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HANNO SCRITTO...
Raccolta
di recensioni, critiche, articoli, e...tutto quello
che è stato scritto
in Italia su
Michel Vaillant e sul suo creatore.
(pag.
1 di 5)
Attenzione:
le note all'interno dei testi (n.d.w. = note del webmaster) sono state apportate allo scopo di fornire
maggiori informazioni o per ovviare ad alcune piccole imprecisioni degli
autori degli articoli.
COME
CONOSCEMMO JEAN
Iniziamo
con l' articolo, pubblicato nel 1969 nell' album "Il circuito
infernale" edito da Crespi, con il quale veniva presentato,
per la prima volta ai lettori italiani, il grande Jean Graton.
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IN
AUTO CON JEAN GRATON
Tenace,
serio, di poche parole: questo è Jean Graton, il creatore di
Michel Vaillant. Graton è nato in Bretagna 45 anni fa (n.d.w:
ovviamente nel 1969),
è sposato con tre figli e risiede a Bruxelles in un tranquillo
quartiere residenziale. Fuori dalla porta di casa sua staziona
imponente una superba auto sportiva: componente essenziale, anzi
necessaria, per il più celebre ed abile illustratore del giorno
d' oggi di storie "automobilistiche" a fumetti. All'
età di 8 anni Jean Graton già dimostrava una precoce
predisposizione per moto e auto, che schizzava per un giornale
locale. Fece poi il disegnatore industriale e pubblicitario prima
di dedicarsi completamente, a 24 anni, alle storie a fumetti che,
naturalmente, erano zeppe di motori e di automobili. Il
personaggio di Michel Vaillant fu creato nel 1957. Jean Graton
aveva dei simpatici e rumorosi vicini di casa, appassionati di
corse motociclistiche, il più giovane dei quali si chiamava
Michel, E a Graton, che stava studiando la realizzazione delle
avventure di un dinamico pilota d' auto, venne in mente di
chiamare questo personaggio col nome di Michel. Graton, quando
disegna le sue storie, si documenta con meticolosa pignoleria. Del
resto ciò è molto evidente. Conosce bene tutte le piste e i
circuiti automobilistici, gli itinerari, i box e le scuderie d'
auto nelle quali ambienta Michel Vaillant e gli altri personaggi.
Egli si tiene costantemente aggiornato su ogni particolare
tecnologico e non ha esitato, per interpretarne meglio la speciale
atmosfera, a percorrere di notte l' intero tratto Parigi-Sud nella
cabina di un grosso camion (n.d.w.:
la storia in preparazione era "Operazione Jaguar" n° 3
s.n.).
Ora ha in progetto un viaggio nell' America del Sud e in Giappone.
Certamente vedremo, tra non molto, Michel Vaillant sfrecciare
sulle piste di quei Paesi, impegnato in difficili competizioni ed
in strepitose avventure.
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MICHEL
SU AUTOSPRINT
Nel
1979, in occasione
della pubblicazione dell'album speciale per il 20° anniversario della
serie, Autosprint dedica un articolo al nostro eroe.
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BUON
COMPLEANNO VAILLANT !
Il
famoso fumetto da corsa del belga (n.d.w.:
francese)
Jean
Graton festeggia i venti anni

Per
il suo ventesimo compleanno ha ricevuto biglietti di auguri e di
felicitazioni persino da Enzo Ferrari e da Henri Ford. Jackie
Stewart pensando ai suoi continui successi ha voluto
maliziosamente sperare che non arrivi a battere il suo primato di
27 Grand Prix. In pratica non c'è stato personaggio grande o
piccolo dell'automobile, dal Circus della F.1 a quello della F.
Indy, che ha trascurato la ricorrenza. Ma tanta festosa
partecipazione è più che giustificata se si pensa che il
festeggiato è Michel Vaillant. L'aitante protagonista del
fumetto omonimo. Conosciutissimo in ogni parte del mondo, fino
alla gloria di una trasposizione televisiva nel 1966 con Henri
Grandsire nel panni del protagonista, Michel Vaillant è, da
vent'anni appunto, il re di indimenticabili avventure che
deliziano grandi e piccoli, tutte ambientate nel mondo delle corse
automobilistiche. A inventarlo, è stato un disegnatore franco
belga, Jean Graton, che ancora oggi (n.d.w.:
eravamo nel 1979...) è
possibile vedere nei boxes di qualsiasi autodromo in cerca di
ispirazione per le storie che con metodica costanza inventa e
disegna da un ventennio. Le avventure del pilota belga (n.d.w.:
francese) che
corre su vetture di progettazione famigliare(sono infatti il padre
ed il fratello che gli sistemano i bolidi, sia monoposto che gran
turismo, con spiccata predilezione per quest'ultime) si svolgono
un po' in tutto il mondo, dai circuiti degli Stati Uniti a quelli
più famosi della vecchia Europa. A decretare il successo delle strisce
di Graton, oltre all'argomento affascinante di per se stesso, è
stata forse proprio l'estrema perfezione di ogni particolare e la
perfetta aderenza alla realtà agonistica di ogni striscia di
Vaillant. Simpaticamente nell'edizione speciale commemorativa
dell'avvenimento (con la riserva per i diritti di produzione anche
per la Russia!) Graton ha voluto inserire anche un'avventura
corsaiola di Vaillant nell'anno 2000. Naturalmente il disegnatore
ha cercato di prevedere come saranno le F.1 del futuro, così come
le piste e le tute dei piloti. Rimarrà da vedere per il
cinquantenario di Michel Vaillant se questa striscia futuristica
sarà ancora d'attualità oppure se i progettisti della F.1 fra
vent'anni avranno saputo superare anche la fantasia di Graton. |
MICHEL
SULL' "ENCICLOPEDIA"
Edita
dall'
Istituto Geografico De Agostini "La Grande Avventura dei
fumetti" pubblicava, nel 1990
in allegato al n° 15, un fascicolo che pubblicava la parte finale (23
pagine) del primo album di Michel, "La grande sfida". Questi che
seguono sono gli articoli a corredo del fascicolo.
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Comitato
editoriale: Franco
Fossati, Sergio
Giuffrida, Sergio
Pomati
AVVENTURE
A TRECENTO ALL' ORA
Nato
sulle pagine della rivista Tintin nel 1957, Michel Vaillant è un pilota
francese di Formula Uno, protagonista di una delle più celebri
e fortunate serie del fumetto sportivo. Quella
del personaggio è una vera saga familiare: Michel, infatti, è figlio
dì Henri Vailìant, il padre-padrone della omonima casa automobilistica
che pare un incrocio tra la Fiat e la Ferrari e nella quale
il fratello maggiore Jean-Pierre svolge mansioni di ingegnere progettista
e direttore tecnico della squadra corse. Le sue avventure si
svolgono tra la vecchia residenza di famiglia fuori Parigi, la "Giunchiglia",
le officine della ditta e i circuiti automobilistici sui quali,
oltre a correre per il prestigio dei colori della Vaillante, deve frequentemente
sventare le manovre sleali dei soliti invidiosi concorrenti. Michel
è il prototipo del vero sportivo: atletico, leale, coraggioso ma
non spericolato. E' affezionatissimo alla famiglia e soprattutto alla
madre, sempre in pena per la sua incolumità. Diversamente dal fratello,
si è sposato con Françoise Latour, dopo quasi trent'anni di carriera.
Grazie all' abilità e alla grande competenza tecnica di Jean
Graton,
unico e scrupoloso autore della serie dagli inizi, le sue storie
mescolano abilmente fantasia e realtà e sembrano il più delle volte
cronache di gare realmente avvenute piuttosto che racconti immaginari.
Nelle avventure del pilota, infatti, il mondo delle corse è
descritto nei minimi dettagli, dal disegno delle vetture ai
circuiti, fino
alla simpatica presenza al fianco di Michel di autentici piloti. Graton
è anche riuscito a visualizzare mirabilmente il rombo dei motori
creando una efficace "colonna sonora", spesso in primo piano,
che fa davvero "sentire" ai lettori il violento stridio
di una frenata
o il sibilo acuto dei pneumatici di un bolide lanciato in curva
a tutta velocità. Quella
che vi presentiamo è la parte finale della prima avventura di Michel
Vaiilant, impegnato in una affascinante sfida con il campione
statunitense Steve Warson: acerrimi avversari all'inizio della
storia, i due piloti finiranno per divenire amici inseparabili ed eterni
compagni di squadra. Una 24 Ore di Le Mans e un Gran Premio
di Germania entrambi mozzafiato suggellano la nascita di una
grande amicizia e di una bellissima serie. "La grande
sfida" è apparsa
su Tintin nel 1958: in Italia, nel dicembre 1963, questa storia
ha tenuto a battesimo come primo numero la gloriosa collana edita
da Mondadori dei Classici Audacia.
IL
LOOK DI MICHEL VAILLANT
Apparso
per la prima volta nel 1957, Michel Vaillant è
sempre stato scritto e disegnato dal suo creatore, il
belga (n.d.w.:
il solito lapsus: Graton è francese, bretone per la precisione)
Jean Graton. Prima
di lanciare il personaggio, la rivista Tintin volle
saggiarlo attraverso cinque brevi racconti, nei quali lo
stile dell'autore è ancora acerbo.
Questo primissimo Michel Vaillant pare un incrocio
tra il personaggio di Johnny Hazard di Frank Robbins e
Alain Delon. L'aspetto è quello di un ragazzo atletico,
spalle larghe, sorriso aperto, i capelli bruni tagliati
cortissimi; la virgola ribelle sulla fronte e la fossetta
sul mento sono
appena accennate. Nella
prima vera storia di grande respiro, "La grande
sfida", Michel è già più robusto: apprendiamo anche
che ha fatto il militare come paracadutista ed è un
esperto di judo e karate.
Il suo volto, come quello di tutti i personaggi maschili
della serie, diventa sempre più squadrato. Nella quarta
avventura (n.d.w.:
era
la terza avventura),
"Il circuito del terrore", del 1960 (n.d.w.:
1961
in Francia, 1964 in Italia ),
Michel ha ormai
assunto il suo look definitivo secondo il quale
ancora oggi mostra trent'anni o poco più.
L'unico cambiamento di rilievo nel suo aspetto si
verifica nel 1971, nel racconto "Il rally della
paura", nel
quale il pilota compare con un paio di basette
lunghe che taglierà dopo alcune avventure, anche se,
di tanto in tanto, torneranno a comparire. Se
il personaggio è dunque da sempre uguale, quello che è
cambiato moltissimo in queste storie riguarda, ovviamente, le auto
e il mondo dei motori. Attraverso le storie di Michel Vaillant è
possibile ripercorrere trent' anni di storia (n.d.w.:
ovviamente erano 30 anni all' epoca) dell'automobilismo sportivo : il mutare del design, dell'aerodinamica,
le tute e i caschi dei piloti, i tracciati dei circuiti, la
crescente invadenza degli sponsor e via dicendo. Agli inizi Michel
correva con una maglietta dalle maniche
corte e un caschetto bianco e azzurro con una grande "V"
tricolore in bella vista. Negli anni Sessanta, Michel ha adottato
il classico casco da pilota d'aviazione, talvolta con visiera, e
una tuta azzurra, sostituita in tempi più recenti da una di
colore bianco, sulla quale i marchi pubblicitari sono presenti con
discrezione. Disegnate sempre con grande competenza ed entusiasmo
da Graton, le vetture sono cambiate moltissimo: da quelle
immaginarie della scuderia Vaillante agli autentici bolidi Ferrari,
Porsche, Lotus, Honda, dalle essenziali monoposto di Formula Uno degli
anni Sessanta a quelle con alettoni e pneumatici larghissimi
delle corse più recenti, fino alle grandi trasformazioni dei coupé
della classica 24 Ore di Le Mans che Michel ha vinto molte volte.
Jean Graton si è davvero superato nel racconto "Un certo
Gran Premio", nel quale il suo personaggio sogna di correre,
nel futuro, sul fantascientifico circuito di Monthlery 2000: una
"storia immaginaria", come si sarebbe detto per
Superman, con piloti che paiono astronauti e vetture che ricordano
dei caccia interstellari. Il tutto, come sempre, realizzato da
Graton con una attenzione per i particolari davvero meticolosa.
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AL
VAGLIO DELLA CRITICA SU IF-IMMAGINI E FUMETTI
Continuiamo
con una critica di Marco Candellone, pubblicata su "IF - Immagini & Fumetti"
nel maggio del 1995, sulla saga di Michel
Vaillant.
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GRUPPO
DI FAMIGLIA IN UN CIRCUITO
Michel
Vaillant, una delle più longeve saghe a fumetti di
scuola franco-belga di
Marco Candellone
Da
sempre il mondo del fumetto è stato avaro di soddisfazioni per lo
sport, sia perché il fumetto "richiede" l' eroe
individualista o, al più, un ristretto gruppo di protagonisti, mentre
molti sport sono di squadra; sia perchè la ripetitività tecnica e
dinamica dell' evento sportivo mal si prestano ad una trasposizione
letteraria di tipo seriale, quale quella di una testata a fumetti. Va da
sè, però, che esistono anche in questo caso, come sempre accade, le
debite eccezioni e Michel Vaillant è sicuramente la più
eclatante di queste. Il pilota francese rappresenta il più
significativo eroe sportivo nel campo del fumetto e nasce nel 1957 dalla
fantasia e dalle matite di Jean Graton sulle pagine della rivista Tintin,
il personaggio venne sottoposto al giudizio del pubblico attraverso
cinque racconti brevi (ristampati successivamente in un album
celebrativo del ventennale) e, a seguito del positivo riscontro
ottenuto, comparve la prima avventura full-size, "Le grand
defì". Dall' esordio a oggi ha raggiunto cinquantasette uscite (n.d.w.: naturalmente erano 57 nel 1995)
e
promette di continuare su questa strada. Graton ha realizzato, da solo,
tanto le sceneggiature quanto i disegni per tutta la prima parte della
sua produzione (probabilmente fino al trentesimo volume, lo speciale per
i vent' anni di Michel Vaillant). Nella seconda metà degli episodi,
invece, l' organigramma della serie si arricchisce di alcuni assistenti
per la parte grafica: Clovis, Lippens, Lopez, Bouchez, Delvaux per i
disegni, Juan Castilla per i colori. L' ultima avventura pubblicata (n.d.w..:
l' autore si riferisce all' album "La piste de Jade" uscito nel
1995 in Francia e non ancora pubblicato in Italia)
segna l' esordio , all' insegna della continuità, di un nuovo
sceneggiatore dal cognome famigliare, Philippe Graton, che per la prima
volta sostituisce Graton padre nella stesura dello script. .
Abbiamo già rimarcato come la ripetitività
delle situazioni sportive le renda inadatte a essere protagoniste di
qualcosa di più che un episodio isolato; in questa ottica, il successo
di Michel Vaillant può essere attribuito all' abilità di Graton nel
mescolare e stemperare la necessaria componente sportiva con le vicende
accessorie a quest' ultima (spionaggio industriale, rivalità tra
scuderie) o completamente svincolate dal contesto motoristico. In questo
panorama narrativo le auto e i circuiti finiscono per diventare
strumentali allo sviluppo dello script, spalle e non protagonisti
utili per attirare gli occhi del lettore, non la sua attenzione. E in
effetti, su tutta la produzione di Graton, poche sono state le avventure
che pongono il risultato sportivo e l' agonismo al centro reale dell'
attenzione e dell' interesse del lettore. Il sottile filo che lega tra
loro intimamente gli eventi della saga di Michel Vaillant è costituito
dalla ovvia e talora invadente presenza di automezzi, strade e
competizioni, quanto dalla proposta, più o meno evidente, di un modello
etico-comportamentale che, se da un lato configura un Michel
Vaillant tutto mitezza e buoni sentimenti, dall' altro porta alla
ribalta due entità che finiscono, nel progressivo sviluppo della saga,
per trascendere la figura del protagonista e diventare protagoniste esse
stesse: la triade Henry-Jean Pierre-Michel Vaillant e la famiglia
Vaillant nel suo complesso, gli uomini, le donne e, in parte gli amici.
Michel Vaillant svolge sempre diligentemente (con particolare evidenza
nella prima parte della serie) il ruolo dell' eroe senza macchia e senza
paura, buonissimo, disponibilissimo, gentile e sensibile al limite del
melenso in certi momenti, più vicino a un personaggio di Frank Capra in
altri, emblematico in questo senso l' albo "Serie Noire",
storia documentaristica e introspettiva sviluppata con grande
intelligenza e senso della misura, in cui Michel Vaillant scende all'
inferno come Jimmy Steward di "La vita è una cosa
meravigliosa", per poter poi scoprire che esiste sempre uno
spiraglio di speranza e rinascita a nuova vita con l' aiuto indiretto
dell' <<angelo>> Joseph. Complementare alla figura di Michel
Vaillant, è l' insieme degli uomini della famiglia Vaillant, tanto ben
caratterizzati individualmente da sembrare tre parti di un' unica entità:
Henry Vaillant, la saggezza e l' esperienza; Jean Pierre Vaillant, la
perseveranza e la riflessività; Michel Vaillant, la freschezza e l'
entusiasmo. Queste tre componenti talvolta si intersecano
armoniosamente, talaltra si scontrano, ma sempre nel superiore interesse
della Vaillante. Infine c'è il resto della famiglia, una famiglia
forte, rassicurante, che cresce nel tempo (due figli che si sposano e
due nipoti per Henry Vaillant), ma rimane ancorata a se stessa come
punto di riferimento e sicuro rifugio per i momenti neri di ognuno dei
suoi componenti. Questo continuo intrecciarsi di sentimenti e confronti
interpersonali permette a Graton di definire il telaio etico della sua
saga: lealtà, solidarietà, amicizia, senso forte del fair play nei
confronti dell' avversario. Questa struttura portante ha molta
importanza nell' evoluzione della serie, in particolare nei primi due
lustri di vita, quando non di rado l' autore cade in eccessi retorici;
in seguito tale atteggiamento verrà via via diluito, forse in
adeguamento ai tempi che cambiano, forse in risposta alle critiche che
Graton aveva ricevuto per il fatto di idealizzare eccessivamente i suoi
personaggi. Dal punto di vista grafico, le prime avventure di Michel
Vaillant cono caratterizzate da un disegno morbido, accattivante, che
risente in parte del modello stilistico della "linea chiara"
(influenza peraltro quasi obbligatoria per coloro che all' epoca
passavano per le redazioni di Spirou e Tintin), discostandosene per un
utilizzo più evoluto del colore e della profondità di campo. Col tempo
il tratto di Graton diventa più deciso, per certi versi più maturo e
personale, forse anche per seguire e sottolineare la maturazione dei
personaggi. Questa evoluzione artistica prosegue nella seconda parte
della produzione dell' autore francese, ma da un certo punto in poi si
dovrebbe piuttosto parlare di "involuzione": la morfologia dei
personaggi è ormai definita, ma la tecnica si fa sempre più nervosa,
rarefatta, in certa misura affrettata e approssimativa (in particolare
per quanto riguarda la raffigurazione dei personaggi umani). Le cose
migliori di questa seconda età di Michel Vaillant sono gli esterni,
siano essi cittadini o contesti panoramici in cui sono ambientate le
gare su strada e le vetture da corsa, disegnate sempre con grande
precisione tecnica per lo specifico meccanico e abilità quasi
televisiva nella resa delle fasi dinamiche delle competizioni. Al di là
delle critiche che possono essere mosse per certi atteggiamenti retorici
e moralistici o per l' evoluzione-involuzione della grafica, resta all'
autore il merito di aver sfondato in un campo ostico per la bande dessinée come quello dello sport e di aver saputo creare una
"realtà parallela" ben inserita nella realtà reale,
complessivamente credibile e godibile anche se soggetta, come è ovvio
per una saga di questa durata, ad alti e bassi del livello artistico. Se
è pur vero che rispetto allo sviluppo dell' intera opera si notano
pericolose cadute di tono nella seconda parte (più o meno i secondi
vent' anni), è altrettanto vero che alcune storie si innalzano ben
oltre il livelli del buon prodotto medio, tanto dal punto di vista
grafico quanto, soprattutto, da quello narrativo. Non siamo qui per
fare classifiche di merito, naturalmente, e la valutazione e
comprensione del valore di una saga di questo genere non può
prescindere dalla conoscenza e lettura totale dell' opera, comunque ci
permetteremo di consigliare la lettura almeno delle prime, storiche
avventure (quelle pubblicate in Italia nei Classici Audacia),
sicuramente indicate da fungere da stimolo per un successivo
approfondimento dell' opera omnia di Jean Graton.
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SU
MANCOLISTA
Walter
Gualdrini ha pubblicato un suo articolo su Michel Vaillant su Mancolista
n. 2 (Anno VII) del giugno 1998.
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MICHEL
VAILLANT, FINZIONE E REALTA'
Un
mondo in miniatura, con auto e piloti, per il celebre eroe di
Graton
di
Walter Gualdrini |
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Riceviamo,
e volentieri pubblichiamo,
un’integrazione al servizio su Michel Vaillant apparso
sullo scorso numero, che ci ha inviato Walter Gualdrini. <<
Innanzitutto la cronologia va completata con altri tre titoli che
portano così a sessanta le avventure del personaggio. Sono
“Paddock”; “La prisonnière” e “Victoires oubliees”
della Graton Editeur. Esiste
poi una più recente serie parallela nella quale appaiono storie
inedite di (n.d.w.:
presentate da)
Michel Vaillant insieme ad articoli, curiosità ed altre ghiotte
notizie al riguardo di personaggi famosi del mondo del cinema e
dello sport che comunque, nella loro vita, abbiano avuto a che
fare con lo “sport automobile”, per dirla alla Graton. Questa
serie si intitolata “Dossiers Michel Vaillant” e conta fino ad
ora tre uscite “Dossier M.V. James Dean: la passion foudroyée”;
“Dossier M.V.: Jacky Ickx: l’enfant terribile”; Steve
McQueen: l’homme mécanique”. Ricorderò inoltre che Jacky
Ickx, pilota reale, è stato, nella finzione della bande dessinée,
pilota ufficiale della scuderia Vaillante, compagno di squadra di
Steve Warson e dello stesso Michel. La marca Vaillante,
famosissima in Francia per le avventure disegnate da Jean Graton
quasi fosse una vera marca di vetture, è diventata reale lo
scorso anno. Una vettura Vaillante, infatti, ha debuttato alla 24
ore di le Mans del 1997, classificandosi settima (n.d.w.:
quarta). Il
modellino in scala 1/43 sarà posto in vendita fra pochi mesi in
una tiratura limitatissima con l’autografo dei piloti e di Jean
Graton stesso. |

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Soffermandomi
sui modellini, vorrei inoltre ricordare che esiste da anni un
produttore francese (Mystere 43 (n.d.w.:
Jade Miniatures -serie "Mystere 43"),
che nella denominazione stessa ricorda una vettura Vaillante
apparsa nell’avventura “Il pilota senza volto”) che ha posto
sul mercato le Vaillante più famose, come la Mystère, appunto,
la VS 57 apparsa ne “La grande sfida”, la VS 59 ammirata ne
“Il circuito del terrore”, la VS 74 di "Champion du
monde”, la GT Le Mans vista su “Il pilota n.8”, la VS 92 di
“Une histoire des fous”, la Calypso, la Marathon e tante altre
ancora, ciascuna con un bel preciso riferimento ad una avventura. Le
miniature sono inoltre fornite di “pilotini” che rappresentano
Michel Vaillant, Steve Warson, Jean-Pierre Vaillant con
mascheramento da “pilota senza volto” nell’atteggiamento di
togliersi il casco che i patiti del nostro eroe ben ricorderanno,
e addirittura “il fantasma di Le Mans”. Anche le auto
concorrenti sono state riprodotte da Mystére 43 (n.d.w.:
Jade Miniatures):
vediamo le Leader, le Zvezda e tutte le altre, incluse le Macerati
250F di piloti immaginari ma anche di piloti reali come Fangio,
Godia, Bonnier e tanti altri. Nella finzione fumettistica,
infatti, sono apparsi più o meno tutti
i piloti più famosi e vorrei ricordare con piacere che il
grande Gilles Villeneuve conquistò il titolo di campione del
mondo di F.1 nell’avventura “Steve Warson contro Michel
Vaillant”, rilevandolo proprio dalle mani del nostro eroe, pochi
mesi prima della tragica scomparsa in una stagione nella quale era
lanciato ad ottenere, nella realtà, quel prestigioso obiettivo di
cui invece, nella finzione, Graton lo aveva già gratificato,
dando credito alle sue indiscusse qualità di conduttore.>> |
SUL
WEB
Articolo
di Marco Migliori pubblicato nel 2000
sul sito UBC fumetti, in occasione dell'uscita dell'
album n° 45 "L' uomo di Lisbona", dopo 11 anni dall' ultima
pubblicazione italiana.
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MICHEL
VAILLANT di
Marco Migliori
Personaggio
storico della BD franco-belga, e uno dei più conosciuti e amati in
Italia dopo Asterix, ritorna l'asso dell'automobilismo
internazionale. Pubblicato fin dagli anni '60 nei Classici Audacia
Mondadori, poi negli Albi Ardimento, poi sul Giornalino (n.d.w.:
non ci risulta siano mai state pubblicate storie disegnate da Jean
Graton nel
Giornalino),
poi nella collana Grandi Eroi della Comic Art, poi in una
collana intitolata proprio "Michel Vaillant" dall'Alessandro
Distribuzioni, poi.. Poi ritorna proprio per Alessandro Editore
-da sempre appassionato divulgatore della BD- questo personaggio che
nonostante le varie chiusure di testate, ha sempre trovato editori
italiani disposti a pubblicarlo e lettori disposti a comprarlo. Il
bel disegno limpido di Jean Graton (che crea e gestisce il
personaggio dal 1959 (n.d.w.:
dal 1957)
e le sue trame semplici ma efficacemente
avventurose, ben si sposano con la sua passione e competenza per
l'automobilismo, che ne hanno fatto un classico del fumetto. Dalla
Formula 1 al rally, alla 24 ore di Le Mans, non c'è gara
automobilistica in cui non gareggino delle Vaillante. Dotato di
personaggi fissi e di un nemico storico e misterioso, la serie è
caratterizzata ovviamente dalle gare automobilistiche, a cui la
Vaillante partecipa sempre con onore, e spesso vincendole. In
questo volume pubblicato in Francia nel 1984 (ben segnalati nel volume
tutti i credits e la cronologia italiana), ritorna il rally del
Portogallo, già protagonista di una avventura che avrò letto almeno 20
anni fa. E allora sarà il lontano ricordo che mitizza la storia, ma il sequel
qui pubblicato non mi sembra riprendere il fascino dell'ambientazione
precedente e anche la trama non ha guizzi particolari. Classico e
preciso il disegno di Graton, che probabilmente grazie anche agli
assistenti non risente del passare del tempo. Un volume onesto e
soddisfacente per tutti i cultori della serie, ed un volume non
imperdibile ma comunque godibile per chi non la conosce.
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SUL WEB
Recensione
apparsa sul sito Music Club nel luglio del 2000.
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JEAN
GRATON
RECENSIONE
de "L'
UOMO DI LISBONA"
by
The Raven
Nel
68’ o giù di lì, il ‘Corriere dei Piccoli’ cambiò formato e contenuti
in un sol numero, pescando a piene mani da quella che è sempre stata una
delle maggiori scuole di fumetto, la franco- belga. Dan Cooper, Ric Roland,
Lucky Luke, Luc Orient, Marco Franval, Bernard Prince, i Puffi, la
Combriccola, Poldino Spaccaferro, (la nostra Valentina Mela Verde), Anna: fu
un grande botto che cambiò il volto del comic a livello popolare in Italia,
fin lì egemonia di ‘Intrepido’, ‘Monello’, ‘Blek’ e ‘Miki’,
‘Tex’, ‘Topolino’ e Geppi vari. La copertina del cambiamento, se ben
ricordo, fu dedicata a Michel Vaillant, un pilota francese di Formula 1 nato
dalla fantasia di Jean Graton che, però, si batteva con piloti veri, da John
Surtees, a Jacky Ickx e giù giù nel tempo, fino ai giorni nostri. Il bello
dei fumetti è proprio questa atemporalità che, altrove, farebbe sghignazzare
a quattro ganasce (vedi Tex, che ha partecipato alla guerra di secessione
americana e rintraccia gli assassini di sua moglie su un giornale datato 1904,
senza che nessuno muova un ciglio). In tempi più recenti sono stati vari i
personaggi (la Valentina di Crepax ed il Martin Mystère di Castelli, ad es)
che han visto scorrere i loro anni come quelli dei mortali, ma siamo ancora su
piccole percentuali, il resto per comodità preferisce inchiodare il tempo
(chi ha bisogno di un Uomo Ragno sessantenne?), come certe starlet ed i Duran
Duran dei tempi d’oro, che avevano tappato il buco della clessidra a 23
anni... Dopo quell’exploit, però, gran parte dei fumetti francofoni tornò
nel dimenticatoio o si trascinò alla bell’e meglio (come Lucky Luke) tra un
editore e l’altro, che stampavano più per amore che per soldi. Lo stesso
Vaillant è passato dalla Mondadori (i grandi "Classici Audacia") alla
Crespi
(i non meno celebrati "Albi Ardimento"), fino ad approdare, dopo un balzo
di quasi 20 anni, a collane dai nomi meno eroico-littori come quella della
"Comic Art" e, dall’87, all’"Alessandro Distribuzioni" di Bologna,
che ha fermato le rotative nell’89. Ora, divenuta "Editore" e passata la
mano come distributore, la Alessandro ha ripreso le pubblicazioni con quello
che si spera essere il primo di una lunga serie di cartonati in grado di
colmare il buco esistente tra la produzione francese e quella italiana (24
albi inediti, senza contare i primi, ormai rintracciabili solo a prezzi che
conviene farsi d’ero). Le storie di Michel Vaillant (tra i protagonisti a
fumetti che negli anni ‘70 furono tacciati di gayetà dai soliti "espressari
panoramici" che non hanno di meglio da fare che trovare scandali da parrocchietta)
e dei suoi amici sono lineari: c’è una corsa (quasi sempre formula 1 ma
anche moto e, come nel caso del volume qui esaminato, rally) da svolgere ma,
intorno ad essa, spesso si dipana un intrigo che coinvolge l’intera
scuderia. In questo caso si tratta del trafugamento dei disegni di un
rivoluzionario prototipo Vaillante. La storia, in realtà, è abbastanza
scialba; siamo lontani, quanto a thrilling, da capolavori come "Il fantasma
di Le Mans" ma quel che conta è veder tornare sugli scaffali italici quei
disegni così lineari, perfezionistici (in due diversi riquadri di folla, ad
esempio, vedrete le stesse persone negli stessi posti ma con movenze differenti,
come in un film) e di grande pathos (le auto - disegnate meravigliosamente e
con tutti i particolari curati a livello di maniacalità - che sbandano, con il
lettering a drammatizzare le già efficaci espressioni dei volti), ed il
sapore di storie "normali" che tra droga, polpi fissati, sesso a 720° e splatterismi, era andato perso quasi del tutto. A
bientôt, Michel.
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MICHEL
ANCORA SU AUTOSPRINT
Nel
gennaio del 2001 Autosprint dedica un articolo al nostro eroe ...ma,
prima di leggerlo, vediamo le precedenti apparizioni di Michel sul
celeberrimo settimanale sportivo.
Michel
era già finito su Autosprint anche grazie alla fantasia di Jean Graton.

La
prima volta "reale" è stata nel 1979 in occasione del 20°
anniversario della serie (vedi articolo più sopra), quindi nel 1984 con la pubblicazione
(incompleta peraltro) dell'album "300 all' ora a Paris". Ma
nel gennaio del 2001 Michel ha avuto una vera e propria celebrazione
con l'articolo (che potete leggere qui sotto) e la pubblicazione
completa, in tre puntate, di "Cairo !".
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C'
EST VAILLANT
PERCHE'
MICHEL E' IL CAMPIONISSIMO DELLE
NUVOLE PARLANTI
di
Mario Donnini
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Madame
et monsieur, Michel Vaillant. Il
pilota più vincente e versatile nella storia dell’ automobilismo.
Nato nel ’57 dalle matite del bretone Jean Graton, il campione
francese è il personaggio a fumetti più amato e famoso nel mondo delle
corse, capace di evocare atmosfere ammalianti di classicissime come la
24 Ore di Le Mans e la Dakar, oltre alle sfide palpitanti della F.1.
Vaillant vive le sue avventure all’ insegna di una verosimiglianza
romanzesca deliziosamente manzoniana, con eroi del fumetto che sfidano
personaggi reali. Al di là della fiction, l’ ambientazione, il
contesto e l’ humus narrativo si esprimono armoniosamente con l’
assoluto rigore di Graton. Artista sì, ma pure esperto purista delle
corse, coadiuvato dal figlio Philippe.
Michel è figlio di Henry, patron della casa Vaillante impegnata in ogni
genere di competizioni e anche nella produzione di serie.
Grande amico e alter ego del nostro eroe è l’ estroverso pilota
statunitense Steve Warson. Il resto lo dicono le cifre. In 44 anni di
carriera Michel ha vinto 5 titoli iridati di F.1, altrettante 24 Ore di
Le Mans, due Indy 500, due Daytona 500, quattro gare del mondiale marche
più un rally di Montecarlo e una Dakar. Dei 62 episodi della saga sono
stati venduti 20 milioni di album, tutti ancora ristampati. Nel ’90 un
sondaggio effettuato da Sofrés/Tele 7 Jours ha rivelato che nei paesi
francofoni Vaillant è il terzo personaggio d’ avventura più
popolare, dopo Superman e Tarzan e a pari merito con Batman. In Francia
un po’ per gioco un po’ per amore, i fans pensano a Michel come ad
un personaggio in carne ed ossa. Tanto che nel ’97 una Courage
Vaillante è stata iscritta alla 24 Ore di Le Mans cogliendo il quarto
posto finale tra il tripudio della folla. Tornando a noi, quello di
Michel su Autosprint è un vero e proprio ritorno, visto che nella metà
degli anni ’80 il nostro settimanale ospitò alcune tavole dell’
episodio “300 all’ ora a Paris”.
Questi i motivi che ci spingono a pubblicare in tre puntate la storia
più recente di Vaillant, ispirata alla Dakar dello scorso anno. Perché
a volte il nostro sport va anche gustato con un pizzico di poetica
fantasia.
E ricordate, se le corse vere vi dovessero deludere un po’, nella
notte di Le Mans troverete sempre un fantastico amico di nome Michel.
Non mancherà mai una Vaillante a Spa pronta ad aggredire Eau Rouge
sfidando Clark, Ickx e Schumacher o una pallottola blu pronta a
conficcarsi nelle sabbie infuocate del Teneré. Buona
lettura, dunque. Enchanté, Michel.
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SUL WEB
Recensione
apparsa sul sito Music Club nel 2001.
in occasione dell'uscita della versione italiana di "Operation Mirage"
edita da Alessandro.
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PHILIPPE
E JEAN GRATON
RECENSIONE
di "Operazione Mirage"
Michel
Vaillant, asso della Formula 1 (ma si è cimentato praticamente
con qualsiasi mezzo dotato di motore) ben prima dei suoi
connazionali in carne e ossa (Pironi, Prost, Alesi) miete
successi sulle piste di tutto il mondo dal lontano 1959 (La
grand defi, uscito da noi 4 anni dopo per la rimpiantissima
collana Classici Audacia della Mondadori come La grande sfida).
Grazie a quella magia tipica del fumetto, quella licenza
temporale che fa partecipare Tex alla Guerra civile tra Nord e
Sud (1860) e rintracciare notizie degli assassini di sua moglie
Lilith in un giornale dei primi del 900, o che fa rimanere Qui,
Quo e Qua ragazzini per oltre 50 anni, Michel Vaillant pilota
bolidi da 42 anni restando lo stesso giovanotto di sempre,
mascella squadrata, ricciolo ribelle (giusto uno!) e un passato
di sospetta omosessualità sventata grazie all’inserimento di
una sempiterna fiancée a nome Françoise (n.d.w.:
a dire il vero è sua moglie da anni).
Ma ci va bene così. Gli eroi di carta al contrario degli uomini
non “subiscono l’ingiuria degli anni” (a parte un paio di
esempi in entrambe le categorie: Valentina e Ken Parker di là,
Andreotti e Pippo Baudo di qua) e questo ci permette di salvare
il legnoso Michel da una vita di rincoglionito 65enne in preda
ai primi morsi del Parkinson. Dopo un’altalena di editori e
pubblicazione dei suoi albi sul nostro suolo (i volumi usciti in
patria dall’86 al ’99 sono tuttora inediti) comune a molti
vecchi eroi della linea chiara, la Alessandro Editore di Bologna
ha iniziato a ripubblicarne le storie lo scorso anno (Cairo) e
ci offre ora il 64° volume della serie originale (l’idea
sarebbe di pubblicare ogni anno una storia in contemporanea con
la Francia ed una di quelle che qui ci siamo persi). Se a Michel
non passa un anno, così evidentemente non è per il ‘papà’
Jean Graton, che si fa assistere come da tempo ormai, da uno
staff e da Philippe Graton (sceneggiatura), che il buonsenso mi
permette di azzardare come figlio dell’autore (n.d.w.:
esatto !). La
storia è presto detta: un fotografo/spione industriale cerca,
con successo, di carpire i segreti dell’ultimo modello, al
solito rivoluzionario, di Vaillante e per farlo ricorrerà ad
ogni escamotage (perfino il dormire in una buca scavata in un
lago ghiacciato in Norvegia dove la Vaillante tiene uno dei suoi
segretissimi test!). Ma la trama gialla, la cospirazione sempre
in agguato (un ‘traditore’ che agisce nell’ombra) ed il
mistero che hanno fatto grandi episodi del passato (uno per
tutti, Il fantasma di Le Mans) non hanno più il gusto e la
tensione dei giorni d’oro. Forse il canovaccio risente degli
anni più del suo protagonista, forse il meglio è stato già
detto o i tempi sono cambiati o noi non siamo più i bambini di
una volta (quest’ultima ipotesi la escluderei, hehe), fatto
sta che le ultime storie non strabiliano per trama, ma poco
importa: quel che affascina ancora come allora sono il segno
pulito, la meticolosità nei dettagli, la descrizione maniacale
delle ambientazioni (sia che si tratti di una pista che di un
paesino della provincia francese che dei volti di piloti reali),
i lunghi dialoghi e didascalie che però miracolosamente non
appesantiscono la lettura. L’unica differenza sostanziale è
l’uso non pantonico dei colori (qui opera di Usagi) che ne
muove obiettivamente le scene. Anche se il languore dei ricordi
preferiva quelle belle tinte piatte che ci saltavano addosso
dalle pagine del Corriere dei Piccoli.
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MICHEL
SU RUOTECLASSICHE
Gianluigi
Vignola da ragazzo leggeva Michel Vaillant. In
un articolo, pubblicato da Ruoteclassiche nel marzo del 2002,
ha raccontato come, con
grande passione e notevole impegno anche economico, è riuscito a
ricostruire la Jaguar KX 150: il famoso modello sportivo che, nel
quarto episodio della serie, apparteneva a Regis Blancardo (Blanchard
nella versione italiana), il
"cattivo" di turno, implicato nel traffico di armi,
regolarmente sconfitto da Michel e da Steve. Ecco qualche passo
dell' articolo.
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(foto: Alfredo
Albertini)
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DALLA
PARTE DEI CATTIVI
di
Gianluigi
Vignola
"Quando
ero ragazzo, leggevo i fumetti di Vaillant. Mi colpì quella
storia in cui il nemico di turno guidava una macchina come questa.
Che divenne per me un chiodo fisso. Fino a quando non sono
riuscito a trovarne una in America. Era un vero rottame e
restaurarla mi è costato una fortuna. Ma accidenti che macchina
!"
Chi
ha superato i quarant' anni ricorderà una collana di fumetti
edita nei primi anni Sessanta, i "Classici Audacia". Tra
i protagonisti l' asso del volante Michel Vaillant che, in una
delle sue avventurepiù famose, dal titolo "Operazione Jaguar",
è alle prese con una "XK 150" che il
"cattivo" della storia porterà a schiantarsi in fondo a
un precipizio dopo un lungo inseguimento. E' stato così che ho
imparato a conoscere, e a desiderare, questa bella sportiva
inglese. E quando ho potuto permettermela, me la sono comprata.
Avevo due possibilità: o un esemplare bell'e pronto oppure uno da
restaurare completamente. Ho preferito quest' ultimo, pur
consapevole delle difficoltà alle quali sarei andato incontro. (...omissis)
COME
INDURRE IN TENTAZIONE
"Galeotto
fu quel fumetto"
L'
album numero 6 dei "Classici Audacia", uscito il 1°
maggio 1964, è stato quello che colpì la fantasia del
proprietario della "XK 150" di questo servizio, tanto da
indurlo ad acquistarne un esemplare. Michel Vaillant, figlio di un
industriale automobilistico, ne è il protagonista. Una sessantina
le storie pubblicate fino ad oggi (la prima, "La grande
sfida" apparve nel 1958), tutte nate dalla matita di Jean
Graton. Vaillant ha partecipato (e vinto) a ogni tipo di
competizione, dalla F.1 alla 24 Ore di Le Mans alla Parigi-Dakar,
a volte in compagnia di piloti autentici, come Collins, Stewart,
Tambay e Cheevert. Tra le storie più famose, "Il pilota
senza volto", "Il circuito del terrore", "Un
13 in gara", "I nemici di Warson", "I piloti
del brivido".
Ruoteclassiche
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Gianluigi
Vignola a bordo della sua Jaguar con in mano l' album di Michel
che lo ha ...tentato |
ANCORA
SU AUTOSPRINT
Anche
nel 2002 Autosprint dedica un grande articolo,
firmato da Cesare Maria Mannucci, al nostro eroe.
L'
occasione è il film prodotto da Luc Besson (vedi
le apposite pagine)
che lo vede protagonista alla mitica 24 Ore di Le Mans.
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CIACK
IN PISTA
LE
MANS NELL' OBIETTIVO DEL GRANDE CINEMA
di
Cesare Maria Mannucci
Ciack
si gira. Per la terza volta dopo "Un un uomo e una
donna" di Claude Lelouch e "La 24 ore di Le Mans"
con Steve McQueen, il grande cinema ritorna a occuparsi della gara
francese. L' idea nasce da Luc Besson, tra i registi più
internazionali d' oltralpe, autore di successi come Subway, Il
Grande Blu, Nikita, Leon, Giovanna d' Arco e Il Quinto Elemento.
Besson si occuperà della produzione, mentre la regia è affidata
a Louis-Pascal Couvelaire.
Così come è accaduto per il "Quinto elemento", la cui
storia era ispirata da un racconto a fumetti pubblicato si
"Metal Hurlant", Luc Besson porterà su pellicola, le
avventure di Michel Vaillant, il famoso pilota-eroe nato dalla
fantasia e dalle matite del belga (n.d.w.:
il solito lapsus, Graton è francese,
bretone per la precisione) Jean
Graton.
Del resto, il <<fumetto>> è di grande moda per il
cinema. Lo confermano i risultati al box-office del recente film
sull' Uomo Ragno, che in America sta tenendo testa agli incassi di
Guerre Stellari 2. Per Besson, l' automobilismo sportivo non è
certo un pianeta sconosciuto. La sua famiglia era coinvolta nella
proprietà della Gpa, la famosissima marca di caschi francesi che
negli anni '70 aveva sbaragliato la concorrenza americana di
Simpson e Bell, con i celebri integrali "bombati" sulle
orecchie. Besson era presente all' ultimo GP di Montecarlo e per
tutto il week-end si è diviso tra il Principato e il Festival del
cinema a Cannes, dove il progetto legato a Michel Vaillant e la 24
ore di Le Mans è stato ufficialmente presentato. Non è comunque
la prima volta che Michel Vaillant viene portato sullo schermo.
Negli anni '60, la televisione francese realizzò una serie di
telefilm ispirati all' eroe di Graton. Ad interpretarlo in quell'
occasione venne chiamato un pilota vero, Henry Grandsire, giovane
promessa
dell' automobilismo francese, che correva per l' Alpine. E proprio
le le piccole Alpine-Renault di F. 3 vennero usate per simulare le
prestazioni in pista della celeberrima Vaillante, le vetture
piglia-tutto progettate dal fratello di Michel, Jean-Pierre.
Adesso, con un budget adeguato a quello delle grandi produzioni,
arriva Luc Besson e il suo talento visionario. Come già accaduto
per Driven di Stallone, l' idea di ambientare la storia in F. 1 è
stata subito messa da parte per gli enormi problemi di natura
organizzativa e finanziaria che ci sarebbero stati.
Decisamentepiù fattibile e più adatta , la 24 Ore di Le Mans,
gara simbolo dell' automobilismo francese, già teatro di
moltissime storie di Michel Vaillant. Da "La grande
sfida", a "Un 13 in gara" sino al "Fantasma di
Le Mans", Michel Vaillant è sempre stato un grande
protagonista della 24 Ore. Per Besson cè poi la sfida, tutta
professionale, di realizzare e produrre un' opera che faccia
dimenticare "La 24 Ore di Le Mans", con Steve McQueen,
film estremamente scarso come sceneggiatura, ma considerato un
capolavoro per come vennero affrontati tutti i problemi legati
alla produzione di un film che ha come ambientazione una corsa
automobilistica. Senza ricorrere al gigantismo del film con
McQueen - allora la casa di produzione Solar acquistò più di 10
vetture da competizione, il meglio delle ruote coperte dell' epoca
- anche Besson avrà delle vetture vere impegnate in gara. La
Vaillante sarà rappresentata da una Lola-Judd del team Dams, che
nelle prove di aprile il preparazione della 24 Ore, è stata
guidata da Gache-Cleroco-Neugarten. Come ogni storia di Michel
Vaillant, ci saranno anche i cattivi, rappresetnati dal Leader, e
dai piloti del Texas Driver. Sarà una Panoz P 1, sempre iscritta
dal team Dams, e colorata di rosso, la vettura dei nemici di
Vaillant. Nei test preliminari, a guidare la Leader vi erano
McCarty-Policand-Duez. Entrambe le vetture saranno impegnate
durante tutte le fasi della gara, ma verranno considerate come
iscrizioni supplementari. All' uopo, sono stati costruiti due
nuovi box, per ospitare sia le vetture che tutte le
apparecchiature necessarie alla produzione. Il lavoro ai box sarà
diretto da Jean Paul Driot. Sia durante le prove che in gara,
entrambe le vetture potranno cambiare la colorazione della
carrozzeria, per dare l' idea di due vetture per ogni squadra, ma
come da regolamento, non potranno tassativamente cambiare il
numero di gara. A farlo, ci penseranno poi in fase di post
produzione, con un effetto al computer. Sotto quest' ottica,
Besson batte McQueen. Allora, la casa di produzione iscrisse alla
gara una Porsche 908 Spyder che venne equipaggiata con una
cinepresa sull' avantreno, mentre le varie fasi di gara, vennero
simulate giorni dopo, addirittura chiudendo tutto il circuito,
strade nazionale comprese! Besson invece potrà contare in gara su
due vetture, che grazie agli ultimi progressi in materia, saranno
equipaggiate contemporaneamente con 3 cineprese, dal peso e dal
volume ridottissimo. Il regista francese, continuando una
tradizione che vuole sempre una celebrità, darà il via alla 24
Ore. Impossibile pronosticare una Vaillante o una Leader
vincitrici nella realtà della 24 Ore di Le Mans, ma certamente il
risultato che vedremo in pellicola sarà soddisfacente. A Steve
McQueen, una idea del genere, 33 anni dopo il suo film, sarebbe
senz' altro piaciuta.
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MICHEL
SU AUTOCOLLEZIONI MAGAZINE
Nel
numero 7, di settembre/ottobre del 2002
, la rivista
AUTOCOLLEZIONI
MAGAZINE pubblica un bell'articolo sul nostro eroe (e sul nostro
sito...) firmato dall'
amico, e fan di Michel, Massimo
Rampini.
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I
CLASSICI DELL'AUDACIA
L'
ARDIMENTOSO MICHEL VAILLANT
di
Massimo Rampini
Chi
di noi, ragazzo degli anni '60, appassionato di motori, non ha
sognato di emulare le gesta del mitico Michel Vaillant? Michel era
semplicemente.. tutto! Bello, onesto, serio, ricco, di buona
famiglia, e soprattutto, gran pilota. Aveva l'unico "difetto"
di non essere italiano, ma questo solo perché il suo autore, il
mitico sig. Jean Graton, non è nostro connazionale. Nessuno di
noi ha però mai sollevato questioni sciovinistiche quando si
trattava di chiedere le 250 lire mensili ai genitori per
acquistare i Classici dell' Audacia. Erano parecchi soldini, 250
lire di quei tempi: ci si compravano quasi quattro giornali
quotidiani, quasi lo stesso numero di caffè. Il 'Corsarino' della
Moto Morini con quella cifra (in benzina super) percorreva
svariati chilometri. Eppure
Michel lo leggevamo in tanti. Viveva
a Parigi (solo in inverno e mai per lunghi periodi) e soprattutto
a Roquerbrune, sulla Costa Azzurra, a pochi chilometri da Nizza. E
lì, con lui, abitavano il papà, Monsieur Henri Vaillant e la
mamma Elisabeth. Il fratello Jean-Pierre, invece, pilota di buona
razza ma agonisticamente meno fortunato, aveva preferito, alla
pista, la strada della propria famiglia, di una bella ragazza
bionda, come moglie, e di uno splendido bimbo dai capelli d'oro,
guarda caso JeanMichel. E poi gli amici, primo fra tutti Steve,
il biondo pilota americano Warson, dapprima grande rivale, poi
davvero un fratello. Una
telenovela "ante litteram", quella di Michel, della sua
plurivittoriosa Vaillante, dell'equipe francese sempre a caccia di
avvincenti storie da raccontare, si badi bene, non solo
nell'ambiente dei motori. All' occorrenza infatti Michel e i suoi
possono trasformarsi in detective, nei moderni Rambo, Indiana
Jones, ma con una
prerogativa: quella d' essere sempre i bravi e generosi ragazzi
della porta accanto. Avevamo lasciato Michel Vaillant alla fine
degli anni '60, alle prese con gente del calibro di CIark,
Bianchi, Hill (padre). L' abbiamo ritrovato incredibilmente giovane
(beato lui!) al giorno d' oggi a fianco dei piloti moderni. Si,
perché il tempo che passa corrode gli uomini "normali",
ma fortunatamente nulla può sui miti dei fumetti che, anzi, da
quel decorso escono più forti, più sicuri, più temprati. Michel
vive, con tutta la sua famiglia e gli amici, innanzi tutto nel
ricordo - lo abbiamo scoperto - di migliaia di persone nostalgiche
che lo amano oggi al volante delle auto tutta-elettronica come lo
hanno amato su quelle ad aste e bilancieri; vive poi, soprattutto,
nella magica matita del suo ideatore il Maestro Graton, mai
stanco, nell'opera di suo figlio Philippe e dei suoi preziosi
collaboratori. Ma come siamo in grado di dirvi tutto questo? Per
puro caso. Girovagando in rete abbiamo infatti scoperto un sito
meraviglioso www.michel-vaillant-fan.it
ideato e curato
minuziosamente da quello che è, di certo, il primo fan italiano di
Michel Vaillant: Gianfranco Castellana.
Triestino, under 50, ottimo
padre di famiglia, Gianfranco è il classico bravo ragazzo di una
volta, ha il carattere di Michel Vaillant, quello un po' timido della
porta accanto, sempre disponibile, sempre pronto al sorriso. La
sua vita evolve come quella di ognuno di noi, ma una parte di essa
è riservata con rigore ai più bei ricordi dell'infanzia ed in
particolare a Michel Vaillant. Ovvio, dunque, che Gianfranco ed il
suo sito appaiano enciclopedici sull'argomento.
Qualsiasi spiegazione ulteriore sarebbe riduttiva, motivo per il
quale vi invitiamo subito a cliccare come sopra. Gianfranco
Castellana è certamente un appassionato di auto e motori. Ma ciò
che traspare dalla sua pubblicazione in rete è un'incondizionata
fedeltà al mitico protagonista delle storie ed a tutte le storie,
da qualsiasi editore provengano. Si sappia, per la cronaca, che
alcuni fascicoli del fumetto, praticamente introvabili, hanno
raggiunto cifre decisamente ragguardevoli sul mercato. La suddetta
fedeltà ha giustamente meritato anche premi ed il sig. Graton in
persona ha inteso pubblicamente ringraziare l'ottimo Gianfranco,
per il lavoro svolto, attraverso una lettera con dedica che
pensiamo.. custodita in cassaforte. E' però doveroso, a questo
punto, trattare seppur brevemente (non sarebbe sufficiente
l'intera rivista!) della lunga e proficua attività professionale
dell'Autore, il sig. Jean Graton. Dal sito ed in particolare da
un'intervista concessa al periodico Fumo di China
apprendiamo che Monsieur Graton nasce nel 1923 in Bretagna. Dopo
la guerra si trasferisce in Belgio dove fissa la sua residenza, a
Bruxelles. Inizia a lavorare come disegnatore di fumetti e si
specializza in quelli a carattere sportivo. Predilige le storie
che si svolgono nel mondo delle corse automobilistiche, mondo che
è da sempre nel suo cuore. "Ricordo che la mia infanzia
si svolse così, che l'odore della mia giovinezza era quello dell'
olio che, all'epoca, mettevano nei motori. Oltre a questo tutti
gli anni andavo a vedere le corse di LE MANS. Scegliendo il
personaggio decisi per un pilota da corsa. Occorreva un nome che
potesse stare alla pari con quello degli eroi dell'epoca, che
avevano nomi "prestigiosi", senza macchia, non come
adesso. All' epoca il nome VAILLANT ha prodotto Vaillante. Mi
chiedono spesso a quale auto mi sono ispirato: ho creato le auto
secondo i miei gusti, le mie preferenze. E' evidente che non
potevano sembrare auto americane, ed anzi erano quasi sempre di
ispirazione italiana". Michel nasce ufficialmente intorno
alla metà degli anni '60 (nota:
alla fine degli anni '50)
con il famoso albo 'Le grand defi', 'La
Grande sfida', ormai introvabile anche nella riedizione curata
dalla Casa Editrice Alessandro (nota: Crespi),
qualche anno fa. Da allora Monsieur Graton non si è mai fermato.
Dopo il successo internazionale ha creato una casa editrice,
insieme con il figlio Philippe, tutta sua ed i suoi albi tirano
mediamente oltre 60 mila copie all'anno. Singolare
il fatto che i piloti 'veri' (quelli realmente esistenti) facciano
carte false per apparire nelle storie di Michel, suoi amici o avversari.
Sentite quest' altro passo della lunga intervista pubblicata anche
in rete: ".. conoscevo tramite Les Sports
i piloti belgi. Mi sono rivolto a BIANCHI (Lucien Bianchi n.d.r.),
che era il secondo di PauI Fréres (che aveva un garage Ferrari a
Bruxelles) e andavo a trovarlo per avere informazioni sulle auto e
sulle corse. Il primo personaggio reale a cui mi sono ispirato é
lui, Bianchi, che ho introdotto anche nella storia di Le Mans
"UN 13 IN GARA"). Gli ho proposto di inserirlo, assieme
al fratello, e questo lo ha divertito molto. Poi ho avuto
l'occasione di mettere altri, fino al giorno in cui ho rivisto
JACKY ICKX. Lo conoscevo molto bene (fin da ragazzino), il padre,
che era giornalista, portava i suoi articoli in redazione ed era
accompagnato dai suoi due figli e Jacky era ancora un marmocchio.
L' ho rivisto quando aveva 7 - 8 anni, poi a 10, poi àll'
Automobil Club Belga. Era la sua prima stagione in F.1, correva per
la FERRARI e mi disse «mi piacerebbe correre contro Michel
Vaillant». Non avevo ancora osato mettere un pilota di F.1 nelle
storie e gli dissi «Jacky, mi piacerebbe metterti nelle mie
storie, ma ho già una sceneggiatura che si svolge a Monza
("BRIVIDO A MONZA") e Michel deve vincere ...! » e lui
rispose « Secondo, dietro Michel Vaillant, mi sta bene!». Così
l' ho inserito nella storia, ricordo che mia moglie ed io eravamo
stati invitati sulla Costa Azzurra da suo padre, che mi diceva «E'
bene per Jacky essere presente in un fumetto», E questo è
stato l' inizio e poi ne sono seguiti altri e siccome frequentavo
sempre più la F.1 sono diventato una "mascotte", per
cui chiedevo ai piloti il permesso di inserirli e loro, sapendo
che non avrei raccontato delle fesserie, acconsentivano. Ci sono
anche aneddoti divertenti: ero in Svizzera, molto tempo fa, mentre
si svolgeva il "festival dei piloti", una specie di
corsa sciistica, gare sulla neve praticate per tre giorni. Erano
organizzate da GOODYEAR e riunivano una quindicina di piloti d'
auto e di moto e durante questi giorni "il grosso
divertimento" era una specie di sport che non aveva niente a
che vedere col mondo dei motori. Una sera, a cena di fronte a me c'
era REGAZZONI che sfoggiava i baffi per la prima volta. «Coi
baffi sembri cattivo » gli dissi «per cui ho pensato ad una
rivalità tra te e Michel, cominciata sui campi da sci e che
prosegue nelle corse». E lui rispose: «Non Michel, Warson!
»
Conoscendo la storia sarebbe stato più divertente combattere
Steve Warson che Michel Vaillant, ed io ho dovuto
accondiscendere..." . Il Maestro Graton, appena gli è
possibile, seguita a frequentare autodromi e gare. A Le Mans come
a Monza è di casa come Michel o Steve, Jean-Pierre o Henri
Vaillant. A lui va il merito di aver creato personaggi unici,
inimitabili, cui ha saputo donare l' immortalità al pari con l'
altra caratteristica fondamentale: quella di uomini, seppur
virtuali, con una passione in comune con noi, gente di tutti i
giorni, la passione per l'automobilismo. Grazie
di tutto, Monsieur Graton.
À
bientot,
Michel!
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HANNO
SCRITTO
(pag.1 di 5)
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