprio mentre Jean-Pierre sta
comunicando la decisione a Michel , Steve ed Henri, arriva
nel suo ufficio Billy. Il giovane "genio
dell'informatica", grazie al recupero dei programmi Fastnet,da
parte di Michel e Steve, aveva potuto dimostrare la paternità
degli stessi ed era divenuto il solo titolare dei diritti del
suo sistema di rilevazione tempi e trasmissione dati. In pratica
era divenuto un giovane ricco imprenditore e, in segno di
riconoscenza, si proponeva di subentrare nella sponsorizzazione
della squadra Vaillante. Già vedeva la presentazione: una
grande festa, uno show con schermi giganti, effetti speciali,
star dello spettacolo, olografie in cielo, ecc. ecc. Sarebbe
diventato il più giovane sponsor della Formula 1 ! I presenti
restano ...senza parole, solo Steve dice "...andiamo bene,
si ricomincia !"
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CAIRO
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CAIRO
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Bob
Cramer, lasciato il suo "ritiro spirituale" nel Tibet,
è ritornato a Los Angeles ed ha preso contatto con i suoi vecchi
amici dei Texas Driver's. La scuderia era rinata e si stava
preparando a partecipare alla Dakar con due prototipi di
buggy Chrisler- Dodge. Bob, recatosi nel Texas, ritrova Dan
Hawkins e la vecchia conoscenza Donald Payntor. Al nuovo padrone
dei Texas Driver's" sembra non interessare la vittoria ma,
esclusivamente, che i tre collaborino con la sua equipe televisiva
che riprenderà la corsa per poi diffonderla negli U.S.A.. Anche
la Vaillante partecipa al raid con due nuovissimi buggy pilotati
da Michel e Steve e da Yves e Gabriele. Alla vigilia della gara
l'appuntamento è all'hotel Meridian di Dakar dove vengono fatte
le verifiche tecniche e gli stages informativi per i partecipanti.
E' qui che i nostri amici ritrovano Cramer, Hawkins e Payntor e
fanno conoscenza con il quarto componente dei Texas Drivers: Vince
Hummer, un pilota squalificato per il suo comportamento violento e che,
nell'occasione, sarebbe stato il navigatore di Hawkins. La massacrante corsa
parte. Tra i partecipanti c'è anche Jacky Ickx in coppia con la
figlia Vanina (piloti
reali) i
quali, con senso sportivo, per aiutare un motociclista caduto,
sacrificano fin dall'inizio la loro classifica. Hawkins
e Hummer ignorano anch'essi la classifica ma per tutt'altro
motivo: secondo le direttive del proprietario dei Texas Drivers
provocano uno spettacolare incidente che manda all'ospedale un
povero motociclista. Il tutto in combutta con l'equipe televisiva
che riprende la scena. Cramer e Payntor comprendono le vere
intenzioni del loro capo ed esprimono il loro disappunto ai
compagni di squadra. Durante la terza tappa la vettura di Cramer urta
un coccodrillo messosi improvvisamente sulla sua traiettoria. Sceso dalla
Chrisler, Payntor ha l'idea di fornire
all'equipe televisiva del loro capo uno spettacolo insolito:
convince Cramer ad issare il corpo esanime dell'enorme rettile sul
tetto della vettura. Ma il coccodrillo, che era solo stordito,
improvvisamente si risveglia e strappa le cinghie con le quali era
stato fissato. Cramer e Payntor, spaventati a morte, risalgono
precipitosamente a bordo della loro vettura e ripartono. Le tappe
si succedono mettendo a dura prova i partecipanti delle varie
categorie. Tra questi Fabrizio Meoni (reale
campione motociclistico due volte vincitore della Dakar)
il quale è vittima di una brutta caduta che lo mette fuori
gioco. Intanto la troupe televisiva del magnate dei
Texas Driver's è sempre a caccia di immagini forti.
Dall'elicottero con il quale seguono la corsa vedono un branco di
elefanti e decidono di spaventarli c0on lo scopo di creare
pericolo ai partecipanti. E' proprio la coppia Vaillant-Warson a
farne le spese. Davanti al loro buggy si para l'enorme mole di un
pachiderma piuttosto innervosito. I due, con molta cautela,
ingranano la retromarcia evitando la carica dell'elefante. La
Vaillante è ormai sulla scia della Chrisler di Hawkins e Hummer e
Steve invita Michel ad attaccarli su un tratto di strada dove ci
sarebbe stato un "salto". In vista di questo passaggio
piuttosto difficile sono già appostati i fotografi i quali
vogliono riprendere lo stile e la tecnica di superamento
dell'ostacolo dei vari partecipanti. Un motociclista, in
pieno volo, viene tamponato proprio da Hawkins e cade
rovinosamente costringendo Michel, che lo seguiva, a fermarsi per
prestargli le prime cure. La scena ovviamente è totalmente
ripresa dalla troupe televisiva sull'elicottero. Per
l'organizzazione è troppo: al termine della tappa Michel e Steve,
assieme al responsabile della sicurezza della Dakar, danno
l'ultimatum all'equipe televisiva. Il loro vero scopo di filmare
immagini cruente, magari provocando ad arte gli incidenti con
l'aiuto dei Texas Driver's, era stato scoperto. Siamo alla sesta
tappa quando gli organizzatori ricevono comunicazione che la corsa
era minacciata da alcuni terroristi. Per evitare rischi viene
deciso di non correre nel Niger e tutta l'enorme organizzazione ed
i mezzi vengono trasferiti, con tre Antonov, in Libia. La
gara riprende tra le dune di sabbia e, tra una tappa e l'altra,
c'è la novità di Bob Cramer che fa il "cascamorto" con
Vanina Ickx ! Jacky, ovviamente, stronca sul nascere gli
"attacchi" che l'intraprendente Bob fa a sua
figlia. La gara è come sempre durissima ed i ritiri si
susseguono. Le due Chrisler dei Texas Driver's trovano sul
percorso due concorrenti che hanno avuto un incidente e sono
imprigionati nella loro vettura capovolta. I due equipaggi dei
Texas si fermano e Payntor invita Hawkins a chiamare, via radio, i
soccorsi. Mentre Cramer e Payntor prestano ai malcapitati le prime
cure la Chrisler con Hawkins e Hummer si allontana. Ma quello che
arriva non è l'elicottero dei soccorsi: è l'elicottero della
troupe televisiva del padrone dei Texas Driver's. Ancheper Cramer
e Payntor è troppo: al termine della tappa c'è un duro scontro
con i compagni di squadra. Cramer viene quasi alle mani con
Hawkins, il suo compagno di mille "sporche" avventure.
Alla quindicesima tappa Yves Douleac e Gabriele Spangenberg,
con la seconda Vaillante, sono costretti a frenare all'ultimo
istante perché davanti a loro c'era un pericoloso strapiombo.
Proprio quando stanno per valutare come affrontarlo vengono
urtati dalla Chrisler di Hawkins e Hummer. I due Texas spingono
letteralmente la Vaillante verso l'impervia discesa mentre la
scena è ripresa dalla solita troupe televisiva a bordo
dell'elicottero. La Vaillante è spinta oltre il margine dello
strapiombo e Yves deve fare miracoli per mantenere l'assetto della
macchina evitando di capovolgersi. Sopraggiunge l'altra Chrisler
di Cramer il quale, avendo visto la scena, decide di intervenire.
In piena velocità tampona a sua volta la vettura di Hawkins la
quale rotola giù per lo strapiombo capovolgendosi più volte.
Yves e Gabriele riescono a raggiungere indenni la piana di sabbia
sottostante mentre Hawkins resta all'interno della sua vettura
distrutta piuttosto malconcio. Vince Hummer, rimasto invece
indenne, affronta Cramer che nel frattempo lo aveva raggiunto.
Sopraggiungono Michel e Steve i quali assieme a Yves circondano
Hummer per dargli la meritata lezione. In aiuto del delinquente
arriva, inaspettatamente, un motociclista privato. Questi, dopo
aver disceso con fatica e massima attenzione lo strapiombo, viene
fatto cadere la Hummer il quale si impossessa della sua moto e
fugge nel deserto. La Dakar continua ed ormai Il Cairo è in
vista. Nella piana di Gizah la massacrante corsa ha termine
davanti alle piramidi: dei 350 equipaggi partiti solo 198 erano
arrivati alla fine. Vince la coppia Schlesser-Peterhansel mentre
Michel e Steve devono accontentarsi del quinto posto. Cramer e
Payntor purtroppo, in quanto rappresentanti dei Texas Drivers,
vengono accomunati alle malefatte di Hawkins e Hummer e devono
subire le ire del pubblico. Anche gli organizzatori li invitano a
non presentarsi più alla partenza della Dakar. E' Michel che va a
consolare Bob Cramer invitandolo a rilassarsi ed a partecipare al
" 3 D Com Stars Challenge". Bob sembra non interessato a
correre assieme a star della televisione, del cinema e dello sport
ma, quando viene a sapere che tra i VIP ci sarebbe stata anche
Vanina Ickx, dà la sua entusiastica adesione. Intanto, in
mezzo al deserto, il malvagio Vince Hummer cerca disperatamente un
passaggio da qualche carovana.
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OPERAZIONE
MIRAGE
OPERATION
MIRAGE
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Pista
di prova di Ceram: un imponente servizio di controllo protegge da
occhi indiscreti il collaudo di un nuovo prototipo di vettura Gran
Turismo della Vaillante. Un vero e
proprio commando presidia tutti i punti del circuito ed è
collegato via radio con Michel. Il nostro eroe può iniziare a
girare a bordo della vettura, camuffata con una carrozzeria
Lamborghini, dotata di numerosi sensori per rilevare il suo
comportamento ad alta velocità. Dal bosco, che costeggia una
delle curve paraboliche della pista, un uomo inizia a scattare
delle foto. Immediatamente gli addetti alla sicurezza tentano di
bloccarlo impiegando anche dei cani. Il fotografo, vistosi
scoperto, non trova di meglio che lanciarsi giù dalla ripidissima
parabolica proprio mentre sopraggiunge Michel lanciato ad
altissima velocità. Michel lo evita per miracolo e l'uomo,
nonostante il pericolo corso, ha ancora la freddezza di scattare
alcune foto . Michel viene fatto fermare sotto un cavalcavia che
attraversa la pista mentre, per nascondere la vettura, vengono
lanciati dei candelotti fumogeni. Il fotografo riesce a fuggire a
bordo di un elicottero pilotato da un complice .
Qualche giorno dopo Jean-Pierre riunisce nel suo ufficio Michel ed
il padre Henri. Le foto rubate da Ceram sono già in mano alla
stampa la quale vuole conoscere i dettagli tecnici della nuova
vettura. Jean-Pierre, guidando il padre ed il fratello nella
sezione progettazione della fabbrica, spiega come fosse diventato
determinante non far trapelare nulla del progetto in corso in
quanto le case rivali avrebbero potuto copiarlo e "bruciare
sul tempo" la Vaillante. Lo spionaggio industriale era
ormai diventato sofisticatissimo e per questo bisognava essere
attenti affinché tutto fosse fatto in maniera segretissima. Visto
che le mosse di Jean-Pierre erano ormai controllate dalla stampa
specializzata, Michel propone al fratello di occuparsi in prima
persona dei test che la nuova GT doveva ancora affrontare. Jean-Pierre
si convince: la stampa specializzata, e la concorrenza, avrebbero
spiato lui e non Michel il quale sarebbe stato libero di svolgere il suo lavoro. Il giorno dopo
Jean-Pierre fornisce al fratello le indicazioni più segrete sul
programma delle prove e spiega anche come, per
questioni di sicurezza, il progetto era addirittura conosciuto con
un nome diverso tra reparto e reparto della fabbrica. Soltanto
loro due avrebbero saputo il vero nome dell'operazione. Operazione
che parte dal winter-test in Norvegia. I meccanici hanno scoperto
solo al momento della partenza la destinazione. I camion con i materiali ed il prototipo
avevano viaggiato sotto falsa denominazione. In norvegia era stato
predisposto un tracciato su un lago ghiacciato. Michel, con un
tecnico a bordo, inizia a girare con una temperatura di 30 gradi
sotto lo zero quando, da una buca scavata nella neve, spunta la
sagoma di un fotografo. Immediatamente scatta l'inseguimento ma
l'uomo, appoggiato da un complice dotato di motoslitta, riesce a
dileguarsi. Michel scopre che la spia aveva a lungo fotografato la
vettura nascosto nella buca. La situazione era grave: ritornato in
fabbrica, ed incontratosi con Jean-Pierre, Michel può
verificare come tutta la stampa specializzata avesse già
pubblicato le foto del prototipo. L'autore delle foto era uno
specialiste di queste operazioni: il fotografo tedesco Lans
Hellman. Come era avvenuta la fuga della notizia sul test in
Norvegia? Nessuno, a parte lui, Françoise ed il fratello ne
era al corrente. L'importante era tenere il massimo riserbo
sugli altri dettagli tecnici della vettura. Qualche giorno più
tardi, raddoppiando le precauzioni, la squadra Vaillante è nella
Death Valley per i test in condizioni estreme di caldo. Sembra
incredibile ma, nei pressi della postazione, c'è già un
bivacco con due uomini sospetti. Si tratta proprio di Lans Hellman
e del suo complice. i due non sono i soli ad interessarsi al test
della nuova Vaillante: il loro bivacco viene infatti visitato da
altri due fotografi che sono li con le stesse intenzioni. I
quattro "familiarizzano" e Hellman offre agli
intrusi da bere. Proprio nel buio della notte i quattro
vengono sfiorati dal prototipo che sta provando con i fari
incredibilmente spenti. Il giorno dopo la temperatura ha raggiunto
i 55 gradi e tutto è pronto per gli altri test. La sicurezza è
alla massima allerta e nessuno sembra in grado di avvicinarsi ad
una distanza utile per scattare fotografie. Tanto meno fotografie
del motore della nuova GT. Ma, proprio mentre due meccanici stanno
scaricando con un personal computer i dati dal prototipo, dal
cielo arriva la minaccia. Lans Hellman, a bordo di un deltaplano a
motore ovviamente guidato dal suo complice, riesce a sorvolare il
prototipo, che ha il cofano aperto, ed a scattare alcune foto. Il
diabolico fotografo aveva anche neutralizzato i due concorrenti,
che gli avevano fatto visita nella notte, grazie al brindisi che
lui aveva "corretto" con un potente lassativo. Michel,
lanciatosi al suo inseguimento a bordo di un pick-up, anche questa
volta deve desistere. Michel e Françoise, si prendono
qualche giorno di vacanza in Africa ma l'atmosfera non è di
quelle migliori. Michel non si da pace: tutte le innovazioni della
macchina venivano sistematicamente scoperte. Forse non era in
grado di sostituirsi al fratello in un compito al quale non era
abituato. Ma come avveniva la fuga di notizie? C'era forse qualche
traditore all'interno dello staff Vaillante? Per effettuare le
ultime prove su strada la squadra test si trasferisce in Germania.
La sede operativa era proprio il famoso castello di Konigsfeld,
gentilmente messo a disposizione dal dott. Spangenberg. La nuova
Vaillante GT, inizia le prove, in condizioni normali di utilizzo,
su piccole strade ed autostrade. Consumi, rumorosità, difficoltà
impreviste, tutto viene analizzato con scrupolosità. Durante una
sosta ad un distributore la macchina viene assalita da alcuni
fotoreporter. I tecnici Vaillante tentano inutilmente di fermarli
e, nella confusione, è proprio Lans Hellman che riesce
addirittura ad introdursi nell' abitacolo del prototipo. Michel
tenta di farlo scendere ma l'uomo, che ha ha bloccato lo
sportello, è intenzionato a fotografare la plancia della vettura.
Ma il suo stupore è grande quando si accorge che non c'era nulla
da fotografare: la Vaillante non aveva il quadro comandi. Allora,
sotto gli occhi stupefatti di Michel, Hellman mette in moto e
parte. Michel sale a bordo di un'Audi TT della scorta ed
inizia ad inseguire il fotografo tedesco. La sfrontatezza di
Hellman non è però pari alla sua perizia di guida. L'uomo,
infatti, non riesce a tenere sotto controllo il potente
prototipo. Raggiunta l'autostrada, infatti, lanciato a 250 Km
all'ora tocca un guard-rail e fa volare in aria la mcchina per
decine di metri prima di schiantarsi al suolo. Michel lo raggiunge
e, prima dell'arrivo dei soccorsi, riesce a sentire l'uomo
pronunciare la parola "Mirage". Il nome in codice dato
all' intera operazione. Un nome che solo lui e Jean-Pierre
conoscevano. Come era possibile? Dopo quarantotto ore Helmann,
fuori pericolo, lascia l'ospedale e sparisce per una destinazione
segreta, lasciando Michel senza la risposta. Jean-Pierre rassicura
il fratello dicendo che forse aveva sentito male, poiché
nessun'altro conosceva quel nome segreto. Al salone internazionale
dell'automobile di Ginevra la stampa di tutto il mondo è in
attesa della presentazione della nuova Vaillante GT. Jean-Pierre
inizia il suo discorso ringraziando il fratello e dicendo che
Michel, con la sua astuzia, era riuscito ad attirare su di se
tutti i fotografi e le spie, permettendogli di lavorare in pace al
più ambizioso progetto mai affrontato nella storia
dell'automobile. Quella sera non sarebbe stata presentata solo una
nuova vettura, ma bensì una nuova intera gamma di modelli!
Michel, a quelle parole, resta esterrefatto. Jean-Pierre lo aveva
usato come "esca" per poter lavorare senza l'assillo
delle spie. Il sipario si apre sulle cinque stupende Vaillante che
vengono presentate al mondo intero. Per ultima entra la GT che
tanti problemi aveva dato a Michel: la Vaillante "Mirage".
Il successo è totale. La stampa specializzata è ammirata ed
impressionata dalle cinque meraviglie di casa Vaillante. Quando la
manifestazione, ed il successivo ricevimento, hanno termine Michel,
finalmente, riesce a chiedere spiegazioni al fratello. Jean-Pierre
gli spiega che aveva programmato tutto. Con un rischio calcolato
aveva permesso che alcuni dettagli della vettura venissero
diffusi. Era stato lui a fornire gli indizi che avevano permesso
alle spie di individuare i luoghi dove si svolgevano i test
segreti. Così facendo era stato in grado di portare
tranquillamente a termine l'intero progetto. Michel non può che
commentare che era stato "tradito" dal fratello come ai
tempi del "pilota senza volto". Jean-Pierre,
accompagnato da Agnes, per "farsi perdonare" invita
Françoise ed Il fratello a cena. Françoise abbraccia Michel e
gli rende merito convincendolo che, anche se a sua insaputa,
l'operazione aveva avuto successo anche per
merito suo. Usciti nel buio della sera, sotto la pioggia, i
quattro si accorgono della presenza di un uomo. Michel lo
riconosce e lo presenta ironicamente come "l'uomo che si era
preso la briga di effettuare il crash-test della Mirage".
Lans Hellman, consegnandogli un plico, ringrazia Michel per non
averlo denunciato: non gli era mai successo di essere trattato con
tanta sportività e per questo voleva "chiudere il
conto". Il fotografo tedesco, infatti, per salvarsi da
eventuali strascichi legali, aveva fotografato Michel e Françoise
in atteggiamenti "intimi" quando erano in vacanza in
Africa. Ora consegnava le foto a Michel. Françoise apre il plico,
guarda le foto ed arrossisce... Intanto l'uomo scompare nel buio
...inafferrabile come un miraggio.
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65
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LA
PROVA
L'ÉPREUVE
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I
casinò di Las Vegas hanno organizzato l'"Ultima
Speedfight", una sorta di campionato che
avrebbe incoronato il pilota più completo del mondo. Venti tra i
migliori specialisti nelle varie discipline (dal karting
al superturismo, dal rally all'endurance, dalla Formula 1
alle Champ-cars) si sarebbero sfidati, con vetture
identiche, in otto prove di cui una "a sorpresa". Il
vincitore si sarebbe aggiudicato l'incredibile somma di
100.000.000 di Dollari. La riunione in casa Vaillante vede
Henri e Michel piuttosto scettici sulla partecipazione
mentre Jean-Pierre spiega i vantaggi economici (la
Vaillante tra l'altro avrebbe dovuto fornire le 20
monoposto per la gara di Formula 1) oltre a quelli
d'immagine e pubblicitari per il marchio. I dubbi di
Michel svaniscono quando scopre che, in rappresentanza
degli Stati Uniti, alla gara si era già iscritto l'amico
Steve Warson..
Steve è nel suo ranch nel Texas, gli affari non stanno
andando bene e i suoi dipendenti sono in rivolta. Lui si
è indebitato con dei loschi figuri che adesso lo stavano
minacciando se non avesse vinto l'UltimaSpeedfight
ed incassato il premio per pagarli. La manifestazione ha
inizio con un enorme impegno mediatico: in tutto il mondo
le televisioni trasmettono in diretta le varie gare.Tra i
partecipanti troviamo Helio Castroneves, Jean Denise
Deletraz, Marc Duez, Yojiro Terada, Giancarlo Fisichella,
Jacques Villeneuve, Pedro Lamy, Carlos Sainz, Krysztof
Holowczyc, Damon Hill (che corre con lo pseudonimo di Mc
Intosh) e Schumacher (che corre con lo speudonimo di Von
Richthofen) (tutti
piloti reali)
oltre ad alcune vecchie conoscenze quali Bob Cramer, Dan
Hawkins e Nicolas Olensky (vedi
"Il pilota n°8").
La prima prova si sarebbe svolta su un circuito ghiacciato
a Baikonur in Kazakistan. Qui Michel incontra Steve il
quale gli nasconde i suoi problemi. La corsa, effettuata
con vetture Skoda, vede un duello finale tra Michel e
Olensky vinto da quest'ultimo. Steve la prende molto male
e Michel non si capacita per la reazione dell'amico.
Mentre Michel si allena in vista della seconda prova,
Steve subisce le ire dei suoi dipendenti i quali
continuano a non percepire lo stipendio. La seconda è una
gara di karting a Francorchamps. Il tempo è
pessimo, la pista è sotto un diluvio e i piloti si
riuniscono per per mettere alla votazione l'annullamento
della gara. Per l'annullamento era necessaria l'unanimità
ma Warson, con il suo unico voto contrario, costringe
tutti a correre ugualmente. La visibilità è quasi nulla
e numerose sono le uscite di pista. Poco prima della
conclusione il pilota cinese Yanli rimane
vittima di un grave incidente. Von Richtofen (Schumacher)
vince la gara davanti a Steve, Fisichella, Michel e
Villeneuve. Warson si rende conto che, con il suo
comportamento, era stato causa indiretta dell'incidente e
vuole andare all'ospedale per rendersi conto dello stato
di salute del collega. Michel gli offre un passaggio
e, durante il tragitto, Steve racconta all'amico la sua
situazione: dopo l'avventura con la Leader, e l'abbandono
di Julie, aveva trascurato i suoi affari. Era ritornato
alla Vaillante ma, per tentare di rilanciare la sua
azienda texana, si era dovuto indebitare con le banche e,
successivamente, con
alcuni personaggi che definisce "particolari". La
terza è una prova di Superturismo che si correrà, con delle
BMW, sul vecchio circuito del Nurburgring raccordato a
quello nuovo, per un totale di 25,947 Km. Al record di
Michel in
prova Steve risponde immediatamente con un giro
effettuato in un secondo in meno. Cramer incredibilmente fa segnare un
tempo inferiore di ben 10 secondi, ottenuto però senza
completare l'intero circuito ed utilizzando una scorciatoia
nel percorso. Steve riparte scatenato senza dare al
vecchio Bob il tempo di spiegargli che il suo era stato
solo uno scherzo. Michel tenta di avvisare l'amico ed
evitargli rischi inutili. Steve però non ha collegato
il casco alla radio di bordo e guida come un pazzo riuscendo
incredibilmente a migliorare il record senza
l'impiego di scorciatoie. Il giorno seguente la gara è
vinta proprio da Warson con Michel secondo e Terada terzo.
Cramer e Hawkins ricevono, nel loro motor-home, la visita
di un misterioso personaggio il quale, dopo averli pagati,
li invita a darsi da fare per togliere di mezzo Michel,
l'avversario più pericoloso per Warson. Riunione di
famiglia alla Jonquiere: Henri è deluso dai risultati e
Jean-Pierre spiega che la Vaillante ha difficoltà sul
mercato a causa dei grossi mezzi finanziari messi in
campo, per la pubblicità, da parte delle case
concorrenti. La vittoria di Michel, insomma, sarebbe stata
di importanza determinante ai fini dell'immagine e della
ripresa del marchio. La quarta prova è un rally che si
svolge in Cina. Le vetture dei partecipanti sono delle
avveniristiche Leader. Francoise, che ha raggiunto il
marito, è preoccupata di vederlo alla guida di una
vettura del marchio che più gli aveva dato preoccupazioni
nella sua carriera. Durante la notte Cramer e Hawkins
sabotano una ruota della vettura di Michel. Il giorno
seguente Michel vince lo speciale e nella seconda manche
è tallonato proprio da Cramer il quale non si capacita
della tenuta della ruota dell'avversario sabotata la notte precedente.
Durante il tentativo di sorpasso è invece proprio la
ruota della Leader di Cramer ad esplodere. Bob piomba in
un torrente ma ne esce incolume. Si rende conto, allora,
dell'errore commesso da Hawkin: aveva sabotato la sua
vettura, numero sei, al posto di quella di Michel, numero
nove. Alla fine del rally Saintz e Duez occupano i
primi due posti del podio, Michel arriva terzo e Warson
solo quarto. Cramer si infuria con Hawkins per avergli
fatto perdere i mille dollari promessi in caso di successo
del sabotaggio. Nel Texas i ricattatori di Steve sono
molto contrariati del risultato ottenuto dall'americano.
La quinta gara è un Gran Premio di F.1. Si svolgerà sul
mitico circuito cittadino del principato di Monaco in
notturna. La Vaillante ha fornito le monoposto identiche
per la competizione. Poco prima della partenza Warson è
contattato telefonicamente da Rachel, la sua segretaria,
la quale gli comunica che gli individui che lo
minacciavano avevano devastato il suo ufficio come monito
affinché si impegnasse al massimo per vincere la gara. Il
segnale era chiaro: se Steve non avesse vinto
l'Ultima Speedfight rischiava la vita. Michel si accorge
del duro colpo incassato dall'amico e vuole parlargli ma
Jean-Pierre lo invita a concentrarsi solo per la corsa.
Dopo pochi minuti infatti la gara ha inizio. Lo spettacolo
è affascinante: 16 monoposto di F.1 sfrecciavano sotto la
luce dei riflettori, 16 piloti si davano battaglia ad armi
pari. I piloti che non avevano mai corso in F.1 vengono
ben preso doppiati e due dei quattro campioni del mondo
della specialità presenti si eliminano a vicenda in un
incidente senza conseguenze. In testa ci sono
Villeneuve, Warson, Vaillant, Fisichella e Lamy. Steve e
Michel superano Villeneuve e, a quattordici giri dal
termine, iniziano il duello per la vittoria. Bob Cramer
lascia che Steve lo doppi mentre oppone resistenza al
doppiaggio di Michel facendogli perdere un sacco di tempo.
A cinque giri dalla conclusione Michel si libera di Cramer
e inizia la rimonta su Steve, rimonta che lo porta a
ridosso dell'amico all'ultimo giro. Alla curva Rascasse
Michel porta il suo attacco e passa con quasi tutta la sua
monoposto quella di Steve il quale, troppo tardi, tenta di
chiudere il varco. Le ruote delle due Vaillante si toccano
e Warson esce di pista con l'avantreno rotto. Michel vince
la gara ma, immediatamente, cerca l'amico per capire cosa
fosse successo e perché avesse avuto quel comportamento
così poco sportivo. Steve, che è appena uscito
dall'ufficio della direzione di corsa infuriato, avvisa
Michel di aver sporto reclamo nei suoi confronti. Michel
è incredulo e tenta di far capire a Warson che
l'incidente era stato causato dal suo comportamento e che
non aveva la minima possibilità di ribaltare il
risultato. Steve non ragiona e gli dice di non aver nulla
da perdere: se il reclamo non sarebbe stato accolto lo
avrebbe battuto comunque, sul suo terreno, nella gara di
Atlanta. Michel lo invita a lasciare i suoi problemi
finanziari fuori dalla pista ma ottiene, per tutta
risposta, la furiosa reazione di Steve il quale arriva a
minacciarlo con un pugno. L'americano quindi sale in
macchina e si allontana. Michel, che non aveva reagito,
rimane di ghiaccio, inconsapevole però di quale pericolo
incomba sull'amico.
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66 |
INEDITO
IN ITALIA
100.000.000
$ POUR STEVE WARSON
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La
famiglia Vaillant è riunita in una località del Mediterraneo
per una breve vacanza . Jean-Pierre, leggendo i giornali,
commenta la decisione dei giudici sportivi che hanno respinto il
ricorso di Steve. Henri ribadisce che la motivazione di Michel
per vincere doveva essere il rilancio della Vaillante e non la
presenza dell'amico. Intanto Steve, nella sua fattoria in Texas,
riceve la visita dei suoi "usurai". Allontana Rachel, la sua
segretaria, e per porre fine alle minacce dei suoi
"aguzzini" offre loro la sua azienda, le terre e il
bestiame. Per tutta risposta il capo della banda lo minaccia di
ripercussioni su "una persona innocente" se non avesse
vinto e consegnato il premio di 100 milioni di Dollari.
Abbandonando il ranch lo sguardo del capo della banda incrocia
quello della povera Rachel che stava allontanandosi in macchina.
La sesta gara è una prova di endurance sul circuito di
Atlanta nella quale verranno utilizzati dei potenti prototipi
Audi R8. La gara, della durata di sei ore, si svolge in
notturna. Dopo un'ora di corsa sono in testa Villeneuve e Warson,
seguiti da Castroneves e Michel. La strategia di Jean-Pierre dà
i suoi frutti e, dopo due ore Michel è al terzo posto dietro
Terada e Duez mentre Steve lo tallona come un'ombra. Il ritmo di
corsa è vertiginoso. I piloti in questa occasione, a differenza
delle gare di durata "normali", i non possono dare il
cambio a nessun copilota. La fatica fisica e quella
nervosa si fanno sentire ed iniziano i primi incidenti ed
uscite di pista. Cramer si "aiuta" con alcune pillole
"poco lecite". Alla quarta ora di gara gli
organizzatori hanno preparato una brutta sorpresa: fanno entrare in pista una ventina di Porsche 911
condotte da piloti locali. I partecipanti all'Ultima Speedfight
si ritrovano a dover improvvisamente superare macchine molto
più lente. Il vecchio Henri, che segue la gara in diretta
televisiva alla Jonquiere, è arrabbiatissimo. A causa degli
innumerevoli sorpassi cui sono costretti i partecipanti, tutte
le strategie per preservare i pneumatici devono essere riviste.
Alla quinta ora gli specialisti sono in testa, Michel ha un giro
di vantaggio su Steve il quale, per risparmiare tempo non cambia
i pneumatici durante un rifornimento di carburante. Warson,
nonostante la difficoltà di tenere in pista la sua vettura,
attacca Michel. Lo affianca ma improvvisamente si trova sulla
traiettoria una Porsche. Per evitarla "tocca" la
vettura dell'amico il quale sbanda ed esce di pista concludendo
la sua corsa. La vittoria va a Terada con Warson al secondo
posto mentre Bob Cramer, sotto gli effetti delle anfetamine, non
si ferma più e può essere condotto all'ospedale solo quando la
sua macchina esaurisce il carburante. Michel convince
Jean-Pierre a non presentare ricorso. Alcuni giorni dopo Cramer
ed Hawkins incontrano in un locale i ricattatori di Steve.
Questi si rifiutano di pagarli e promettono loro 2000 dollari a
testa solo se Warson supererà Michel in Giappone. Nello stesso
locale due ragazze, guardando un servizio televisivo dedicato a
Warson, fanno commenti lusinghieri "rapite" dal
fascino di Steve. Cramer è imbestialito: nessuno parlava mai di
lui e delle sue gesta, poi, guardando su un giornale la
classifica dell'Ultima Speedfight, ha un sussulto. In un albergo
vicino a Dallas Steve invece è disperato: alla televisione
hanno mandato un servizio che lo accusava mostrando le proteste
e la rabbia dei suoi dipendenti. La settima prova si svolge in
Giappone. E' la prova a sorpresa, infatti si sarebbe svolta con
delle Cobra da 7000 cc di cilindrata. I piloti sarebbero stati
costretti a pilotare dei potenti mostri che sono sprovvisti di
qualsiasi moderno sistema di assistenza alla guida. Dal cambio
manuale, al volante non servo-assistito, tutto era rigorosamente
come quarant'anni prima. Anche la partenza viene data con il
vecchio sistema "tipo Le Mans". I piloti corrono nei
loro abitacoli e la gara ha inizio con numerosi testacoda
causati dall'assenza dei sistemi anti-patinamento. Durante la
corsa, a causa di errate scalate di marcia con conseguenti
"fuori giri", alcuni motori cedono. Qualcuno non
riesce a tenere in pista la sua vettura. I più a loro agio
sembrano proprio Duez, Terada e Deletraz, abituati a correre
sulle grosse GT mentre Michel e Villeneuve, giro dopo giro,
prendono confidenza con i mezzi e diventano più veloci. In
testa comunque c'è Warson seguito da Cramer e Hawkins, che già
in passato avevano pilotato le Cobra. Cramer è preso dai suoi
pensieri: guardando la classifica generale si era reso conto che
il suo punteggio gli consentiva addirittura di puntare alla
vittoria finale ed al mega-premio di cento milioni di dollari. I
suoi piani quindi erano cambiati: non correva per i ricattatori
di Steve ma per se stesso. Infatti si porta in testa superando
Warson, poi "leva il piede" e permette la rimonta
dell'americano e di Michel. A questo punto, con una manovra
criminale delle sue, manda entrambi fuori pista. Quando Hawkins
lo affianca e gli fa un cenno di intesa Cramer scarta verso di
lui.. Le vetture si toccano e, questa volta, anche quella di
Cramer si imbarca ed esce di pista capotando. Cramer resta
indenne ma i suoi sogni di gloria finiscono miseramente. La gara
viene vinta da Marc Duez mentre Warson e Michel, ritardati
dall'uscita di pista, arrivano al sesto e settimo posto. Michel
conservava la testa della classifica generale. In quello stesso
momento gli "aguzzini" di Warson, che si sono
piazzati nel suo ranch ed hanno visto la gara alla televisione,
contrariati per l'esito della stessa, decidono di dare un
segnale "forte". Con il ferro rovente destinato al
bestiame marchiano a fuoco la povera Rachel, la segretaria di
Steve, che cade svenuta. Il tutto viene fotografato con un
cellulare. L'ultima prova dell'Ultima Speedfight si svolge sul
circuito ovale del Texas Motor Speedway. Le vetture sarebbero
state delle Formula Champ Car da 2700 cc di cilindrata con
turbocompressore, alimentate da metanolo e capaci di raggiungere
velocità di 400 Km all'ora. Françoise, intanto, ha deciso
autonomamente di indagare sulla vera portata dei problemi di
Warson e, dopo essere passata per il suo ranch, va a trovare
Rachel all'ospedale e si fa raccontare tutta la vicenda.
Raggiunto il marito, gli riferisce della vera situazione e della
somma che Steve doveva ai suoi "usurai": era vicina ai
cento milioni di dollari, più o meno il premio dell'Ultima
Speedfight. Michel si rende conto della situazione: se Steve non
avesse vinto sarebbe stato ucciso. Manca poco dall'inizio
dell'ultima prova, il mondo intero è collegato in diretta
televisiva; 150.000 spettatori sono stipati sugli spalti del
circuito. Tra questi una grande delegazione di dipendenti del
ranch di Warson con cartelli di protesta. Steve riceve dai suoi
"aguzzini", sul cellulare, l'immagine di Rachel
marchiata con il ferro rovente. E' un duro colpo, la sua
disperazione ripresa dalla telecamere viene mostrata sugli
schermi giganti del circuito. I suoi dipendenti se ne rendono
conto ed il loro atteggiamento ostile sembra cambiare. Michel
avvicina l'amico per cercare di trovare una soluzione: se per
salvargli la vita avrebbe dovuto perdere la corsa lo avrebbe
fatto. Steve non può permetterlo e rifiuta decisamente: se lo
avesse fatto avrebbe preferito schiantarsi contro il muretto del
circuito con la sua monoposto. A cinque minuti dal via Michel
raggiunge Jean-Pierre e, inaspettatamente, si accorge che anche
il padre Henri era arrivato sul circuito. Henri lo invita a dare
il massimo perché il futuro della Vaillante dipendeva molto da
questa vittoria. Michel entra nell'abitacolo e, a pochi secondi
dal via, dice qualcosa al fratello. La gara ha inizio ed i
bolidi si lanciano in un carosello di novanta minuti sul filo
dei 400 Km all'ora. Castroneves, due volte vincitore di
Indianapolis, va in testa mentre sugli spalti gli
"usurai" di Steve stanno assistendo con grande
interesse. Steve al primo pit-stop da un occhiata alle tribune e
si accorge che i cartelli di protesta dei suoi dipendenti si
erano trasformati in cartelli di incitamento. Adesso aveva un
motivo in più per tentare di vincere: non lo avrebbe fatto per
lui ma per loro. Intanto il russo Nicolas Olensky è vittima di
un incidente e tutte le vetture si mettono dietro alla pace-car
per permettere di sgomberare la pista. A metà gara i piloti che
non possono aspirare al titolo si lasciano staccare per non
correre rischi inutili. Fra questi c'è anche Hawkins che viene
richiamato ai box. L'ordine è di riprendere la pista appena
davanti a Warson per fargli sfruttare la sua scia. Hawkins
esegue e, dopo qualche giro, riceve l'indicazione di lasciar
passare Steve e di "chiudere la porta" a Michel. Ma il
nostro eroe non si lascia sorprendere e quando vede Warson
allargare per superare Hawkins si mette strettamente in coda
all'amico. Hawkins non ha più lo spazio per concludere la
manovra che aveva in mente ed a malapena riesce ad evitare di
entrare in testacoda. Ormai Steve e Michel hanno staccato tutti
gli avversari. I due si sorpassano a vicenda impegnandosi allo
spasimo con tutto il loro talento. Il pubblico è senza respiro
quando la bandiera bianca annuncia l'ultimo giro. Se Michel
lasciava vincere l'amico questi avrebbe potuto compiere il folle
gesto che aveva minacciato? Se avesse vinto lui quale sorte
sarebbe toccata all'amico? A poche centinaia di metri
dall'arrivo Michel porta il suo attacco gettandosi alla corda
nell'ultima curva. La manovra riesce e Michel vince la gara e
l'Ultima Speedfight. Acclamato dalla folla in delirio Michel
scende dall'abitacolo e viene raggiunto da Steve che gli stringe
la mano ringraziandolo per essersi battuto senza pietà. Adesso
avrebbe pagato le conseguenze della sua sconfitta. Michel sale
sul podio ed incassa l'assegno di 100 milioni di dollari. Gli
"aguzzini" di Warson decidono di dare seguito alle
loro minacce. Alla sera, impugnando delle pistole, entrano
nel motor-home di Steve. Qui, inaspettatamente, trovano
Henri Vaillant il quale, assieme a Jean-Pierre ed agli
organizzatori dell'Ultima Speedfight, consegna loro i 100
milioni di dollari in contanti e, poiché il debito di Steve era
estinto, li invita a lasciarlo in pace. Questi accettano e si
allontanano con il denaro mentre Henri e Jean-Pierre raggiungono
Michel che li aspettava in auto. Henri aveva accettato la
richiesta fatta dal figlio, e riferitagli da Jean-Pierre, poco
prima della partenza dell'ultima corsa. Con ironia dice che
adesso Michel poteva considerare Steve come il suo amico
"più caro". Michel finalmente raggiunge
Françoise in hotel e le racconta l'esito positivo di tutta la
vicenda. Un mese più tardi, sulla pista privata della Vaillante,
Steve e Michel sono di nuovo assieme e stanno cronometrando i
giri delle giovani promesse Christophe Laudat e Sebastien
Fougerolle (giovani
piloti "reali" vincitori del Volante Michel Vaillant ).
Steve riceve
la telefonata di Rachel la quale gli dice che, al ranch, tutto
stava procedendo a meraviglia, che anche lei era guarita e che
sarebbe restata alle sue dipendenze. Guardando allo specchio la
sua natica con marchiata la "W" di Warson si chiede
poi, ironicamente, come avrebbe potuto lavorare in un altra
impresa se non in quella. Sulla pista della Vaillante si ode
improvvisamente alzarsi una voce: è quella di Henri che
riprende Michel e Steve invitandoli a mettersi velocemente al
lavoro. I due corrono nelle loro F.1 per iniziare le prove. Come
sempre i veri vincitori dell'avventura erano stati il coraggio e
l'amicizia.
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67 |
INEDITO
IN ITALIA
POUR
DAVID
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Il
67° album della serie normale contiene la trasposizione a fumetti
del film "Michel Vaillant" (in Italia: "Adrenalina
blu - La leggenda di Michel Vaillant"), film nel quale si
riprendevano vari elementi della storia di Michel ma non venivano
rispettati alcuni dei rapporti tra i protagonisti (uno su tutti:
Michel, single, si innamora di Julie Wood vedova del pilota
irlandese David Dougherty). Possiamo quindi considerare questa come
una "storia fantastica" rispetto alla "continuità"
della saga. Elisabeth,
in sogno, vede Michel perdere la vita durante la 24 ore di Le Mans a
causa di un contatto con una Leader che porta il numero 13.
Svegliatasi e rassicurata da Henri telefona a Michel.
Il figlio, in Canada per partecipare al "50° Parallelo Nord
Canadian Rally", sta parlando con un vecchio indiano del posto.
Al telefono rassicura a sua volta la madre: la Vaillante non avrebbe
partecipato alla 24 ore ed inoltre nessuna
vettura avrebbe portato il numero 13. Durante il rally in Canada il
navigatore di Michel, l'irlandese David Dougherty, si distrae e, con
un'indicazione errata, fa finire la Vaillante sulla superficie
ghiacciata di un lago. Michel ha conferma delle indicazioni del
vecchio indiano: il ghiaccio era salato a causa del vento che
soffiava dalla parte del mare e si stava spezzando sotto il peso
della vettura. Con una manovra spericolata riprende la pista e
raggiunge la seconda Vaillante, pilotata da Warson con l'italiano
Giulio Cavallo come navigatore, che era rallentata dai famigerati
Cramer e Hawkins. Il posto di controllo è vicino così Michel e
Steve decidono di stringere in una morsa la vettura di Cramer ed
Hawkins. I due sono bloccati all'interno della loro vettura e
potranno presentarsi ai commissari solo dopo la ripartenza delle
Vaillante. Cramer, in trappola ed impotente, fa un cenno di minaccia
nei confronti di David. Qualche giorno dopo, alla Jonquiere, Henri
annuncia a Michel, Steve e David che la Vaillante avrebbe
partecipato alla 24 ore di Le Mans: anche se il motore Vaillante non
era pronto la Peugeot gli aveva messo a disposizione il nuovo motore
Evolution 5. La seconda notizia era per David: gli veniva affidata
una vettura per il rally d'Islanda e, se si fosse ben comportato,
avrebbe avuto il posto a fianco di Michel a Le Mans. Se Elisabeth
resta scioccata dalla notizia, David ne è entusiasta e telefona
subito alla moglie Julie Wood, anch'essa pilota, esternandole tutta
la sua gioia. Nel rally d'Islanda David è alla guida di una
Vaillante Commando con a fianco Giulio Cavallo. La vettura sembra
avere qualche noia con il carburante e viene presto raggiunta dalla
Cadillac di Cramer che era partita dopo di lui. La lotta è dura e,
in prossimità di un ponte, Cramer gli taglia la strada. Cramer
passa il ponte mentre la Vaillante capota e finisce nel torrente
sottostante. Cavallo esce dall'abitacolo mentre David ha qualche
difficoltà con le cinture di sicurezza. Sopraggiunge la seconda
Vaillante di Michel e Steve. Giulio Cavallo li rassicura sulle loro
condizioni e li invita a proseguire per impedire a Cramer di
vincere. David riesce a liberarsi dalle cinture ed inizia ad uscire
da un finestrino della vettura rovesciata. Fa un cenno rassicurante
agli amici ma, in un attimo, succede il peggio: il carburante si
incendia e la vettura esplode. Inutili sono i tentativi disperati di
Michel e Steve per salvare David il quale muore tra le fiamme. In
Irlanda, durante il funerale del pilota, la moglie Julie Wood riceve
da Jean-Pierre la promessa di un aiuto qualora ne avesse avuto
bisogno. A Parigi, durante la presentazione della 24 ore di Le Mans,
viene annunciato il ritorno della squadra Leader la quale aveva
richiesto il 13 come numero di gara per una delle sue vetture. Ruth
Wong, la figlia dello scomparso Leader, durante il suo discorso
lancia un' inquietante sfida agli avversari. Qualche giorno dopo
nell'ufficio di Jean-Pierre si presenta Julie Wood la quale chiede
di poter pilotare a Le Mans al posto del marito scomparso.
Jean-Pierre, pur contrario, non può negarle un test sul circuito
privato della Vaillante. Il giorno dopo Julie è in pista. Michel
raggiunge il fratello e la cronometra. Il tempo non è male
considerato che la giovane non conosceva il circuito, allora Michel
decide di farle da "pesce pilota". Sale su una seconda
vettura, si mette davanti a quella di Julie e, via radio, le da i
giusti consigli per affrontare il tracciato. Quando Michel raggiunge
il fratello a bordo pista, i risultati si vedono presto: Julie
arriva a meno di un secondo dal record del circuito. Michel le da la
notizia di essere ammessa nella squadra e la ragazza lo abbraccia
felice. La gioia di Julie però dura poco: la verifica sulla
Vaillante Commando del marito rivela che la vettura era stata
sabotata. Il Proteo, introdotto nel carburante per diminuirne il
rendimento, a causa del capotamento della vettura ne aveva provocato
l'esplosione. Siamo alla vigilia della 24 ore. Michel, sul circuito
di Le Mans, mostra a Julie la sua traiettoria di una curva.
Arriva Steve che invita i due a cena. Durante la cena Julie non fa
che ripetere a memoria tutte le indicazioni ricevute da Michel su
come affrontare le varie parti del circuito. Steve a Michel la
rassicurano: poteva affrontare
la pista ad "occhi chiusi". Julie risponde che affrontarla
ad occhi chiusi era impossibile. Michel
allora la porta sulla sua vettura e la invita a mettergli le mani
sugli occhi e ad indicargli solo i cartelli che indicano i cento
metri dalle varie curve. Partendo dal segno della pole position
Michel, completamente alla cieca, guida a memoria con Julie
atterrita ed ammirata vicino. Dopo una frenata Michel conclude il
giro di pista esattamente sulla linea dalla quale era partito.
Intanto a qualche chilometro di distanza Ruth stava organizzando,
assieme alla sua segretaria Odessa, un attentato contro la Vaillante.
La mattina successiva il camion Vaillante parte, con le due vetture
pronte per le sessioni di qualificazione, alla volta di Le Mans. Un
colpo di fucile fora una delle gomme dell'autocarro il quale, uscito
di strada, finisce la sua corsa con il muso parzialmente sommerso in
un fiume. Jean-Pierre riceve la notizia al telefonino e manda un
elicottero con Michel e Steve a recuperare le due vetture. Il tempo
utile alla qualificazione passava inesorabilmente così Jean-Pierre
chiede al direttore del circuito di lasciare aperto un varco
secondario per permettere l'ingresso delle Vaillante. Il direttore
acconsente avvisandolo che se le vetture non si fossero qualificate
entro il tempo utile sarebbero state eliminate. Intanto Michel e
Steve, raggiunto il camion, salgono sulle due Vaillante e, guidando
a tutta velocità sull'autostrada, riescono ad entrare in pista solo
qualche istante prima dello scadere delle prove. In extremis
riescono a qualificarsi con grande smacco per Ruth. Il venerdì
prima della gara, durante le ultime prove notturne, un individuo
riesce a sabotare uno dei pneumatici destinati alla Vaillante numero
10 di Michel, Julie e Cavallo. Steve, pur all'oscuro dell'avvenuto
sabotaggio, si accorge della presenza estranea e rincorre
l'individuo catturandolo. Scoperto che si trattava di Odessa,
riconsegna la ragazza a Ruth. In casa Vaillante ormai si sospetta
della Leader per l'uscita di strada del camion. Quella stessa notte
Henri viene rapido dalla Jonquiere. Ruth raggiunge la camera di
Steve per scusarsi dell'intrusione di Odessa ai box Vaillante: è
solo una scusa per "circuirlo" e portarlo a letto. Intanto
Michel riceve la telefonata di
sua madre spaventata dalla sparizione del marito. Michel, resosi
conto del rapimento, la tranquillizza dicendole che il padre era a
Le Mans per la gara. Immediatamente va nell'hotel di Ruth per
chiedere conto della sparizione del padre. La ragazza si era creata
l'alibi perfetto: Michel si rende conto che era a letto con l'amico
Steve. Ruth dichiara a Michel le sue condizioni: non doveva vincere
o ritirarsi, doveva corre e perdere altrimenti suo padre sarebbe
stato eliminato. La mattina dopo Steve, scusatosi con Michel per la
scappatella con Ruth, viene messo al corrente della situazione. A
Michel serve tempo per riflettere sul da farsi ma, intanto, deve
prendere il via alla 24 ore. Henri, rinchiuso in una località
segreta, segue la gara alla televisione. Odessa, intanto, spia i
movimenti ai box della Vaillante. Durante un pit-stop, alla
Vaillante di Michel sta per essere montato il pneumatico sabotato,
ma Jean-Pierre, all'ultimo momento, dà l'ordine di montare i
pneumatici da pioggia. Durante un turno di riposo Michel avvisa
anche Jean-Pierre del rapimento del padre, poi vedendo Ruth scendere
dalla sua vettura privata, ha un'idea e chiede a Julie di
sostituirlo alla guida della Vaillante per un'ora. La ragazza, sotto
il casco di Michel incontra Hawkins il quale, per togliersi un peso
dalla coscienza ed avendola scambiata per Michel, confessa che la
morte di David era stata causata dal sabotaggio portato a termine da
Cramer. E' un duro colpo per Julie. Intanto Michel penetrato nella
vettura privata di Ruth, grazie alla traccia presente sul navigatore
satellitare, riesce ad individuare la località nella quale era
stato portato suo padre. Purtroppo una dei complici di Ruth lo
sorprende e, minacciandolo con la pistola, lo porta al costetto
della sua padrona. In quello stesso momento Cramer, alla guida della
Leader numero 13, viene colpito al volto da un piccione e rientra ai
box. A Ruth viene un'idea malvagia: obbliga Michel a prendere il
posto di Cramer alla guida della Leader. Non solo la Vaillante non
avrebbe vinto ma Michel sarebbe stato costretto a portare alla
vittoria la Leader. Sul circuito arriva anche Elisabeth che viene
rassicurata da Jean-Pierre il quale le dice che Henri si trovava
dall'altra parte del circuito. Elisabeth, in attesa del marito, si
mette in un angolo del box per seguire la corsa da un televisore. In
pista Julie, nelle vesti di Michel, inizia una rabbiosa lotta contro
quello che credeva Cramer. Julie, con la Vaillante numero 10, tampona più volte la Leader numero
13 fino a che questa non entra in testacoda. Le due vetture si
scontrano frontalmente e la Vaillante vola nel bosco vicino al
tracciato. Elisabeth, vedendo la scena al televisore, rivive
esattamente il suo incubo premonitore. Michel riesce ad uscire dalla
Leader e ad estrarre la ragazza dalla Vaillante in fiamme. Quando
rivela la sua identità a Julie questa, convinta di aver lottato
contro Cramer, sviene per l'emozione. Steve arriva sul luogo
dell'incidente ed i tre partono immediatamente per la località
segreta dove si trovava Henri. I rapitori sono momentaneamente
assenti e, neutralizzato l'unico guardiano, liberano Henri. Saliti
in auto, però, vengono raggiunti da colpi d'arma da fuoco esplosi
dagli altri complici ritornati sul posto. Steve rimane ferito ed è
impossibilitato a portare a termine la corsa. Mentre Henri va a
rassicurare la moglie, Gabriele Spangenberg deve dare il cambio a
Warson sulla Vaillante numero 8. E' Michel, che indossando il casco
di Steve, prende il suo posto per il finale di corsa. Durante quel
pit-stop, sulla Vaillante superstite, viene montata proprio la gomma
sabotata. Siamo al termine della 24 ore. In testa la Leader numero
22 è seguita dalla Vaillante numero 8. Michel, sotto mentite
spoglie, recupera dieci secondi a giro ma ormai resta troppo poco al
termine per sperare in un aggancio. A pochi minuti dalla fine,
però, il motore della Leader dà segni di surriscaldamento. Julie,
nonostante il consiglio dei suoi tecnici, decide di non segnalare al
pilota di rallentare per gestire il vantaggio. Così, quasi allo
scadere delle 24 ore, la Leader inizia a fumare vistosamente. Sul
rettilineo finale il motore cede del tutto e si arresta a 50 metri
dalla linea del traguardo. Michel, avvisato via radio della
situazione, si lancia nel tentativo di vincere la gara. Il pilota
della Leader, a piedi, tenta disperatamente di spingere la sua
vettura oltre il traguardo mentre Michel, lanciato sulle Hunadieres,
riesce a malapena a mantenere in pista la Vaillante a causa
dell'esplosione del pneumatico sabotato da Odessa. A 20 metri
dall'arrivo il pilota della Leader crolla per la fatica proprio
mentre arriva la Vaillante numero 8 di Michel che passa la linea
del traguardo su tre ruote. E' l'apoteosi. Michel, nelle vesti di
Steve, ritorna all'amico il suo casco e lo manda sul podio per la
premiazione ed il trionfo. Ma Steve, al suo posto, non avrebbe fatto
altrettanto? |
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68
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INEDITO
IN ITALIA
CHINA
MOON
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Sul
circuito di Shangai si sta per correre il primo Gran Premio
della Cina. Jean-Pierre, durante le prove libere del venerdì,
deve capire velocemente quali gomme
scegliere e quali regolazioni effettuare per la gara di
domenica. Michel gli dà le prime indicazioni mentre Steve gli
fa notare che le Ferrari e le Renault erano ancora più veloci
di un secondo al giro. Jean-Pierre dice che, a causa del budget
limitato, per quella stagione sarebbe stato difficile essere
veloci come i top-team e che contava tutto sulla strategia
e sulla loro condotta di gara. Arrivano i giornalisti e
Jean-Pierre annuncia ai suoi sbigottiti piloti che non erano
interessati alle loro due monoposto ma ad un'altra misteriosa
Vaillante. Alla sera Jean-Pierre racconta a Michel
dell'opportunità che gli offriva il mercato cinese e non solo
sotto il profilo commerciale. Assieme al fratello si reca in
un'officina segreta vicino al circuito dove si stanno ultimando
le prove della Vaillante "Xing-Hiu", una
rivoluzionaria vettura sportiva alimentata ad idrogeno. L'auto,
progettata dall'ingegner Zhuo e dal suo staff assieme a
Jean-Pierre, sta per essere prodotta in serie e Michel avrebbe
dovuto guidarla dopo il Gran Premio per la sua presentazione al
mondo. Sabato mattina Jean-Pierre definisce le diverse strategie
di gara per Michel e Steve. Alle 15 un addetto lo avvisa che è
successo qualcosa all'officina della Vaillante "Xing-Hiu".
Recatosi sul posto assieme a Michel e Steve, Jean Pierre si
rende conto che il prototipo è stato rubato. Gli autori del
colpo hanno lasciato un messaggio su un foglio ed un telefonino.
Il messaggio dice che la vettura sarebbe stata riconsegnata se
Michel, da solo, sarebbe andato a cercarla. Ne nasce una
discussione con lo staff cinese circa l'opportunità che Michel,
in vista dell'imminente Gran Premio, si prendesse dei rischi di
quel genere. Improvvisamente suona il cellulare e Michel
risponde. Al termine della telefonata decide di seguire le
istruzioni impartite ed andare alla ricerca della vettura.
Salito su un taxi, Michel viene nuovamente contattato
telefonicamente. Passato il telefono all'autista che riceve a
sua volta delle istruzioni, viene portato a Shangay. Abbandonato
in una strada senza altre indicazioni, decide quasi di rientrare
al circuito ma viene fermato da un vecchio con un bastone che gli indica un
vicolo. Michel vi si reca e, davanti ad una porticina, vede una
lanterna rossa con una scritta ed il logo Vaillante. Entra e
viene accolto
da una bella ragazza cinese. Michel si rende conto di essere in
una casa di piacere. La ragazza gli spiega che il popolo cinese
lo considera un pilota quasi "sovrannaturale", un
genio, la scritta sulla lanterna infatti voleva dire "il
genio della vettura". Il suo compito era quello di
convincerlo del suo potere di seduzione. La giovane incomincia a
spogliarsi quando arriva un uomo che la avvisa che Michel era
stato seguito. La ragazza allora, prima di sparire con l'uomo,
lascia a Michel un altro messaggio su di un biglietto. Uscito dalla casa,
Michel si ritrova improvvisamente davanti ad un dragone nel bel mezzo di un corteo.
Qui ritrova il
vecchio col bastone, che lo aveva indirizzato precedentemente,
il quale lo invita a non avere paura del dragone di cartapesta e
gli traduce il biglietto consegnatogli dalla ragazza. Il vecchio
gli dice che doveva recarsi al porto e cercare "La
luna". Michel , sconcertato, cerca di raggiungere a piedi
il porto. Attraversando un parco pubblico, crede di essere
vittima di un'aggressione ma poi si rende conto che il gruppo di
cinesi che lo avevano spaventato stava semplicemente facendo
ginnastica con i movimenti delle arti marziali. Arrivato al
porto individua una nave, la "China moon". Traducendo
il nome in "Luna della Cina", Michel crede di aver
trovato la sua meta. La nave stava mollando gli ormeggi così
Michel sale a bordo senza troppe precauzioni. Viene però
aggredito e stordito da alcuni marinai che lo gettano in
mare. Michel si risveglia in un club chiamato "The
moon". Qui trova Steve che, fortunatamente, lo aveva seguito
e salvato dall'annegamento. Nel club, che era il vero obiettivo
indicato a Michel nel biglietto, alcuni giovani cinesi aiutano
i nostri amici a raggiungere la tappa finale di quella
misteriosa "caccia al tesoro". Michel e Steve entrano
da una porta di un vicolo e si ritrovano immersi in un paesaggio
completamente diverso da quello della moderna Shangay. Un immenso
giardino lussureggiante con costruzioni tipiche e ponti in legno
che attraversano un ruscello. Qui vengono accolti da un
misterioso uomo anziano, vestito di grigio con un cappello nero.
L'uomo spiega che lo scopo di quella misteriosa rincorsa era di
far capire a Michel che si trovava davanti ad una scelta
importante. Una scelta che il nostro eroe, girando da un G.P.
all'altro restando sempre chiuso nel mondo del paddock, non
avrebbe potuto comprendere bene. Era la scelta che la Cina
stessa doveva fare adesso che si trovava in un momento di
grandissimo sviluppo economico. Gli interessi in gioco per
questo sviluppo erano tali che avrebbero avuto ripercussioni sul
mondo intero. Il numero di vetture che sarebbero circolate per
le strade cinesi sarebbe ben presto centuplicato, con un
conseguente aumento esponenziale dell'inquinamento mondiale. Il
consumo spropositato di carburante inoltre avrebbe provocato in
pochi anni l'esaurimento delle scorte petrolifere mondiali. A
meno che non
si fosse fatta la scelta delle vetture all'idrogeno. Se la Cina
sceglieva
questa opzione il mondo intero l'avrebbe seguita. Per fare ciò,
dice il vecchio, i cinesi avevano però bisogno di un
eroe: se Michel avesse vinto il G.P. di Shangay la "Xing-Hiu"
all'idrogeno sarebbe stata scelta dal popolo cinese senza
riserve, e l'intero pianeta sarebbe stato salvo. Michel ha
compreso ma dice al misterioso personaggio che non avrebbe fatto
più in tempo a raggiungere il circuito per la gara. L'anziano,
rassicurandolo che il prototipo della "Xing-Hiu" si
trovava nascosto proprio al circuito, consiglia i nostri eroi di
raggiungere la pista prendendo il treno magnetico a Longyang
Station. Arrivati alla stazione Michel viene fermato dal vecchio
saggio col bastone che aveva incontrato per due volte durante la
sua ricerca. L'uomo gli chiede se adesso sapeva perché stava
correndo. Alla risposta affermativa del nostro eroe il
vecchio saggio gli dice che, in questo caso, avrebbe sicuramente
vinto. I nostri amici raggiungono il circuito dove ritrovano
Jean-Pierre ed il prototipo all'idrogeno che era stato nascosto
in un hangar vicino a quello del suo allestimento. Jean-Pierre
comunica a Miche e Steve che non avrebbero potuto prendere il
via in quanto non avevano preso parte alle ultime prove di
qualificazione. Fortunatamente Françoise arriva di corsa con
una liberatoria firmata da tutti i team-manager delle altre
squadre con la quale i nostri amici potevano partecipare alla
corsa partendo, per ultimi, dalla corsia dei box. Senza aver
dormito e stanchi per l'avventura passata, Michel e Steve
si infilano le tute. Jean-Pierre vuole fermare Michel, ma
quest'ultimo è troppo determinato. Il via viene dato, i nostri
amici vedono sfilare tutto il plotone prima di poter partire. Ma
la rimonta ha inizio. Ed è una rimonta che ha dell'incredibile
perché Michel risale di ben nove posizioni in un solo giro ! Il
pubblico cinese è in visibilio. Inizia il balletto delle
tattiche dei cambi gomme e dei rifornimenti. Michel rimonta
ancora e si trova in ottava posizione. I dolori e la stanchezza
lo fanno soffrire ma tiene duro. A dieci giri dal termine è
quarto ma deve effettuare ancora un rifornimento. Infatti per
poter risalire di tutte quelle posizioni Michel aveva preferito
restare sempre leggero ed aveva optato per fermarsi tre volte al
posto di due. Il pit-stop è velocissimo, giusto il tempo per
immettere i litri di carburante sufficienti per terminare la
corsa. Improvvisamente Michel non sente più ne il dolore ne la
fatica e si lancia all'inseguimento dei primi. Steve, che non ha
possibilità di vittoria a causa della scelta di montare gomme
troppo morbide, aiuta Michel e gli fa sfruttare la sua scia
anche se, con ironia, ammette di averlo fatto solo perché
l'amico ...doveva salvare il pianeta. Superato Kimi Raikkonen,
Michel va alla caccia di Fisichella e Shumacher. Fisichella, che
ha fatto la stessa scelta di Michel per quanto riguarda le
gomme, sembra resistere tranquillamente ai suoi attacchi fino a
quando il nostro eroe, con una manovra fin troppo aggressiva per
le sue abitudini, lo costringe ad uscire con due ruote
sull'erba. Il pilota italiano, incredulo, alla curva successiva
si ritrova con due gomme sporche e perde quel tanto di aderenza
da uscire sulla ghiaia. Michel così lo supera ed inizia
un testa a testa con Shumacher per la prima posizione. E'
l'ultimo giro ed il tedesco capisce che Michel sta usando
un'aggressività insolita. I due sono pericolosamente ruota a
ruota. Michel si rende conto che i rischi erano diventati troppo
alti. Per un attimo, nei suoi occhi appare una strana visione:
il vecchio saggio col bastone che lo invita a non tremare, a non
avere paura del "dragone di carta". Michel pensa
allora che non doveva avere paura del "dragone rosso"
rappresentato dalla Ferrari di Shumacher ed attacca. Le ruote
delle due monoposto si toccano, il pubblico sussulta sulle
tribune, la Ferrari entra in testacoda ed esce di pista. La
Vaillante di Michel sbanda paurosamente ma resta sull'asfalto.
Da dietro però arriva velocissima la Renault di Fisichella. Sul
rettilineo d'arrivo i due sono affiancati ma è Michel, di un
soffio, ad aggiudicarsi il primo Gran Premio della Cina. Al
termine gli avversari vanno a complimentarsi chiedendo a Michel
le ragioni della sua strana ed inusuale aggressività in pista.
Anche i giornalisti gli chiedono le ragioni del suo
comportamento. Michel risponde che, per una volta, aveva guidato
nella "zona rossa" ma aveva avuto i suoi buoni motivi
per farlo. I giornalisti chiedono se i motivi erano
rappresentati dal lancio della nuova Vaillante in Cina. Michel
risponde che le ragioni commerciali erano secondarie ad un altra
causa ben più importante. Forse un giorno i loro figli
avrebbero compreso come, quel giorno, si era corso per
l'avvenire dell'intero pianeta. Michel si mette così alla guida
della "Xing-Qiu" in una sfilata trionfale per il
lancio della nuova vettura all'idrogeno. Al termine, finalmente,
Françoise può coccolarsi suo marito invitandolo ad andare a
riposare per poi farsi raccontare la sua avventura della notte
precedente. Steve, con il solito umorismo, lo invita a
raccontare alla moglie anche dell'incontro con la bella cinesina
nella casa di piacere. La battuta ovviamente ha il suo effetto
..."esplosivo". |
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FUORI
PISTA ALL'INFERNO
HORS-PISTE
EN ENFER
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Turchia,
quarta tappa del Rally d'Oriente, valevole per il campionato
mondiale "tutto terra". Michel e Steve con il loro buggy
Vaillante stanno inseguendo Jean-Louis Schlesser (pilota
reale) con il
suo buggy Ford.
Poco dopo
l'avvenuto sorpasso, però, i nostri amici trovano improvvisamente
sulla loro strada un bambino. Con una manovra spericolata Michel
riesce ad evitarlo anche se, per l'emozione, il bambino rimane
riverso sulla pista. Fortunatamente è illeso ma, quando si
riprende, sembra fortemente spaventato dal logo Vaillante della
tuta di Michel. Yves Douleac e Gabrièle Spangenberg fanno
salire il bambino sul camion-assistenza della Vaillante e lo
portano ad Erzurum per accertamenti. Terminata la tappa, Michel e
Steve raggiungono Jean-Pierre ed il professor Zhuo all'interno
della tenda-officina dove scopriamo che il buggy Vaillante è
spinto dallo stesso motore all'idrogeno della Wing-Qiu (vedi
episodio: "China moon")
modificato per la competizione. I nostri due amici vanno poi alla
tenda-ospedale. Mentre Steve, fedele al personaggio, si finge
dolorante ad una mano per tentare un approccio con una avvenente
dottoressa, Michel si informa della salute del bambino. Il dottore
lo rassicura che il bambino è soltanto un po' disidratato, ma gli
fa anche notare degli strani segni di puntura sotto i
polpastrelli. Durante la notte Michel fa un brutto sogno: trova
nuovamente il bimbo sulla sua strada, prova a frenare ma i freni
non rispondono così lo travolge. Svegliatosi dall'incubo, si
veste e va alla tenda-ospedale. Qui, assieme al dottore, si
accorge che il ragazzino è fuggito. Il giorno dopo, alla partenza
della nuova tappa del rally, Michel dice a Steve di essere sicuro
che il bambino aveva paura di loro. La corsa riprende e gli
specialisti su due o quattro ruote affrontano serie difficoltà di
orientamento. I GPS sembrano essere in panne e moltissimi
navigatori si perdono. Sembra che il sistema satellitare sia stato
oscurato dal Pentagono in prossimità della frontiera irachena.
Michel e Steve, dopo non poche difficoltà, raggiungono il camion
di assistenza Vaillante e quindi riprendono la strada. Ad un certo
punto si trovano sullo stesso sentiero dove, il giorno prima,
avevano evitato per miracolo di investire il bambino turco. Michel,
per scacciare i suoi fantasmi, spinge al massimo ma, superato un
dirupo, vede ai margini del sentiero il piccolo fuggitivo assieme
ad altri tre bambini più piccoli. Michel e Steve, dopo essersi
fermati, li trovano nascosti dietro ad una roccia. Il piccolo
turco allora disegna, sullo strato di fango che copre la fiancata
del buggy di Michel, la sagoma di una figura mostruosa che
minaccia una bambina. Poco dopo sopraggiunge il secondo buggy
Vaillante pilotato dal pilota turco Jason Tahincioglu (pilota
reale) affiancato
dal professor Zhuo. Il piccolo fuggitivo, finalmente, inizia a
parlare e dice di chiamarsi Orhan. Jason traduce le sue parole:
era fuggito il giorno prima assieme ai suoi compagni da un luogo
dove alcuni uomini li terrorizzavano e li costringevano a lavorare
minacciandoli con dei mostri. Orhan aveva disegnato sul cofano
della Vaillante uno dei mostri e la sua sorellina Kamelya. Il
piccolo spiega che poi era fuggito anche dalla tenda-ospedale per
andare a ritrovare la sorellina. Stava fuggendo perché si era
convinto che Michel e Steve lo stessero inseguendo. I nostri eroi
allora, pur rischiando di perdere il rally, decidono di andare a
cercare il luogo dove Orhan aveva indicato si trovava la sorella.
Mentre Jason e Zhuo si occupano dei bambini, Michel e Steve
riescono ad individuare una vecchia fabbrica che sembra
abbandonata da poco. Entrano e, increduli, trovano all'interno un
moderno atelier per la costruzione dei sedili per le automobili.
E' questo il luogo di sfruttamento dove i bambini venivano
costretti a lavorare in condizioni di vera e propria schiavitù.
Le macchine da cucire sono prive dei dispositivi di sicurezza e
questo fa venire in mente a Michel le punture sulle mani di Orhan.
Al centro del dormitorio una grande stufa avrebbe rischiato di
causare un incendio e, nella cucina, delle minuscole tazze
testimoniavano come questi venissero lasciati praticamente alla
fame. Un rumore fa uscire i nostri amici all'aperto. Due enormi
molossi ringhiavano e si stavano avvicinando. Erano questi i
mostri descritti, e disegnati, dal piccolo Orhan. I cani si
scagliano contro i nostri amici ma, fortunatamente, le catene cui
erano legati si tendono e, quando sono a pochi centimetri,
impediscono loro di raggiungerli. Su di un camion Michel vede
delle casse e capisce che gli sfruttatori dei bambini erano
scappati, tentando di eliminare le prove delle loro malefatte,
quando Orhan era riuscito a fuggire. Steve si accorge, però, che
le casse sul camion avevano il logo della Vaillante. Michel ne
apre una e constata con stupore che conteneva sedili originali
Vaillante. I negrieri che erano scappati producevano, in un modo
odioso, proprio sedili ufficiali per il suo marchio. Orhan aveva
dunque paura della "V" bianca nel cerchio rosso e blu
perché la associava al mondo di orrori nel quale era finito
assieme alla sorellina. I nostri amici risalgono in auto e, per
poco, riescono a raggiungere il posto di controllo in tempo utile.
All'arrivo della tappa, Jean-Pierre riprende Michel per aver
abbandonato la corsa. Quest'ultimo gli racconta dell'accaduto e
gli fa vedere i documenti che dimostravano il coinvolgimento della
Vaillante in quell'odioso affare di sfruttamento minorile.
Jean-Pierre si rende conto che qualche suo committente aveva
tradito la sua fiducia subappaltando la costruzione dei sedili ad
un'associazione senza scrupoli. I due fratelli, allora,
raggiungono il commissariato di Sivas dove ritrovano il piccolo
Orhan, rivestito e ripulito, assieme al commissario Akad.
Quest'ultimo riferisce ai nostri amici che la polizia turca era
sulle tracce dei criminali ma che bisognava prenderli prima che
questi avessero raggiunto le strade asfaltate facendo perdere le
loro tracce. Il commissario si rende conto che la Vaillante era
estranea alla vicenda e dice a Jean-Pierre che il fenomeno dello
sfruttamento minorile era diffuso in tutto il mondo. Michel chiede
se in Turchia ci fosse l'obbligo scolastico ed il commissario
spiega che era difficile far rispettare quell'obbligo quando i
bambini dovevano aiutare le famiglie a sopravvivere. La famiglia
di Orhan, ad esempio, era composta da dieci persone e per questo
lui collaborava al loro sostentamento. Michel e Jean-Pierre si
offrono di aiutare il bambino. Orhan, allora, si fa coraggio e
chiede di poter ancora viaggiare nel camion-assistenza. Dice anche
che, quando sarebbe stato grande, avrebbe voluto fare il pilota.
Michel gli spiega che per fare il pilota avrebbe dovuto ritornare
a scuola ed imparare a leggere. Il giorno successivo la corsa
riprende, la durezza del percorso fa la sua selezione ed i ritiri
si susseguono. Quando Schlesser è vittima di una foratura, Miche
e Steve tentano di approfittarne ma il buggy Vaillante, a sua
volta, ha dei problemi al motore. La tappa si conclude con i
nostri amici al terzo posto. Il professore Zhuo analizza il
propulsore della vettura di Michel e Steve e capisce che sarebbe
stato sufficiente regolare il condotto di alimentazione
dell'idrogeno. In quel momento Yves scopre che il piccolo Orhan li
aveva raggiunti nascondendosi in uno dei camion dell'assistenza.
In quel momento René Metge (ex
pilota reale),
l' organizzatore della corsa, dall'elicottero segnala via radio di
aver individuato un camion in fiamme con un carico di sedili. Era
evidente che si trattava di uno degli autocarri degli sfruttatori
che, finito in panne, era stato incendiato ed abbandonato. Metge
avvisa Michel che c'erano evidenti tracce di altri due camion. Il
nostro eroe decide allora di andare personalmente alla
caccia dei malfattori. Mette un casco in testa al piccolo Orhan e
lo fa salire al suo fianco sul buggy affinché lo aiutasse a
riconoscere gli autocarri dei suoi aguzzini. Yves e Gabrièle
seguono Michel con il camion-asistenza, Steve e Jason fanno
altrettanto con il secondo buggy Vaillante. Jean-Pierre, dapprima
scettico, si convince che era l'unica maniera per stroncare quella
losca catena di sfruttamento così chiede aiuto a René Metge che
nel frattempo era atterrato con l'elicottero. Jean-Louis
Schslesser nel frattempo si era già aggiunto alla comitiva con il
suo buggy Ford. Michel affianca molti camion fino a che,
aiutato da Orhan, individua i due autocarri in fuga. Su uno
di questi c'è anche Kamelia, la sorella di Orhan presa in
ostaggio dai criminali. Steve e Jason affiancano il camion in coda
che, sbandando, fa ribaltare il loro buggy. Michel si ferma e,
assicuratosi che Steve e Jason erano rimasti illesi, riprende la
caccia. Gli autocarri arrivano nell' incredibile scenario dei
"Camini delle fate" di Hassan Dagi. Qui il buggy di
Schlesser riesce fermarsi sul tragitto del primo. L'autista,
invece di rallentare, accelera con l'intento di travolgere il
buggy quando, da dietro alcune rocce, Michel ed il piccolo Orhan
gli lanciano contro dei razzi da segnalazione. L'autista perde il
controllo del pesante automezzo che si ribalta bloccando quello
dei complici che lo seguivano. L'autista del secondo camion si
rende conto di avere alle sue spalle il camion-assistenza
Vaillante così, con una manovra improvvisa, cambia
direzione a tenta la fuga attraversando delle vigne. All'uscita di
queste però si trova davanti uno spettacolo impressionante: tutti
i camion-assistenza di tutti gli equipaggi del rally, capitanati
da René Metge sull'elicottero, erano schierati davanti a
sbarrargli la strada. Ai malfattori non restava che arrendersi e,
quando uno di questi tenta di fuggire facendosi scudo con la
piccola Kamelia, quest'ultima con un morso riesce a liberarsi
mentre Michel lo stende con un "diretto sinistro". I
nostri amici restano stupefatti dal contenuto del secondo camion
in fuga. Se nel primo c'erano ancora sedili Vaillante, nel cassone
del secondo trovano gli atri bambini vittime degli sfruttatori.
Mentre questi ultimi vengono rifocillati, arriva il commissario
Akad il quale si complimenta con i nostri eroi e li informa di
cosa aveva scoperto dell'organizzazione che, grazie al loro aiuto,
era ormai stata sgominata. Mentre il piccolo Orhan racconta le sue
peripezie ai suoi amici, Steve tenta di farsi medicare una mano
all'infermeria. La bella dottoressa però, memore del trucco
precedente, non gli crede e lo scaccia decisamente. La gara
riprende il giorno successivo con Schlesser in testa seguito da
Michel. La lotta, testa a testa, si risolve, dopo 3.376 Km, in
volata. Per la prima volta un auto all'idrogeno, il buggy
Vaillante, si impone in una prova così importante: sono infatti
Michel e Steve a vincere ed a conquistare la coppa del mondo
"tutto terra". Il padre di Rahan e Kamelia è venuto a
ringraziare Michel e gli garantisce che, con il suo aiuto, avrebbe
dato un avvenire migliore ai suoi figli. Steve, dopo i
festeggiamenti, è in infermeria disteso su una barella.
La dottoressa chiede se avesse ancora problemi alla mano ma
l'americano, spostando il lenzuolo che lo copriva, scopre l'enorme
mazzo di rose rosse della vittoria e gli dice di avere solo
problemi di cuore. La dottoressa, questa volta, cede e lo bacia.
Intanto il piccolo Orhan, mentre il padre lo sta riconducendo a
casa assieme alla sorella, dichiara di non volere andare più a
scuola perché voleva fare solo il pilota. Kamelia gli dice che
tutti i piloti erano andati a scuola. Rahan, trascinato per mano
decisamente dal padre, chiede "sei sicura" ?
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70
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24
ORE SOTTO PRESSIONE
24
HEURES SOUS INFLUENCE
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Ives
Douleac avrebbe dovuto correre la 24 ore di Le Mans con
Michel e Steve ma, durante una corsa con degli scooter improvvisata
assieme ai compagni, cade e si rompe una gamba. Jean Pierre,
furioso, convoca Michel e Ives nel suo ufficio e ordina loro di
trovare prima possibile un sostituto all'altezza. Quello stesso
giorno nella villa del signor Montusset, un uomo di affari
piuttosto "disinvolto", arrivano gli ufficiali
giudiziari e procedono al sequestro di ogni oggetto di valore
presente nell'edificio. Durante il sequestro, il signor Montusset
riceve la telefonata del figlio Dylan il quale gli annuncia di
essere stato scelto per correre la 24 Ore assieme a Michel
Vaillant. Rimasto solo, il signor Montusset recupera da un
nascondiglio gli ultimi fondi di danaro rimastigli ed ordina
telefonicamente un carico di cappellini e magliette pubblicitarie
per rilanciare i suoi discount in fallimento. Iniziano le
prove di qualificazione della 24 Ore di Le Mans. L'Audi con
i suoi potenti mezzi ha lanciato la sfida: vincere la corsa con i
suoi prototipi diesel. Jean-Pierre ha presentato una nuova,
avveniristica, Vaillante e due equipaggi: uno formato da Michel,
Steve ed il giovane esordiente Dylan Montusset e l'altro formato
da tre donne: la tedesca Gabriéle Spangenberg, la belga Vanina
Ickx (pilota
reale) e
l'italiana Tamara Vidali (pilota
reale). Dylan
riesce incredibilmente a fare la pole-position però,
durante il tentativo, urta
leggermente la Vaillante di Vanina Ickx. Al suo rientro ai box, il padre lo accoglie
trionfante ma, al contrario, Vanina e sopratutto
Jean-Pierre lo redarguiscono e lo invitano ad un
comportamento più professionale ed a rispettare le consegne. Il signor Montusset approfitta del momento di gloria del figlio per
fare pubblicità ai suoi magazzini pavoneggiandosi assieme a lui
davanti alla stampa ed ai fotografi. Anche Michel riprende Dylan
invitandolo a non farsi influenzare dal padre. Il signor Montusset
infatti fa molta pressione sul figlio anche perché è in procinto
di firmare un contratto con uno sponsor. Mentre Dylan ripassa a
mente il tracciato, suo padre lo sprona ad essere più veloce,
quindi si preoccupa di far distribuire, dai boy scout in
servizio sul circuito, le sue magliette pubblicitarie.
Durante il warm-up Steve sta viaggiando a 280 Km/ora quando
gli esplode un pneumatico posteriore. La Vaillante sbanda e va a
sbattere violentemente contro un guard-rail. La vettura,
semidistrutta, viene portata ai box su un autocarro. Il signor
Montusset, alla sua vista, va in escandescenza ed impreca contro
Warson. Dylan cerca di convincerlo che non era colpa di
Steve , poiché in caso di esplosione di un pneumatico non c'era
nulla da fare. Suo padre però non vuole sentir ragione e gli dice
che era "vitale" che lui riuscisse a partecipare e a
vincere quella 24 ore. Poi chiama un suo fidato fisioterapista e
gli ordina di occuparsi del figlio dal punto dio vista fisico e
"morale". Nel frattempo, nello stand Vaillante, i
meccanici sono disperatamente lanciati, in una corsa contro il
tempo, nel tentativo di riparare la Vaillante danneggiata. Michel
e Steve, intanto, firmano autografi e posano per i
fotografi. Dylan sembra il più scatenato mentre va a salutare il
pubblico delle tribune. Il signor Montusset, invece, è talmente
arrabbiato da minacciare di fare causa a Jean-Pierre nel caso
della mancata partecipazione di suo figlio alla 24 ore. Steve
allora lo blocca e lo invita a girarsi ed a dare una mano ai
meccanici che stavano spingendo fuori dallo stand la Vaillante
incredibilmente rimessa a posto in tempo per la corsa. Alle 15
parte la gara e la lotta tra l'Audi e la Vaillante si fa subito
dura. Dylan è entusiasta della bravura di guida di Michel ma il
padre gli dice che anche lui era in grado di fare altrettanto. Al
momento di dare il cambio a Michel, Dylan viene ulteriormente
"spronato" dal padre e deve ritrovare la concentrazione.
In pista si dimostra molto veloce ma Michel sa che stava guidando al limite, senza margine di errore. Proprio mentre il signor
Montusset sta per firmare un contratto con uno sponsor, Dylan deve
pagare per il suo stile troppo rischioso e va in testacoda. Il
contratto sfuma ma il giovane pilota riprende la pista. La
Vaillante, però, deve rientrare per i necessari controlli.
Jean-Pierre dice a Dylan che, dopo la seduta dal fisioterapista,
avrebbe voluto parlargli. Dylan, invece, infuriato
va dal padre per chiedergli di lasciarlo in pace e di non dargli
troppa pressione. Il padre, a quel, punto, gli confessa i grossi
problemi finanziari che lo attanagliano e gli dice che stava
rischiando addirittura la galera. Dylan si lascia commuovere e gli
promette che avrebbe fatto di tutto per vincere. Arriva la notte e
la seconda Audi ha dei problemi meccanici, mentre
Dylan tallona l'Audi di testa. Alle due del mattino, dopo il
rifornimento effettuato in contemporanea con l'Audi, la Vaillante di Dylan passa
al comando, ed è sempre al comando che Dylan cede il volante a
Warson. Jean-Pierre e Michel sono contenti, mentre il signor
Montusset, raggiante, manda il figlio dal suo fisioterapista con
l'ordine di "reidratarlo". Mentre Michel sta per dare il
cambio a Steve, incrocia Dylan il quale, piuttosto su di giri, si
dirige al villaggio del circuito invece di andare a riposare. Il
comportamento del ragazzo lo insospettisce. Due ore dopo la
seconda Vaillante rientra ai box per il rifornimento. Mentre
Gabriéle sta per salire a bordo, arriva incredibilmente Dylan il
quale la
spinge e prende il suo posto. Gabriéle
cade a terra e per poco non finisce sotto ad una Porsche cha stava
rientrando al suo stand. E' solo a viva forza che i meccanici
Vaillante riescono a far scendere Dylan mentre Jean-Pierre gli
grida che quella non era la sua vettura. Anche la prima Vaillante
rientra e Jean-Pierre è costretto a chiedere a Michel di
continuare la corsa perché Dylan non era in grado di dargli il
cambio e
Steve non era pronto. Mentre il signor Montusset cerca di
minimizzare l'accaduto e vuole rimettere suo figlio nelle mani del
fisioterapista, un commissario dice a Jean-Pierre che sarebbe
stato necessario far visitare il giovane pilota dal medico del
circuito. A questo punto Jean-Pierre ordina al signor Montusset di
uscire dallo stand fintanto che non fossero stati fatti i dovuti
accertamenti. Gabriéle Spangenberg, che aveva ripreso la corsa nonostante
l'accaduto, non riesce a a far altro che ripensare al
comportamento di Dylan. Con questa scarsa concentrazione, non
reagisce in tempo ad un improvviso cambio di direzione di una
vettura delle categorie minori che stava per doppiare. Per evitarla, finisce contro il
guard-rail, carambola sul lato opposto e, dopo una ulteriore
collisione contro le protezioni, si ferma nell'erba con la
vettura completamente distrutta. Scesa incolume, rientra a piedi
mentre Ives la raggiunge e la abbraccia. Gabriéle pensa che,
almeno per quell'anno, forse non sarebbe stato il caso di
chiedere a Jean-Pierre di fare da testimone per le loro nozze.
Intanto il medico ufficiale del circuito,
dopo aver visitato Dylan, è convinto che il ragazzo si trovasse
sotto gli effetti di una forte dose di stimolanti chimici.
Jean-Pierre non può credere che Dylan si fosse drogato e
confida i suoi dubbi al fratello. Michel, allora, ha un
sospetto. Si dirige verso il camper del signor Montusset dove vede
il fisioterapista di Dylan che cerca di svignarsela alla
chetichella. Questi, alla vista di Michel, si da alla fuga salendo su un
piccolo trattore porta-pneumatici. Nella foga, però, si
rovescia e viene bloccato dai meccanici Vaillante. Messo alle
strette, confessa di aver drogato Dylan con degli stimolanti, su
preciso ordine del padre. Intanto in pista la lotta Audi-Vaillante
è sempre più dura. Con un pilota in meno la Vaillante è
svantaggiata e l'Audi ne approfitta mettendo le sue vetture ai primi due posti.
Michel, però, con una
rimonta spettacolare, riagguanta la testa.. A
questo punto Jean-Pierre prende una grave decisione: fa rientrare
il fratello e ritira la vettura superstite dalla corsa. Steve e
Michel dapprima non capiscono il motivo della sua scelta poi, assieme
ai meccanici, accettano le motivazioni di Jean-Pierre: avrebbero
potuto anche vincere la gara, ma la Vaillante non poteva
permettersi una vittoria ottenuta con l'aiuto di un pilota che,
volutamente o no, era drogato. Michel e Steve,
allora, decidono di andare a chiedere qualche spiegazione al signor
Montusset. Quest'ultimo però era appena partito con il suo camper
e stava allontanandosi dal circuito. I nostri amici prendono le
loro due moto e lo raggiungono: Steve ha voglia di dargli una
lezione, non si capacitandosi di come quell'uomo fosse riuscito a
drogare il figlio, con il rischio di farlo ammazzare in pista, per
realizzare i suoi interessi. Poi
i nostri eroi decidono che non valeva la pena infierire su un uomo
che era già completamente a terra. Così lo lasciano andare. La
24 ore, intanto viene vinta dall'Audi che conquista i primi due
posti. Michel, rientrato al circuito si complimenta sportivamente
con i vincitori. Qualche ora dopo, Dylan ritorna al circuito
incrociando gli ultimi spettatori che lo stanno abbandonando.
Alcuni imprecano proprio contro di lui che aveva fatto perdere la
corsa a Michel e Steve. Dylan è molto abbattuto ma, arrivato
vicino allo stand Vaillante, viene accolto con affetto da alcuni boy-scout
che stavano attendendo gli autografi da Michel e Steve. I
meccanici Vaillante alzano la saracinesca del box e fissano il
giovane pilota che inizia un discorso per scusarsi ma viene
interrotto da un' amichevole pacca sulla spalla: tutti avevano
capito che l'accaduto non era stata colpa sua e che lui era solo
una vittima. Quando Dylan sta per lasciare il circuito, Michel lo
rincuora e, pur non volendo entrare nei suoi problemi
famigliari, lo consiglia di cambiare manager. Il cellulare di
Dylan suona: è il padre che chiede aiuto. Era rimasto senza
benzina e senza un soldo ai bordi di una strada poco distante.
Dylan chiede di poter utilizzare una moto e Steve gli getta le
chiavi della sua. Il ragazzo raggiunge ben presto il padre ed
inizia a versare del carburante nel camper da una tanica che si
era portato dietro. Il padre, con solito atteggiamento da
imbonitore, gli annuncia i nuovi programmi: Dylan sarebbe
approdato in Formula 1 grazie a dei contatti che lui aveva con dei
finanziatori cinesi. Il ragazzo non ascolta nemmeno, svuotata la
tanica di benzina, indossa il casco, sale sulla moto e riparte per
il circuito lasciando il padre esterrefatto e ammutolito in mezzo
alla strada.
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I
RIASSUNTI DEGLI
EPISODI DELLA SERIE NORMALE
(pag. 5 di 5)
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