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HANNO SCRITTO...
Raccolta
di recensioni, critiche, articoli, e...tutto quello
che è stato scritto
in Italia su
Michel Vaillant e sul suo creatore.
(pag.
5 di 5)
LA
SERIE LES LABOURDETS NEL NOTIZIARIO G.A.F.
Nel
n° 24 del 2005 del
notiziario del G.A.F. (Gruppo Amici del Fumetto di Firenze) Andrea Sani
pubblica un interessante articolo che parla della serie Les Labourdet, disegnata
da Jean Graton a metà degli ani sessanta, riproposta nei Palmarès
Inédit, ed inedita nel nostro Paese.
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LABOURDET
DI JEAN GRATON
di
Andrea Sani
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Jean
Graton (n. 1923), prestigioso autore francese delle avventure del
pilota automobilistico Michel
Vaillant, è noto qui da noi sin dai tempi dei Classici Audacia, una collana edita da Arnoldo Mondadori a partire
dal 1963, con la quale vennero lanciati in Italia con successo i
fumetti d'autore realistici della scuola franco-belga. La collana
della Mondadori prese il via il primo dicembre 1963, con il volume
La Gran Sfida (Le Grand Défi,
1959), prima avventura "lunga" di Michel
Vaillant. I
due albi seguenti dei Classici
Audacia, pubblicati a gennaio e a febbraio del 1964,
presentavano sempre degli episodi del personaggio ideato da
Graton, dal titolo Il pilota senza volto (Le
Pilote sans visage, 1960) e Il
circuito del terrore (Le
circuit de la peur, 1961).
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Oltre
alle storie di Michel
Vaillant, i Classici
Audacia lanciarono in Italia le avventure di altri personaggi
della bande dessinée franco-belga, come Dan Cooper, di Albert Weinberg (n. 1922), Blake
e Mortimer,
di Edgard Pierre Jacobs (1904-1987), Jari
e Jimmy Torrent, di RaymondReding (1920-1999), ecc.Ma Michel
Vaillant restò uno dei characters
preferiti dai lettori della collana. Quando i Classici
Audacia si interruppero, con il numero 63 del 1967, i
successivi episodi di Michel
Vaillant (insieme a quelli di altri personaggi dei Classici) furono proposti prima dalle Edizioni del Corriere
della Sera, che li pubblicò a puntate sul Corriere
dei Piccoli (dal 1968) e nella serie degli Albi
Ardimento, e poi da Comic Art e da Alessandro Editore. Il
recente film Adrenalina blu
– La leggenda di Michel Vaillant (Michel
Vaillant, 2003), prodotto da Luc Besson e diretto da
Louis-Pascal Couvelaire, ha rilanciato le avventure a fumetti di Michel
anche in Italia, tant’è vero che, nella nuova Serie Oro dei Classici del
fumetto di Repubblica, nel marzo 2005, è apparso un volume
interamente dedicato a cinque storie del celebre pilota (Michel Vaillant. Il Campione del Mondo, n° 27 della collana). Non
molti sanno, però, che Jean Graton è l'autore anche di un'altra
bella serie a fumetti, pubblicata a puntate a partire dal 1965 sul
settimanale femminile Chez
Nous, dal titolo Les
Labourdet (10 episodi di 44 pagine ciascuno), inedita in
Italia. In Les Labourdet non
ci sono né motori, né eroi, né cronometri, ma le vicende
quotidiane di una famiglia francese della media borghesia che
abita a Villeroy, una cittadina a 20 km. da Parigi, nel cuore
degli anni Sessanta.
Soggettista
degli episodi, rivolti a un pubblico di lettrici, era la moglie di
Graton, Francine,
che collaborava già con il marito alla redazione delle
sceneggiature di Michel Vaillant. Il successo dei Labourdet fu immediato. Con un anticipo di più di vent’anni,
Francine trovò il tono e lo stile narrativo che avrebbero fatto
poi la fortuna delle serie televisive chiamate sitcom.
Ma solo tre episodi dei Labourdet
(dei dieci complessivi) uscirono in Francia e in Belgio sotto
forma di albi, editi dalle edizioni Dargaud/Lombard fra il 1967 e
il 1972. Fortunatamente, la lacuna sarà presto colmata. Infatti,
dal 1982, Graton, si è messo in proprio come editore, fondando la
casa editrice Graton editeur, e ha deciso di ripubblicare tutti
gli albi del suo celebre pilota, affiancando a essi una nuova
collana, intitolata Les
Archives Jean Graton
(n.d.w.:Palmarès
Inédit).
Negli Archives, Graton
ripropone, insieme ad altre sue vecchie storie, anche tutte le
avventure della famiglia Labourdet,
al ritmo di un albo all’anno (al momento attuale, sono già
usciti i primi cinque titoli della serie).
La
famiglia Labourdet è
composta dai coniugi Georges
e Jeanne, dalla bella figlia maggiore Françoise, dai figli Pierrot
e Marcel, e dal nonno
paterno Pépé, che
apporta una nota umoristica alle vicende del figlio e dei nipoti.
Il primo episodio, Ni toi ni lui (Né te né lui,
Graton Editeur, 2001), delinea soprattutto la personalità di Françoise,
contesa fra Jean-Marc,
un seducente giovanotto di ottima famiglia, e Roger,
l’amico d’infanzia, timido e innamorato. Nel secondo albo, La rivale (Graton Editeur, 2002), Françoise opta per Roger,
mentre l'altro pretendente sembra sconfitto. Nel terzo, invece, La
verité vient du désert (La
verità viene dal deserto, Graton Editeur, 2003)
incentrato su un incidente aereo, Françoise
lascia Roger per
scegliere definitivamente Jean-Marc.
Nel quarto, La croisière du
serpent (La crociera del
serpente, Graton Editeur, 2004),
un'intrigante ragazza, Laurence
Feller, mette i
bastoni fra le ruote a Françoise
e a Jean Marc.
Infine,
nel quinto, Le faux pas (Il
passo falso, Graton Editeur, 2005),
a matrimonio avvenuto tra i due giovani, l'attenzione degli
autori si concentra, invece, su Pierrot, che prende una brutta
strada, mettendosi a lavorare con dei rivenditori disonesti di
macchine usate. Sarà il nonno Pépé a tirarlo fuori dai guai.
Insomma,
in questa bella serie, Graton e la moglie Francine descrivono la
vita privata della famiglia Labourdet, così come, nei primi albi
di 64 pagine di Michel
Vaillant, veniva descritta quella della famiglia di Michel.
La prassi di seguire le
vicende personali e psicologiche del clan dei Vaillant
era durata almeno finché
la cospicua lunghezza delle storie del pilota francese aveva
consentito a Graton di non concentrarsi soltanto sulle gare
automobilistiche. Purtroppo, nel 1967, un'infausta decisione della
casa editrice Le Lombard stabilì di ridurre le pagine di tutte le
storie da pubblicarsi in albi cartonati, portandole da 64 a 44, e
costrinse così Graton a rinunciare alle parentesi familiari, per
privilegiare il solo aspetto agonistico degli episodi di Michel Vaillant. Il lato umano dei personaggi disegnati da Graton fu
conservato, però, nelle vicende dei Labourdet,
dove ciò che contava erano soprattutto i sentimenti e i legami
d'affetto. Anche per questo, i vecchi lettori delle avventure di Michel troveranno in questi albi dei Labourdet lo charme dei
primi episodi delle avventure del celebre pilota, tuffandosi di
nuovo nell’atmosfera del passato (molto anni Sessanta) legata ai
primi numeri dei Classici
Audacia.
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UN
ARTICOLO DI AUTOSPRINT SUL RAPPORTO FUMETTI E MOTORI
Nel
numero 48, del novembre 2005,
Autosprint pubblica sei pagine dedicate al rapporto fumetti - motori.
Ovviamente cita Michel Vaillant, definendolo "il più grande"
e "l'inimitabile". Mario Donnini definisce l'opera di Jean Graton
"un modello conosciutissimo e
ineguagliato di viaggio, sia colto che didascalico, nel pianeta
corse" ...
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Mario
Donnini, in un articolo intitolato "Nuvole da corsa", ci
regala un bel viaggio nei fumetti che, oltre a Michel Vaillant, si
sono occupati di corse motoristiche. Nelle pagine del titolo
troviamo subito una copertina della versione in olandese di Tintin
con un disegno del grande Jean relativo alla storia breve "Nuvolari,
le dieu de la course". Nell'articolo
vengono citati i principali autori che, oltre a Graton, hanno
affrontato il mondo delle competizioni nelle loro storie.
Numerosi, anche se poco duraturi, gli esempi italiani. Se non
sapevate che anche Diabolik si è cimentato in pista (sia con le 4
che con le 2 ruote) dovete cercare di procurarvi questa copia di
Autosprint (a proposito: forse prima o poi vi racconterò di quando
Diabolik, ed il suo omologo Kriminal, hanno guidato ...delle
Vaillante).

alcune
delle pagine dell'articolo con immagini di copertine disegnate da
Graton
Tra
gli autori citati nel testo: Walter Molino ("La compagnia dei
6"), Frank Frazetta ("Johnny Comet"), Pier Carpi
con Segio Zaniboni ed Enrico Bagnoli ("Nick Cometa"),
Bamar e Ruggero Giovannini ("Bug Barri"), Giuliano
Giovetti ("Bob Kent"), André-Paul Duchateau e Christian
Denayer ("Alain Chevalier"), Denis Lapiére e
Constant ("Mauro Caldi"), Naboru Rokuda ("F-motori
in pista"), Gaetano Bozzarello ("Thunder"). Oltre
alle già citate "esperienze motoristiche" di Diabolik,
vengono elencati anche altri personaggi dei fumetti le cui storie,
occasionalmente, hanno avuto come sfondo o ispirazione il mondo
dei motori: Paperino disegnato da Cavazzano, Valentina disegnata
da Crepax, Kriminal ed Alan Ford disegnati da Max Bunker,
ecc. Un elenco certamente non esaustivo (come premesso
dall'autore) ma sicuramente molto stimolante per chiunque voglia
cimentarsi nella ricerca dei fumetti motoristici che hanno
affiancato il nostro "inimitabile" Michel Vaillant.
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UNA
CITAZIONE IN UN ARTICOLO SULLA DAKAR 2006
Nell'ultimo
numero di gennaio 2006 Autosprint dedica un articolo ai problemi di
sicurezza riscontrati nell'edizione della Dakar. Problemi che hanno
purtroppo causato tre incidenti mortali. In una didascalia scopriamo che
pur qualcosa era stato fatto: l'affissione
nei villaggi di un manifestino, con disegni a fumetti, che spiegavano il
corretto comportamento da tenersi al passaggio dei partecipanti. Il
fumetto è stato disegnato dallo Studio Graton.
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A
margine dell'articolo, annunciato dalla didascalia "Vaillant
avvisa", viene presentato il manifestino disegnato dallo
Studio Graton nel quale individuiamo facilmente la Vaillante di
Michel e Steve e la Chrysler-Dodge dei Texas Driver's
dell'episodio "Cairo!". L'articolo indica come
principale causa degli incidenti la sconsiderata scelta di
attraversare Paesi dove esiste una pericolosa densità di
villaggi. Per il futuro l'organizzazione dovrà prendere
seriamente in considerazione un cambiamento del percorso evitando
al massimo l'attraversamento di zone abitate.
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UN'INTERVISTA
AL VOSTRO WEB-MASTER DAL SITO SUPEREVA.COM
Il
20 maggio 2006 il vostro web-master è stato contattato da
Daniela Sgambelluri, la "guida" del sito Supereva.com che si occupa di
doppiaggio e doppiatori. Nell'occasione, oltre che a parlare del
doppiaggio del film "Adrenalina Blu - la leggenda di Michel Vaillant",
ho risposto a domande sulla passione per il fumetto di Graton e sul nostro
sito.
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INTERVISTA
DI DANIELA SGAMBELLURI A GIANFRANCO CASTELLANA
(
http://guide.supereva.com/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/05/256334.shtml )
Gianfranco
Castellana, ideatore del sito dedicato a tutti gli appassionati
del mitico fumetto francese "Michel Vaillant" , in
questa intervista ci confida : " Ha colpito il mio cuore e la
mia fantasia" e aggiunge " Nell’editoria, ovviamente,
non c’è problema di sincrono ma alcuni punti in comune con il
cinema ci possono essere. Mi riferisco, ad esempio, alla
traduzione dei “modi di dire”. Non sempre trovano riscontro e
la stessa efficacia quando vengono tradotti in italiano. Il
traduttore quindi deve rinunciare alla loro trasposizione
“letterale” e sforzarsi di trovarne di altrettanto pertinenti
ed adeguati nella nostra lingua."
DANIELA
:
Gianfranco, ci racconta come è nata l'idea di realizzare il
suo sito , che vi consigliamo di visitare , dedicato al mito di
Michel Vaillant ?
GIANFRANCO:
Michel Vaillant è certamente il
personaggio dei fumetti che più ho amato in gioventù. L’ho
seguito dal suo arrivo in Italia, nel 1963, fino ai primi anni
settanta quando è scomparso dalle edicole. Con l’avvento di
internet ho “riallacciato” i fili della passione di quando ero
ragazzo. Sempre grazie ad internet ho visitato il sito dei fan
francofoni e mi sono chiesto “chissà se in Italia c’è ancora
qualcuno che si ricorda di questo bellissimo fumetto ?”. Così
nel gennaio del 2001 ho provato a mettere on-line le prime due-tre
paginette web. Il risultato è stato superiore alle aspettative:
ho scoperto che, nonostante i problemi di pubblicazione, nel
nostro Paese sono ancora abbastanza numerosi coloro che hanno
amato, e amano, Michel Vaillant. Questo mi ha incoraggiato a
proseguire. Adesso sono on-line più di 230 pagine e la comunità
virtuale dei fan si è notevolmente allargata.
DANIELA :
Sul sito sono presenti tantissime sezioni anche
quella dedicata al film "Adrenalina Blu . La leggenda di
MICHEL VAILLANT". Lei cita gli attori doppiatori Riccardo
Onorato (Michel Vaillant), Stefano Crescentini(Steve Warson),Valentina
Carnelutti(Julie Wood) , Gino La Monica (Henri Vaillant) , Fabio
Boccanera (Jean-Pierre Vaillant). Che opinione può esprimere sul
lavoro al doppiaggio ivi compresi i dialoghi italiani del film
curati dalla dialoghista Lorena Bertini, Direzione del Doppiaggio
Marco Guadagno. Ha avuto modo di vedere anche la versione
originale in francese? Che tipo di analogie o discrepanze ha
eventualmente rilevato ?
GIANFRANCO:
Come ho raccontato nella quarta pagina della
sezione dedicata al film, c’è stata una prima traduzione
“letterale” del copione, dal francese all’italiano, ad opera
della traduttrice Olivia Papili. In questa fase la traduttrice mi
ha contattato e sono piacevolmente stato coinvolto, assieme al fan
Giacomo Pueroni, per chiarire alcuni passaggi più “tecnici”
(termini, frasi gergali, insomma “linguaggio” del mondo delle
corse). Poi il testo tradotto è andato a chi ha curato il
doppiaggio vero e proprio. Pur avendo acquistato anche la versione
del film in francese, onestamente ho visto con la dovuta
attenzione solo quella in italiano e non ricordo esattamente dove
sono le maggiori differenze. In occasione della prima a Roma,
comunque, la traduttrice era molto soddisfatta e mi ha confermato
che il suo lavoro era stato rispettato almeno per il 95 % se non
di più. Evidentemente, dal francese all’italiano, non c’erano
stati troppi problemi di adattamento dei dialoghi. Posso solo
raccontare che un piccolo problema, durante la traduzione, è
stato quello di dare voce allo speaker della 24 Ore di Le Mans.
Nel copione non c’erano tutte le sue frasi ed in molte scene del
video in lingua originale “di lavorazione”, le sue parole
erano coperte dai motori e dai dialoghi dei protagonisti. Così,
utilizzando i nomi dei piloti e delle vetture del 2002 (anno nel
quale sono state fatte le riprese a Le Mans), ho
“improvvisato” alcuni dei testi di sottofondo per lo speaker.
Riguardo i doppiatori non posso che dire: veramente ottimi. Con
estrema umiltà potrei fare solo un unico appunto (non al
doppiatore comunque): per il personaggio di Steve Warson avrei
scelto un vero americano. Personalmente credo si senta troppo che
l’accento del personaggio è quello di un italiano che “imita
un americano che parla italiano” …
DANIELA :
Parlando sempre del suo sito , abbiamo visitato
una interessante sezione dedicata agli errori compiuti dai
traduttori italiani per quanto riguarda il fumetto. Si fanno
distinzioni fra traduzioni alleggerite, sbagliate, inspiegabili,
errori di lettering , di impaginazione...cos'altro può aggiungere
riguardo a questa problematica e a volte poca aderenza al testo
originale giustificata al doppiaggio per questioni anche di
sincrono , per l'editoria invece?
GIANFRANCO:
Nell’editoria, ovviamente, non c’è
problema di sincrono ma alcuni punti in comune con il cinema ci
possono essere. Mi riferisco, ad esempio, alla traduzione dei
“modi di dire”. Non sempre trovano riscontro e la stessa
efficacia quando vengono tradotti in italiano. Il traduttore
quindi deve rinunciare alla loro trasposizione “letterale” e
sforzarsi di trovarne di altrettanto pertinenti ed adeguati nella
nostra lingua. Tanto più il traduttore sarà preparato, tanto
migliore sarà il risultato finale. Forse nel cinema questa
professionalità è più consolidata (non sono un esperto) ma
credo che anche nel mondo dei fumetti adesso si stia più attenti
rispetto al passato. Per quanto riguarda gli errori nei termini
tecnici, i tagli o altre "amenità", invece sono
intransigente: questi errori, omissioni, o sviste non sono
accettabili ed è sempre opportuno essere assolutamente fedeli ai
testi originali.
DANIELA :
Il mito di Michel Vaillant in cartone animato ,
nelle figurine della Panini, in telefim , in film ... quale di
questi modi di raccontarlo ama particolarmente e per quale motivo
?
GIANFRANCO:
Per essere sinceri nessuno di questi
“formati” è riuscito, nemmeno lontanamente, a colpire il mio
cuore e la mia fantasia quanto il fumetto. In ogni caso il film è
senza dubbio quello che più si avvicina all’atmosfera delle
storie disegnate. Pur non essendo rispettati tutti i rapporti tra
i protagonisti (Michel è felicemente sposato con la giornalista
Françoise Latour mentre nel film si innamora di Julie Wood che,
nelle storie disegnate, è invece il grande amore del suo amico
Steve Warson) la pellicola è abbastanza divertente e, a mio
giudizio, non merita le critiche ricevute in patria e
l’indifferenza riscontrata in Italia. Per quanto riguarda i
vecchi telefilm in bianco e nero: sono stati fatti con mezzi
troppo limitati e hanno un valore quasi solo
“documentaristico” in quanto presentano un mondo delle corse
molto diverso, forse più “umano”, e comunque tanto lontano da
quello attuale. Per quanto concerne i cartoni animati ed il
relativo album di figurine …meglio stendere un velo pietoso. Lo
stesso Graton (che, ricordo, non ne è l’autore) dopo averli
visti si è “dissociato” dal risultato.
DANIELA :
Lei ha pubblicato anche l'intervista della
rivista FUMO DI CHINA realizzata a Jean Graton nel 1987. Cosa l'ha
colpita maggiormente di questo autore sia riguardo all'intervista
sia in generale?
GIANFRANCO:
Jean Graton, ha visto un’infanzia felice
interrompersi improvvisamente per la perdita prematura della madre
e per la prigionia del padre ad opera dei tedeschi. Ha dovuto
crescere in fretta ed è un uomo che, come si dice, “si è fatto
da solo”. Nelle sue storie, da sempre intrise di buoni
sentimenti, i valori dell’amicizia e della lealtà sono quasi
“idealizzati”. Negli anni della contestazione è stato
accusato di “poco realismo” per questo. Da quanto traspare
anche dalle sue interviste ritengo che questi valori siano
intrinsechi nel suo carattere. I suoi rapporti con gli editori,
talvolta burrascosi, sono proprio lo specchio del suo amore per
l’onestà e per la correttezza nei rapporti interpersonali. Per
quanto riguarda la sua arte: basta leggere i primi dieci volumi
della saga di Michel Vaillant (quando non aveva ancora
collaboratori). Io sono stato colpito dall’incredibile capacità
di rappresentare in modo fedelissimo e curatissimo gli scenari,
dall’abilità nel definire perfettamente tramite le espressioni
ed i testi il carattere dei personaggi, dal taglio e dal ritmo
delle sue storie. Non ho dubbi: per me è uno dei più grandi
maestri del fumetto mai esistiti.
DANIELA :
La ringraziamo per la sua gentilezza e infine le
chiediamo di anticiparci qualche suo futuro progetto legato al
sito e a questa sua grande passione.
GIANFRANCO: Dopo cinque anni e mezzo dalla nascita di
“Michel Vaillant – Le Pagine dei Fan Italiani” posso solo
dire che, nel mio piccolo, continuerò a cercare di tenere vivo
l’interesse per questo fumetto con la speranza che ritorni ad
essere pubblicato con regolarità in Italia. L’altro anno ho
conosciuto di persona Philippe Graton, il figlio del maestro
ottantaduenne. Philippe porta avanti l’opera di suo padre con
grande passione, non disegna ma è l’attuale sceneggiatore delle
storie nonché il responsabile della casa editrice Graton Editeur.
I rapporti sono divenuti così cordiali che ricevo in anteprima
immagini e notizie sui fumetti in corso di preparazione, nonché
gli album prima della loro pubblicazione ufficiale. Potrò così
continuare ad anticipare a tutti i fan, vecchi e nuovi, le
“primizie in tempo reale” su questa bellissima saga che, nata
nel 1957 in Belgio e Francia, continua ancora oggi ad appassionare
migliaia di lettori in tutto il mondo. Grazie a Daniela e ciao a
tutti. |
UN
ALTRO ARTICOLO SU AUTO D'EPOCA
Nel
gennaio del 2006 Gianpaolo
Arborio ci ha molto cortesemente citati in un altro articolo dedicato
a Michel Vaillant pubblicato sul mensile Auto d'epoca .
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RITORNANO
I FUMETTI DI MICHEL VAILLANT
di
Gianpaolo Arborio
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Il
celebre campione di automobilismo a fumetti Michel Vaillant,
creato da Jean Graton, di cui ci siamo occupati nel numero di
Gennaio 2005 continua ancora oggi l'attività di corridore ed i
suoi albi sono regolarmente pubblicati in Italia, ma il fatto
curioso resta il delizioso sito dei fan italiani. Semplice e
completo il web accoglie tutto quanto un lettore possa chiedere
in merito alla famiglia Vaillant. Non solo, perché per gli
appassionati di auto storiche c'è davvero tantissimo materiale
da gustare, compresa l'intervista a Graton, di cui riportiamo un
passo tratto dalla rivista specializzata Fumo di China :
"Conoscevo tramite Les Sports i puiloti belgi. Mi sono
rivolto a Bianchi, che era il secondo di Paul Fréres (che aveva
un garage Ferrari a Bruxelles) e andavo a trovarlo per avere
informazioni sulle auto e sulle corse. Il primo personaggio
reale a cui mi sono ispirato è lui, Bianchi, che ho introdotto
anche nella storia di Le Mans (Un 13 in gara). Gli ho proposto
di inserirlo, assieme al fratello, e questo lo ha divertito
molto. Poi ho avuto l'occasione di mettere altri, fino al giorno
in cui ho rivisto Jacky Ickx. Lo conoscevo molto bene (fin
da ragazzino), il padre era giornalista, portava i suoi articoli
in redazione ed era accompagnato dai suoi due figli e Jacky era
ancora un marmocchio. Non avevo ancora osato mettere un pilota
di F1 nelle storie e gli dissi <<Jacky mi piacerebbe
metterti nelle mie storie, ma ho già una sceneggiatura che si
svolge a Monza (Brivido a Monza) e M.V.deve vincere!>> ew
lui rispose << secondo dietro M.V., mi sta bene
!>>. Così l'ho inserito nella storia. Una sera, a cena di
fronte a me c'era Regazzoni che sfoggiava i baffi per la prima
volta. <<Con i baffi sembri cattivo>> gli dissi
<<per cui ho pensato ad una rivalità tra te e M.V.,
cominciata sui campi da sci e che prosegue nelle corse>>.
E lui rispose << Non M.V., Warson!>>. Conoscendo la
storia sarebbe stato più divertente combattere Steve Warson che
Michel Vaillant".
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I
piloti reali che si succedono nelle varie avventure si sono
presto moltiplicati, d'altronde la professionalità di Graton
gode della massima fiducia per cui è diventata una bella
consuetudine trovarsi a lottare in pista con Michel Vaillant.
Inoltre di Graton, oggi 83enne, che ha lavorato nel campo
dell'illustrazione automobilistica per diverse aziende come ad
esempio la Renault, sono stati poi pubblicati dei dossier
dedicati tra gli altri e Henri Pescarolo e Juan Manuel Fangio.
Il sito ospita numerose sezioni e tutte le storie hanno un breve
riassunto che ne spiega l'evoluzione, slendide le copertine con
un riferimento particolare alla riproduzione dei vari circuiti
di gara. In un apposita pagina ci sono tutti i piloti disegnati
dalla matita di Graton, ed è veramente interessante scoprirli
ad uno ad uno. Per saperne di più dovete solo digitare www.michel-vaillant-fan.it
e vi sembrerà di essere già in corsa. |
UN
ARTICOLO DI BEPI VIGNA SU MICHEL VAILLANT
Un
articolo firmato da Bepi Vigna, noto autore di fumetti, scrittore e
regista (nonché amico delle nostre Pagine) sul sito www.hybriscomics.com
.
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MICHEL
VAILLANT
di
Bepi Vigna
Da
quasi cinquant'anni gareggia sui circuiti di tutto il mondo,
passando con disinvoltura dai Grand Prix ad ogni altra
competizione motoristica. Ha vinto più corse di Michael Shumacher
e, per i tantissimi appassionati che in tutta Europa seguono le
sue avventure, è diventato un mito paragonabile ad Ayrton Senna o
Manuel Fangio. Stiamo parlando di Michel Vaillant, l'eroe dei
fumetti creato dal francese Jean Graton, e protagonista anche di
un film: "Adrenalina Blu - la leggenda di Michel
Vaillant". Spesso, quando gli eroi dei comics si
trasferiscono sullo schermo cinematografico, finiscono per
deludere i loro appassionati lettori. In questo caso, non è così.
Il regista Luis-Pascal Couvelaire, che viene dalla pubblicità, sa
destreggiarsi con una certa abilità nelle scene più spettacolari
(e in particolare in quelle della gara finale, la mitica "24
ore di le Mans") ed è riuscito a dosare perfettamente il
ritmo del racconto, ricreando adeguatamente il clima delle storie
a fumetti. Ma la riuscita del film è soprattutto merito della
buona sceneggiatura firmata da Luc Besson e Gilles Malençon, i
quali hanno costruito una trama intelligente, cucendo insieme
spunti tratti da alcune delle avventure a fumetti più famose. Il
limite del film, paradossalmente, potrebbe essere rappresentato
proprio dal fatto di essere costruito con una certa cura
filologica, che accontenterà certamente chi ha già una certa
familiarità con i personaggi, ma che potrebbe lasciare
disorientati i giovani spettatori che non li conoscono. Forse
l'unica cosa che farà storcere il naso agli appassionati del
fumetto è la caratterizzare del personaggio di Steve Warson,
totalmente privo, nel film, della forte personalità che ha invece
nelle avventure disegnate. Nello scrivere il plot, Besson e Malençon
non hanno trascurato nessuno dei passaggi obbligati delle storie a
fumetti: le apprensioni di mamma Vaillant per il figlio corridore,
l'amicizia tra Michel e Steve, i sabotaggi messi in atto dalla
scuderia concorrente, gli intrighi che fanno da sfondo
all'ambiente delle corse. Naturalmente c'è anche un nemico
malvagio e senza scrupoli. Lo storico antagonista della Vaillant,
il Leader (morto da tempo nella saga a fumetti) è stato
sostituito dalla bella e crudele figlia Ruth Wong, bramosa di
vendicare le sconfitte e le umiliazioni subite dal padre. Michel
Vaillant apparve per la prima volta in alcune storie brevi
pubblicate sul settimanale belga "Tintin" alla metà
degli anni Cinquanta. Quando Graton scelse il nome da dare al suo
personaggio, pensò a qualcosa che potesse competere con quello
degli altri eroi a fumetti dell'epoca ("vaillant" in
francese significa coraggioso). All'inizio i redattori di "Tintin"
non erano convinti che le avventure di un pilota automobilistico
potessero funzionare, ritenevano che, dopo poche storie, gli
spunti narrativi si sarebbero esauriti. Ma, invece, l'accoglienza
da parte dei lettori fu buona e pertanto al disegnatore venne
chiesto di disegnare la prima avventura lunga, intitolata "Le
Gran défi", pubblicata nel 1958. In Italia Michel Vaillant
è apparso per la prima volta nel 1963, inaugurando la mitica
collana della Mondadori "I Classici dell'Audacia" e riscuotendo
subito un buon successo. Fin dai primi episodi, gli avvenimenti
sportivi non erano quasi mai la componente centrale del racconto,
ma più spesso facevano da sfondo a vicende di altro genere. Una
certa debolezza delle trame era compensata dalla minuziosa
documentazione e dal realismo con cui veniva rappresentato
l'ambiente delle gare automobilistiche. Non veniva neppure
trascurata la vita quotidiana dei personaggi al di fuori delle
competizioni: Michel Vaillant aveva attorno a sé una famiglia i
cui componenti erano caratterizzati in maniera molto precisa e
riconoscibile e ciò favoriva il processo di identificazione da
parte dei lettori. Henri Vaillant, titolare delle omonime officine
automobilistiche, si era lanciato nelle gare sportive, assecondato
dai suoi figli Jean-Pierre e Michel. Il primogenito, dopo aver
conseguito una laurea in ingegneria ed essersi sposato, aveva
preferito abbandonare la guida dei prototipi per occuparsi della
progettazione e della messa a punto delle vetture; successivamente
era diventato direttore della squadra corse. Michel, ritenuto
inizialmente un buono a nulla (nelle prime storie, più che a
guidare pensa a suonare la tromba) (n.d.w.:
non è propriamente esatto:nella prima storia breve, "Bon
sang ne peut mentir", Michel usa la tromba solo per
"copertura", infatti fa solo finta di esserne
appassionato per essere libero di aiutare segretamente il cliente del padre,
Mansart, a mettere a punto la sua vettura che poi vincerà il
rally di Montecarlo. Alla fine confesserà di non saper tirare
fuori nemmeno una nota da quello strumento...), si era poi
rivelato uno straordinario pilota. Della famiglia Vaillant entrava
presto a far parte anche Steve Warson, un americano dal carattere
irruente, ma pilota di grandissima classe, primo grande rivale di
Michel e poi suo compagno di scuderia e amico inseparabile.
All'inizio della saga, la vita sentimentale del protagonista
appariva piuttosto ambigua: il fatto che manifestasse poca
simpatia per le donne e fosse eccessivamente attaccato alla madre,
fecero sospettare una sua latente omosessualità. Ma il matrimonio
con la giornalista Françoise e la nascita di un figlio hanno poi
messo a tacere ogni diceria dei lettori più smaliziati. A
proposito di donne, occorre dire che Graton è stato uno dei primi
autori del settimanale "Tintin" a inserire stabilmente
nelle storie dei personaggi femminili con un ruolo rilevante. Fin
dai primi episodi di Michel Vaillant apparve Agnese,
originariamente destinata a diventare la fidanzata di Michel e
che, in seguito, per un ripensamento dell'autore, andò in sposa
al fratello Jean-Pierre. Nel corso delle avventure sono comparse
numerose altre ragazze, tra cui anche Julie Wood, la bionda
campionessa di motociclismo che ha fatto breccia nel cuore di
Steve Warson e che nel film, invece, è diventata la vedova di un
altro pilota. Numerosi anche i personaggi reali ritratti nelle
storie. Il pilota belga Jacky Ickx, che Graton conosceva fin da
ragazzino, ha avuto un ruolo rilevante nell'avventura intitolata
"De l'huile sur la piste" e ultimamente anche Michael
Schumacher è apparso nelle storie di Michel Vaillant. La lealtà,
l'amicizia, la solidarietà, sono questi i valori posti in rilievo
da Graton nei suoi fumetti. Le storie non di rado scadono nella
retorica e nell'eccessivo moralismo, ma il livello medio delle
serie si è sempre mantenuto buono. Dal punto di vista grafico, le
prime storie erano caratterizzate da un segno morbido, molto
vicino al modello stilistico della linea chiara; col tempo il
tratto di Graton si è fatto più personale, è divenuto più
spigoloso e nervoso, sottolineando anche in questo modo la
maturazione fisica dei personaggi. In quasi cinquant'anni, Graton
ha pubblicato oltre settanta albi a fumetti. Negli anni Sessanta
la televisione francese ha prodotto una serie di telefilm dedicati
a Michel Vaillant e in seguito è stata realizzata anche una serie
di cartoni animati. Qualche anno fa una vera vettura Vaillante ha
partecipato alla 24 ore di Le Mans, arrivando quarta e la casa
automobilistica Honda ha chiamato "Vaillante" un suo
coupè. Dopo l'avventura intitolata "Le 8° pilote",
Jean Graton ha iniziato ad avvalersi di altri collaboratori per la
realizzazione delle storie a fumetti, tra cui Denayer, Lippens,
Bucher, Clovis, Lopez Fernandez e Scott. Da alcuni anni tutte le
sceneggiature di Michel Vaillant sono scritte dal figlio di Jean,
Philppe Graton. |
AUTOSPRINT
CITA IL "DOSSIER MICHEL VAILLANT" SU PESCAROLO
Nel
n° 7 del febbraio 2007
Autosprint, in un articolo intitolato "I figli di Le Mans",
racconta le gesta di Jean Rondeau, Yves Courage ed Henri Pescarolo.
All'inizio dell'articolo, nella descrizione dell'atmosfera della notte
della 24 ore di Le Mans, è descritta "una bancarella che luccica di
modellini in scala 1/43" oltre che "d'antichi album di Michel
Vaillant". Nella scheda dedicata ad Henri Pescarolo sono
pubblicate anche tre vignette tratte dal Dossier Michel Vaillant che viene
citato nella didascalia riportata qui di seguito.
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|
Un
estratto dall'articolo:
Amato
dai francesi
Nei
giorni scorsi in Francia è uscito un volumetto della collana
"Dossier Michel Vaillant" dedicato all'idolo transalpino
della 24 Ore di Le Mans e intitolato "Pescarolo le
marathonien". Ecco come viene raccontato a fumetti il
terribile incidente di Henri nelle prove libere della 24 Ore
edizione1969. ...omissis |
AUTOSPRINT
E "IL PILOTA SENZA VOLTO"
Nel
n° 10 del 2007
Autosprint pubblica un articolo, a firma di Mario Donnini, nel
quale si racconta dei
piloti che, in modo nascosto, hanno preso parte ad alcune competizioni
essendo anche artefici anonimi di vittorie. In particolare viene
affrontato il caso della vittoria della Ferrari della NART, a Le Mans
nel 1965, alla quale avrebbe partecipato in modo del tutto misterioso
anche il pilota inglese Ed Hugus. Mario Donnini, evidentemente fan di
Michel, oltre ad aver dato all'articolo il titolo del secondo episodio
della saga del nostro eroe, ha anche utilizzato l'immagine originale del
titolo apparso sul n° 2 dei Classici dell'Audacia mostrandone anche la
copertina.
|
L'articolo
pubblicato nel n° 10 del 2007 di Autosprint con l'immagine
della copertina dell'album "Il pilota senza volto" dei
Classici dell' Audacia. Anche per il titolo dell'articolo è stato
utilizzata proprio l'immagine del titolo dell'album
della mitica collana della Mondadori. |

|
UN
ARTICOLO SULL'ALBUM DEL 50° ANNIVERSARIO SULLA RIVISTA MONSIEUR
Nel
maggio del 2007 siamo stati contattati dalla redazione del mensile
"Monsieur": stavano preparando un
"pezzo"
sui
50 anni di Michel Vaillant. Dopo aver contattato anche la Graton Editeur, nel numero
58 del
mese di giugno 2007
è stato pubblicato l'articolo che potete leggere qui sotto. Marco
Basileo ne è l'autore.
|

PILOTA
DI CARTA CUORE D’ACCIAIO
di Marco Basileo
Michel
Vaillant, il pilota più celebre di Francia, compie 50 anni, ma
non ha alcuna intenzione di sollevare il piede
dall’acceleratore. A metà giugno, in coincidenza con la 24 ore
di Le Mans, esce in libreria (anche in Italia) il numero 70. Per
raccontare una storia di ardimento e lealtà.
|
|
Il
numero del giubileo è identico agli altri: come se non ci fosse
nulla da festeggiare.
Negli
Stati Uniti uno così non sarebbe mai nato. E, soprattutto, non
avrebbe mai raggiunto il mezzo secolo di avventure. Da quelle parti,
negli Usa, sono abituati a uomini invincibili che volano alla
velocità della luce, a
corpi alterati dal morso di un ragno radioattivo, a miliardari che
per combattere il crimine si fanno ispirare da un pipistrello. Nel
mondo dei fumetti a stelle e strisce devi avere una seconda vita in
calzamaglia attillata, altrimenti sei tagliato fuori e non ti legge
nessuno. In Francia, evidentemente, è diverso. Qui, da mezzo
secolo, l'eroe è un uomo che viaggia a 300 chilometri l'ora, è
vero. Però corre a bordo di un'automobile, mica a piedi. Vola
davanti a tutti, ma su nastri d'asfalto e non fra una nuvola e
l'altra. Non ci sono cattivoni schizofrenici, ma trame intriganti e
disegni così accurati da appassionare anche il più attento degli
esperti in materia. Insomma: un eroe normale in un mondo che esiste
davvero. Solo così è possibile spiegare il successo di Michel
Vaillant, il decano dei piloti di Formula 1 (creato nel 1957 dalla
matita di Jean Graton), di cui ricorre il cinquantenario proprio in
questi giorni. Disegno e disegnatore sono due campioni delle
competizioni sulla lunga distanza. In mezzo secolo, Michel ha vinto
tutto: Formula 1, 24 Ore di Le Mans, Indy 500, Daytona 500, rally di
Monte-Carlo, Parigi-Dakar. E perfino accaduto che la finzione
diventasse realtà: nel 1997 una (vera) Courage Vaillante ha colto
il quarto posto a Le Mans, tra il tripudio della folla. Negli stessi
50 anni, e questa è la vera notizia, Graton ha messo insieme 70
titoli, oltre 20 milioni di albi venduti, una serie di telefilm, una
di cartoni animati, un terzo posto assoluto nella preferenza dei
francesi tra i personaggi a fumetti (dietro soltanto a Tarzan e
Superman, sondaggio Sofrest-Télé-7-Jours) e un film (Adrenalina
blu) prodotto dal più hollywoodiano dei registi d'oltralpe, Luc
Besson. Negli albi pubblicati fino a oggi sono stati visti apparire,
di volta in volta, Jacky Ickx, Henri Pescarolo, Alain Prost, Michael
Schumacher e molti altri. Mezzo secolo di avventure coincidono
proprio con l'uscita dell'albo numero 70. Due belle cifre tonde:
sembra voluto ma, giurano da Graton Editeur (che dal 1982 realizza e
pubblica le storie del pilota) si tratta di una coincidenza. Anche
perché la ricorrenza non verrà trattata come tale: è solo
un'altra tappa nella vita spericolata di Michel Vaillant, un'altra
cronaca di emozioni a tutta velocità, colpi di genio, coraggio e
lotte senza quartiere fino all'ultima curva. Non è stata prevista
un'edizione limitata, una rilegatura preziosa, una copertina da
collezione. Proprio non siamo in America dove, giusto per fare un
esempio, il primo numero di Spider-Man disegnato da Todd McFarlane
nel 1990 venne realizzato con quattro copertine diverse, due delle
quali inchiostrate in oro e argento che sul mercato dei
collezionisti hanno raggiunto quotazioni sbalorditive. Nel mondo
tradizionalmente europeo di Michel, invece, tutto resta immutato,
prezzo compreso. Sarà un albo perfettamente ordinario, che verrà
pubblicato e distribuito con le solite modalità. Un profilo basso
che accontenta tutti, tranne i collezionisti: alcuni edicolanti
francesi si sono visti piovere addosso richieste di prenotazione
settimane prima dell'uscita e c'è da credere che questo numero andrà
esaurito in maniera fulminea.
Per
lui non ci sono compromessi: è meglio perdere con onore che vincere
senza merito.
Un
po' come le partenze di Michel Vaillant, quando scatta il semaforo
verde. L’albo <<soixante-dix>> uscirà in concomitanza
con la prossima 24 Ore di Le Mans, quindi qualche giorno prima del
16 giugno (la data ufficiale non è ancora stata confermata
dall’editore belga). Per gli appassionati italiani, ancora una
volta, l'unica strada è quella della «caccia all'albo». Perché
è impossibile, almeno per ora, sperare in una traduzione. Dopo i
mitici Classici dell'Audacia Mondadori e gli Albi
ardimento di Crespi, infatti, le storie di Michel Vaillant erano
state pubblicate da Comic art e da Alessandro Editore. Nel 2003 uscì
un volume nella collana I Classici del Fumetto di Repubblica, poi più
nulla. Per chi ha dimestichezza con la rete e gli acquisti on-line,
internet rimedia all'indifferenza dei distributori di casa nostra:
l'albo del giubileo sarà facilmente reperibile nelle librerie
francofone più famose, come www.amazon.fr, www.alapage.com,
www.chapitre.com, www.bdnet.com. Il prezzo sarà di circa 10 euro,
più le spese di spedizione. Per chi non è avvezzo ad affrontare le
ondate della grande rete, invece, c'è la possibilità di prenotarlo
e ritirarlo presso i negozi della catena Fnac (anche in questo caso
la spesa ammonta a circa 15 curo). Ma gli albi di Michel Vaillant
(in lingua originale) sono disponibili anche alla «Libreria
dell'automobile» in Corso Venezia 433 e alla «Libreria francese»
in via San Pietro all'Orto 10, entrambe a Milano. Nella capitale,
andate a colpo sicuro prenotando il numero 70 alla libreria «L’avventure»
in Via del Vantaggio 21. Sembrerà anche curioso, ma per entrare in
possesso dell'albo è necessario muoversi con un certo anticipo:
Vaillant conta ancora oggi migliaia di estimatori e fan pronti a
sborsare cifre importanti per non lasciarsi sfuggire l'albo del
cinquantenario. Ma perché tanto successo ? Rispondere a questa
domanda significa analizzare il fenomeno Vaillant. Ciò che
stupisce, inizialmente, è un dato: in un certo senso, in questi 50
anni il personaggio è sempre rimasto uguale a se stesso: un bel
ragazzo atletico, dalla mascella squadrata e i capelli corti,
fascinoso e brillante, una specie di incrocio tra l'indomito Johnny
Hazard (il pilota statunitense creato negli anni 40 da Frank Robbins)
e il giovane Alain Delon. Quello che è cambiato moltissimo
riguarda, invece, le auto e il mondo dei motori. Attraverso le
storie di Michel Vaillant è possibile ripercorrere 50 anni di
storia dell'automobilismo sportivo: il mutare del design,
dell'aerodinamica, le tute e i caschi dei piloti, i tracciati dei
circuiti, la crescente invadenza degli sponsor. Il mondo di Michel
è costantemente in movimento, e in ogni numero i lettori sanno con
certezza che la messinscena regalerà elementi di discussione sul
gran circo della Formula 1, su ciò che accade nel paddock e sulle
strategie di gara, ma anche sul cinismo che inquina la nobiltà di
uno sport diventato asettico, ben lontano dai tempi gloriosi in cui
l'avventura era cominciata. Michel Vaillant diventa, così, garante
della sportività e della lealtà, l'uomo che rifiuta imbrogli e
pastette, preferisce un'onorevole sconfitta a una vittoria
immeritata. Tutto molto normale, come dicevamo. E, di conseguenza,
molto eroico. Questo è, alla fine, il colpo di genio di Jean
Graton. Questo è, in estrema sintesi, il motivo per cui l'albo
numero 70 è una gemma da non perdere. |




|
ANCORA
SU AUTOSPRINT DOPO LA 24 ORE DI LE MANS
Nel
n° 26 di Autosprint del 26 giugno - 3 luglio 2007,
si parla ancora del nostro eroe dei fumetti. Nello speciale che Mario
Donnini ha dedicato all'ultima edizione della 24 ore di Le Mans,
viene raccontato dell'entusiasmo del plurivincitore della gara, Emanuele
Pirro, per aver ricevuto in regalo l'ultimo album della serie "24
Heures sous influence" con tanto di disegno originale. Pirro,
infatti, è da sempre un grande fan di Michel Vaillant. Nell'articolo è
pubblicata anche l'immagine della copertina dell'album nella versione
pubblicitaria (priva del logo della Graton Editeur) data in omaggio dall'AUDI,
ai suoi ospiti, durante il week end della 24 ore di Le Mans.
|
Un
passaggio dell'articolo di Mario Donnini,
intitolato
"Quelli della notte", dove
si parla di Michel Vaillant:
"...Mezzo
depresso mi fiondo al paddock. Incontro Pirro e la moglie Marlene.
<< Guarda cosa ho >> - mi fa, mostrando
l'ultimo album di Michel Vaillant. Sette anni fa, tra un turno di
guida e l'altro, abbiamo passato mezza nottata a parlare di
fumetti francesi. Poi lui è corso a vincere la sua prima 24 ore. <<
L'Audi lo ha regalato pure a me >> - ribatto parando il
colpo. << Ma sul mio c'è un disegno originale di Graton.
Vedrai, mi porterà fortuna >>. In bocca a lupo
Emanuele."
(n.d.w:
poi, come sappiamo, Emanuele Pirro ha vinto la sua quinta 24 ore
di Le Mans...) |

|
INTERVISTA
A PHILIPPE GRATON SUL SETTIMANALE AUTO OGGI Il
30 agosto
2007 il settimanale Auto Oggi parla dei 50 anni e del
futuro di Michel Vaillant in un'intervista
di Edoardo Baldi a Philippe Graton.
|
VAILLANT
CORRE ANCORA
A
tu per tu con i creatori del più famoso fumetto di motori. Che
compie 50 anni.
di
Edoardo Baldi
E'
mezzo secolo che Michel Vaillant sfreccia sulle Vaillante, le auto
della Casa di famiglia. Rally, Formula 1, corse storiche e
maratone nel deserto: milioni di fan seguono il pilota francese. E
pensare che il suo creatore, il disegnatore belga Jean Graton
(n.d.w.:
Jean Graton è nato a Nantes in Francia),
nel 1957 dovette insistere molto per far pubblicare il primo
episodio, La
24e Heure |
|
(n.d.w.:
questo fu il primo episodio pubblicato in Belgio, il primo in
assoluto fu "Bon sang ne peut mentir" pubblicato il
07.02.1957 su Tintin edizione francese).
Oggi Michel Vaillant è più vivo che mai, anche se il suo
creatore si è ritirato dal lavoro 5 anni fa. Ora porta avanti la
sua opera il figlio Philippe, che si occupa delle trame, poi
tradotte su carta da tre disegnatori. Proprio da lui ci siamo
fatti raccontare i segreti di questo pilota che nella sua carriera
ha affrontato i più forti di ogni tempo. <<Tutti
hanno apprezzato moltissimo l'essere immortalati sulle pagine di
questo fumetto>> ricorda Philippe. <<Jacky Ickx disse
che esserci è stato come essere dentro l'enciclopedia Larousse. E
fu proprio lui, nel 1968, a chiedere a mio padre di comparire
accanto a Michel nel volume Olio sulla pista
(n.d.w.:
"De l'huile sur la piste" in Italia è stato intitolato "Brivido a Monza").
Fu accontentato, ma specificandogli che ormai la storia era stata
scritta e che al massimo sarebbe arrivato secondo>>.
Difficile da mandare giù per un campione, eppure acconsentì:
<<se il primo e Michel Vaillant, allora va bene ...>>.
Prost ha invece confidato che la sua passione è nata proprio
leggendo il fumetto del fratello. Anche Luc Donckerwolke (il
disegnatore della Murciélago, ndr) ha confessato di aver iniziato
spinto da Michel>>. E deve essere vero se, al Salone di
Ginrevra 2006, ha addirittura presentato una Seat Ibiza "Vaillante"
e se adesso collabora con il fumetto. Il legame che i Graton hanno
saputo intessere con tutto il circus dei motori, è il risultato
di una cura maniacale per i particolari e di un autentico rapporto
diretto con quegli uomini.
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|
|
Non
è raro vedere i Graton passeggiare nelle sale stampa dei gran
premi, o ai box. <<I nostro lettori sono molto esigenti, ed
esperti di tecnica. Per questo di avvaliamo di consulenti tecnici,
di piloti e ingegneri. Ma a volte i nostri lettori trovano lo
stesso degli errori: è successo che ci rimproverassero il fatto
che, in una vignetta, avevamo disegnato degli ammortizzatori
scambiando quelli prodotti nel 1984 con quelli del 1983 !>>. Tanto impegno -i circuiti e le auto
sono fedelissime riproduzioni degli originali- è comunque
ripagato dagli attestati di stima accumulati negli anni.
<<Nel 1986 parlammo del GP di Shangai, che però non era mai
stato corso prima, e quindi non avevamo dati reali. Ebbene, la
Renault ha fornito a mio padre informazioni riservate, pregandolo
di non divulgarle: e solo perché loro erano dei nostri
fan!>> Se i primi 50 anni sono ormai alle spalle, ora si
guarda al futuro. <<Michel segue gli eventi, non è immobile
nel tempo: è sempre al passo con i tempi>>. A chi chiede
cosa riserverà il futuro, Graton risponde che il futuro è già
qui: «Tre anni fa, sul numero 68, debuttarono le auto a
idrogeno. E nel 69, auto di questo tipo hanno corso in un rally in
Turchia, e poi...».
L'ultima fatica.
La 24 ore più
lunga.
Il
numero 70 è appena uscito, ma non sarà tradotto in italiano
perché non c'è più un distributore ufficiale. "24 heures
sous influence" vede la presenza delle Audi R10, recenti
dominatrici della vera Le Mans e, stando alle parole di Philippe
Graton, <<sarà l'ultimo Michel Vaillant come lo conosciamo
ora>>. Il 2008, infatti, sarà per l'eroe l'anno della
rinascita: una sorta di "secondo anno zero", i cui
dettagli però sono avvolti nel mistero.
|
AUTOSPRINT
CITA ANCORA MICHEL
Mario
Donnini nei suoi articoli non manca di citare, magari anche solo
nel titolo come in questa occasione, la saga di Michel Vaillant. E'
successo ancora nell'
Autosprint n° 40 del 2007. Più fan di così ...
|

|
Mario
Donnini, nel suo articolo "Sfide impossibili", che parla
dei duelli più estemporanei
del mondo delle quattro ruote (come le sfide tra una F.1 ed un
caccia a reazione ...), ha pubblicato, vicino al titolo, la
copertina del mitico album n°1 della serie di Michel Vaillant
"La grande sfida".
|

|
AF
NEWS CITA IL "DOSSIER MICHEL VAILLANT" SU GILLES
VILLENEUVE
(...E IL NOSTRO SITO)
Il
più famoso sito italiano di informazione e novità sui fumetti, AF
NEW ( http://www.afnews.info
) che in
passato ci ha citato più volte, nel giugno 2008
segnala l'uscita del decimo volume della serie Dossiers Michel
Vaillant (in lingua originale).
|

MICHEL
VAILLANT ONORA GILLES VILLENEUVE
E'
il compianto Gilles Villeneuve l'eroe del nuovo Dossier
Michel Vaillant (il numero 10) prodotto dalla Graton Editeur.
ne trovate notizia sul sito
italiano dedicato al famoso personaggio dei fumetti (che così
ne parla: "... il decimo album della collana «Dossiers
Michel Vaillant» che è stato dedicato al grande Gilles
Villeneuve e che si intitola "Gilles Villeneuve - «Je ne
serai pas long ....»". Potrete leggere la
traduzione della presentazione ufficiale di Graton Editeur e dare
un occhiata ad alcune immagini collegandovi alle pagine delle Graton
News...") e nel sito
dell'editore francese. |
AUTOSPRINT
CITA IL "DOSSIER MICHEL VAILLANT" SU JAMES DEAN
Nel
n° 25 del giugno 2008
Autosprint, in un articolo della serie "Cuore da corsa" intitolato "Le
tre corse del gigante ribelle ", Mario Donnini racconta le
esperienze di pilota dell'attore-mito James Dean. Anche in questa
occasione non mancano le citazioni al lavoro del maestro Jean Graton. In
particolare sono state pubblicate delle immagini del primo Dossier Michel
Vaillant che era stato dedicato proprio all'attore americano.
|

|
Mario
Donnini, nel suo articolo ha incluso due immagini (citando Jean
Graton) del Dossier Michel Vaillant n° 1 dedicato a James Dean:
la vignetta dove appare con la Porsche 550 e la tavola con
la dinamica conclusiva del tragico incidente nel quale è
scomparso l'attore americano. |
  |
L'
"INTEGRALE
DI MICHEL VAILLANT " PRESENTATO SUL WEB ITALIANO ...
Oltre
che, ovviamente, nel nostro sito, anche sul blog del cartoonist Luca
Boschi (http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com)
nel 2008 è stato presentato l'Integrale di Michel Vaillant con un articolo di Andrea
Sani.
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L'INTEGRALE
DI MICHEL VAILLANT
di
Andrea Sani
Per
festeggiare cinquant’anni di storie del più celebre pilota
automobilistico dei fumetti,
esce
in Francia l’edizione integrale delle avventure di Michel
Vaillant
E'
nel 1957 che il francese Jean Graton
pubblica la prima storia del pilota automobilistico Michel
Vaillant sulle pagine del giornale Tintin delle Editions Du
Lombard. Un mezzo secolo dopo, con
all’attivo più di 70 volumi e un gran numero di storie inedite
in albi, Michel Vaillant si impone come uno dei più grandi
classici del fumetto europeo. La casa
editrice Le Lombard, in accordo con Graton Editeur, per celebrare
l’evento (anche se con un anno di ritardo), ha deciso di
pubblicare Michel Vaillant – L’intégrale:
un’integrale cronologica in lingua francese, veramente
esaustiva, in cui ci sarà davvero tutto (compresi i racconti
brevi, le numerose copertine realizzate per Tintin, le
illustrazioni, ecc.), e corredata da dossier sulla storia delle
competizioni automobilistiche, dagli anni Cinquanta ai giorni
nostri, realizzati da celebri giornalisti sportivi.
La prefazione del primo volume, di 240 pagine (uscito il 20 giugno
insieme al secondo albo, al prezzo di 24 euro e 50 ciascuno) è di
Alain Prost, quattro volte campione del mondo di Formula 1. Prost
rivela che, quand’era ragazzo, è stato spinto verso lo sport
automobilistico proprio dalla lettura degli appassionanti episodi
di Michel Vaillant. Fra le impedibili
“chicche” del primo volume dell’“integrale” (che
contiene le prime quattro storie brevi di Michel e le prime tre
storie lunghe), va segnalata una pagina “scomparsa” (numerata
31bis) di La grande sfida (Le grand défi), il
primo episodio di 64 pagine, uscito su Tintin nel 1958 e
pubblicato in volume nel 1959. In
questa pagina, mai stampata in albo in Francia e in Belgio (e
ovviamente nemmeno in Italia), Michel visita l’Esposizione
Universale di Bruxelles del 1958. Sempre a proposito di La
grande sfida, in una nota Graton rivela un particolare che
forse è sfuggito a molti lettori (n.d.w.:
non certamente a noi che, da tempo, lo
abbiamo inserito nel nostro sito
assieme ad altre "chicche" analoghe...):
in una vignetta di questa mitica storia l’autore si è ritratto
insieme alla moglie Francine mentre guarda passare, ammirato, il
pilota Steve Warson, grande amico-rivale di Michel Vaillant.
Un’altra tavola inedita in albo, contenuta nel primo numero
dell’“integrale”, annuncia la pubblicazione del secondo
episodio lungo della serie, Il pilota senza volto (Le
pilote sans visage, uscito in libreria nel 1960) e
mostra il matrimonio fra Jean-Pierre Vaillant (il fratello di
Michel) e Agnéès de Chanzy (n.d.w..:
anche questa pagina l'abbiamo
già inserita nel nostro sito).
Nell’interessante dossier de presse allegato ai due
volumi dell’“integrale”, Hervé Poulain, specialista
parigino di arte moderna e di automobilismo, fa notare la forza
dinamica dei disegni di Jean Graton. “Il movimento – afferma
Poulain – ha sempre creato dei problemi agli artisti realisti.
Per i cavalli, un indicatore del movimento era costituito dalla
posizione delle zampe. Per le locomotive a vapore, era il senso
del fumo. Ma con un’automobile, come trovare un riferimento
visivo in grado di rappresentare la velocità? Graton
c’è riuscito, senza alcuna deformazione, grazie al suono dei
motori che lacerano le sue immagini. Con le sue onomatopee, Graton
riesce a muovere un’autovettura. E’ straordinario: ha
inventato il sonoro in un’arte muta!”. Effettivamente, gli
effetti onomatopeici creati da Graton sono efficacissimi: la
scritta a caratteri cubitali “VROOOAAOOOAO” indica i passaggi
delle auto a tutta velocità; invece “VROOW” indica le
accelerazioni, mentre “Iiiiiiiii” suggerisce lo stridore delle
ruote nelle curve. La forza delle
prime storie di Michel Vaillant realizzate da Jean Graton sta
anche nel fatto che l’autore propone le avventure di un
corridore automobilistico come se fossero le imprese di un
cavaliere medioevale, dando loro un evidente respiro “epico”.
Non a caso, Michel Vaillant era presentato sugli albi cartonati
belgi delle Editions Du Lombard, in quarta di copertina, come un
eroe “forte, coraggioso e leale”, cosicché, alla stregua di
Sir Galvano o di Sir Lancillotto, il personaggio si può anche
definire “un cavaliere senza macchia e senza paura”.
Va anche ricordato che, con un anticipo di molti anni, nella saga
di Michel Vaillant, Graton trova il tono e lo stile narrativo che
faranno poi la fortuna delle serie televisive tipo Dallas.
Infatti, nei primi albi di 62 pagine, viene ampiamente
rappresentato anche il contesto familiare di Michel Vaillant, in
modo che il lettore si possa affezionare al personaggio e al suo entourage.
In Italia, dopo essere apparsi nella celebre collana dei Classici
Audacia edita da Mondadori (dal numero 1 del 1° dicembre
1963, La grande sfida), gli albi di Michel Vaillant sono
stati pubblicati negli Albi Ardimento del Corriere
dei Piccoli (dal numero 2 dell’agosto 1969, Il circuito
infernale), poi dalla Comic Art e infine da Alessandro
Editore. Nel 2005, è stato dedicato
a Michel Vaillant – Il campione del mondo, il n°27
della Serie Oro dei Classici del fumetto di Repubblica.
Il celebre pilota è anche il protagonista del film (che non gli
rende giustizia) Adrenalina blu – La leggenda di Michel
Vaillant (Michel Vaillant, 2003), di Louis-Pascal
Couvelaire, prodotto da Luc Besson |
...
E SULLA RIVISTA FUMO DI CHINA
L'amico
Andrea Sani ha presentato la serie Integrale di Michel Vaillant
anche sulla rivista Fumo di China. Su questa rivista,
se ricordate, era stata pubblicata anche una "mitica" intervista
a Jean Graton
nel 1987 (vedi
apposita pagina).
Ecco l'articolo di Andrea, pubblicato nel numero 165 dell'ottobre 2008.
|

ESCE
IN FRANCIA L' INTEGRALE DELLE STORIE DI MICHEL VAILLANT
di
Andrea Sani
E’
nel 1957 che il francese Jean Graton (nato nel 1923)
pubblica, sul settimanale belga Le journal de Tintin, i
primi episodi a fumetti del pilota automobilistico Michel
Vaillant, sotto forma di storie complete di cinque pagine
ciascuna. Invece, la prima avventura lunga di Michel (62
tavole) compare sul n° 1 di Tintin del 1° gennaio
1958, e, in albo, nel 1959, con il titolo La grande sfida (Le
gran défi). Dopo questa storia d’esordio, Graton
(oggi anche editore di sé stesso) produce oltre settanta volumi
del suo personaggio, che si impone come uno dei più grandi eroi
classici del fumetto europeo. Le
storie di Michel Vaillant sono diffuse in Italia per la
prima volta dal 1963 nella collana dei Classici Audacia,
edita da Arnoldo Mondadori, e poi, dopo una pre-pubblicazione a
puntate sul Corriere dei Piccoli, negli Albi Ardimento
(dal 1969), nella collana Grandi Eroi della Comic Art,
negli albi di Alessandro Editore, e nel n°27 della Serie Oro
dei Classici del fumetto di Repubblica (2005), intitolato Michel
Vaillant. Il campione del mondo. Le imprese del pilota
francese sono tornate alla ribalta anche in seguito all’uscita
del film, dall’orribile titolo italiano, Adrenalina blu –
La leggenda di Michel Vaillant (Michel Vaillant, 2003),
di Louis-Pascal Couvelaire, prodotto da Luc Besson.
Se nuovi episodi di Michel Vaillant – scritti dal figlio
dell’autore, Philippe, e disegnati dallo Studio Graton
– continuano a essere pubblicati ogni anno oltralpe, anche in
Francia non tutti i vecchi albi risultano invece facilmente
reperibili. Per questo, la casa editrice franco-belga Le Lombard
(che è stata la prima, cinquant’anni fa, a pubblicare le storie
di Michel) ha avuto l’ottima idea di proporre la collana
“Michel Vaillant – L’intégrale”. Un’integrale
cronologica davvero esaustiva, destinata a comprendere tutti gli
albi della serie regolare, ma anche le storie brevi e numerosi
lavori inediti, e inoltre corredata da dossier che tracciano la
storia dello sport automobilistico dal 1950 ai giorni d’oggi. I
primi due volumi sono in vendita, a 24 euro e 50 ciascuno, dal
mese di giugno 2008. Il primo albo, di 240 pagine, contiene –
dopo una prefazione Alain Prost – le tre storie La grande
sfida (Le Grand Défi, 1959), Il pilota senza volto (Le pilote sans visage,
1960) e Il circuito del terrore (Le circuit de la
peur, 1961), mentre il secondo comprende le memorabili
avventure successive Operazione Jaguar (Route de nuit,
1962, una delle storie più belle di Graton), Un tredici in
gara (Le 13 est au départ, 1963) e I nemici
di Warson (La trahison de Steve Warson, 1964). Altri
albi usciranno in ottobre e a dicembre. Soprattutto le prime
avventure della serie costituiscono dei veri e propri capolavori
del fumetto franco-belga. Con la saga di Michel Vaillant,
che coinvolge tutti i familiari di Michel, Graton
orchestra una specie di soap opera “ante litteram”. La
famiglia Vaillant è composta dalla fidanzata (e poi
moglie) dell’eroe Françoise Latour, dai genitori Henri
ed Elizabeth e dal fratello ingegnere Jean Pierre,
sposato con Agnès de Chanzy. Michel ha anche un
grande amico, il pilota americano Steve Warson (uno dei
personaggi più simpatici e ben caratterizzati).
Le automobili da corsa svolgono un ruolo centrale nella saga di Michel
Vaillant, e la loro linea si evolve nel corso degli anni.
Efficacissimi sono gli effetti cinetici delle auto lanciate a
grande velocità, e quelli onomatopeici (come le scritte a
caratteri cubitali “VROOM”, “VROAR”, “VROOAW”, ecc.,
che riproducono il rombo dei motori), nonché la rappresentazione
di spettacolari incidenti automobilistici, disegnati da Graton
con una impareggiabile maestria grafica.
I primi albi di Michel Vaillant, anche se affrontano dei
temi sportivi legati al mondo dell’automobilismo, possono
piacere anche a chi non ama questo genere di sport. Infatti, il
divertimento che ancora si prova nella lettura degli albi in
questione non dipende dallo specifico contenuto a sfondo
automobilistico delle storie, ma dalla forma, e cioè
dal modo in cui tali avventure sono costruite. Coinvolgente non è
tanto ciò che le storie del “pilota del brivido” raccontano
(e cioè le gare di Indianapolis o di Le Mans), ma
l’organizzazione dell’intreccio, l’abilissima maniera in cui
i fatti narrati sono connessi fra loro da Jean Graton in una trama
ben strutturata e ricca di suspense. Nelle avventure degli
anni Sessanta, Graton costruisce degli intrecci davvero
appassionanti, e saccheggia consapevolmente il vecchio, ma sempre
efficace armamentario dei feuilletons, ricorrendo
all’intervento di minacciosi fantasmi (vedi Il castello della
vendetta, cioè Les chevaliers de Königsfeld, magnifica
storia del 1967), o a personaggi dall’identità misteriosa e dai
tratti orientali come il Leader (uno dei “cattivi” più
intriganti della bande dessinée, introdotto in Il
muro del suono, cioè Mach 1 pour Steve Warson, del
1968). In questi strepitosi episodi, Jean Graton propone le
avventure del suo pilota automobilistico come se fossero le
imprese di un cavaliere medioevale, dando loro un evidente respiro
“epico”. Purtroppo, il passaggio
degli albi di Michel Vaillant da 62 a 44 pagine (avvenuto nel 1968
per ragioni editoriali, e imposto dalla casa editrice a tutte le
storie pubblicate su Le journal de Tintin), produce
un effetto negativo sulle avventure ideate da Jean Graton,
che invece ha bisogno di uno spazio più ampio per orchestrare i
suoi elaborati intrecci da feuilleton, e per arricchire le
storie sportive del suo eroe con le vicende quotidiane della sua
famiglia, elemento indispensabile della saga. Infatti, dopo
qualche episodio sempre di notevole livello, a partire dal 19°
albo, Il rally della paura (Cinq filles dans la course,
1971), la nuova serie degli albi di 44 pagine comincia a perdere
quota, e le storie si concentrano sulla rappresentazione di gare
automobilistiche, molto ben disegnate ma poco interessanti per un
lettore non sportivo, anche perché meno “dense” e complesse
sul piano della sceneggiatura. I primi 18 albi restano, però,
ancora oggi gradevolissimi, e meriterebbero una riedizione anche
in lingua italiana.
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AUTOSPRINT
E "300 ALL'ORA A PARIS"
Nel
n° 5 del febbraio 2009
Autosprint, in un articolo che parla del progetto di effettuare un G.P di
F. 1 a Roma, illustra tutti gli altri progetti simili mai realizzati in
passato. Tra questi, cita anche il G.P. di Parigi che, pur non avendo mai
visto la luce, è comunque stato immortalato da Jean Graton nell'album
"300 à l'heure dans Paris" ("300 all'ora a Paris").
Mario Donnini, nell'articolo, ricorda anche che parte dell'episodio era
stato pubblicato proprio da Autosprint nel 1984.
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Ed
ecco il passaggio dell'articolo di Mario Donnini dove si parla di
Jean Graton : «Nel 1984 si sogna la F.1 nel cuore di Parigi e
l'unica cosa concreta a nascere è una dettagliatissima avventura
a fumetti di Michel Vaillant disegnata da un fiammeggiante Jean
Graton e in parte pubblicata da Autosprint.». La didascalia sopra
l' immagine di una pagina dell'album "300 all'ora a
Paris": «A metà degli anni '80 l'idea di portare la
F.1 sulle strade di Parigi fu concretizzata solo da Jean Graton,
con una storia ad hoc di Michel Vaillant pubblicata anche sulle
pagine di Autosprint». |

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MICHEL
(E GILLES) SUL MENSILE AUTO D'EPOCA
Michel
ritorna sul mensile Auto d'Epoca grazie ad un articolo Walter Gualdrini
pubblicato nel numero di maggio 2009.
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GILLES
VILLENEUVE (FORSE) CAMPIONE DEL MONDO !!
di
Walter Gualdrini
Le
incredibili storie di Michel Vaillant con i suoi affascinanti
fumetti che hanno conquistato a cavallo degli anni
sessanta
e settanta molti di noi. Una storia ancor oggi piena di stile e
passione |
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Proprio così, avete letto bene e... non è uno scherzo: molti di voi, credo, conoscerete Michel Vaillant, il pilota portato al successo dalla fantasia e dalle matite e chine di Jean Graton nel 1957,
sulle prime tavole a colori apparse sul settimanale "Tintin", raccolte poi in più di 70 albi cartonati e che ancora ai giorni nostri macina chilometri, al volante delle Formula Uno e Gran Turismo
prodotte dalla "Usine Vaillante" sui circuiti dì tutto il mondo, testa a testa coi più celebrati, spericolati e dotati corridori automobilistici... Caratteristica costante del fumetto franco-belga è sempre stata quella di divertire insegnando, cercando, nell’ambito dello svolgersi di
una storia inventata intorno al protagonista, di introdurre elementi reali, sia storici che tecnici, piuttosto che geografici
o di attualità, o ancora, attinenti alla letteratura, alle invenzioni, alla navigazione, alle scoperte ecc. ecc. Alla pari
dei suoi colleghi, Jean Graton, da sempre appassionato del mondo dei motori, ebbe l'idea di un personaggio calato nel professionismo
sportivo al quale capitassero poi avventure di ogni sorta nell’intervallo fra una gara e l’atra, nelle quali aveva
comunque il suo bel da fare con avversari a volte scorretti, spionaggio industriale, ricerca tecnica sempre più
approfondita e via discorrendo. Ricordandone uno solo nello stesso settore dell'automobilismo (col personaggio di nome Alain Chevailler, creato da
Christian Denayer), mi sembra giusto citare almeno Raymond Reding, che creò, con grande seguito, tutta una
serie di altri eroi sportivi che si cimentavano nel tennis (Les aventures de Jari et Jimmy Torrent; Chris Larzac), nel calcio (Pierre Laurent;
Vìncent Larcher), nell'atletica, nuoto, e tanti altri sport (Sezione R). La grande innovazione portata alla decima arte dal disegnatore-sceneggiatore francese
fu quella di inserire nelle storie il senso della famiglia, sempre molto importante e radicato presso i cugini di Oltralpe, con precisi riferimenti alla realtà di alcune
"dinastie" consolidate come Maserati e Bugatti (pur essendo, questi, esempi -quasi- tutti italiani).
L'opera stessa di Graton, proprio in base a questo principio, prosegue imperterrita sull'onda del successo,
per merito del figlio Philippe. Sulle piste più impegnative e famose del mondo, riportate sul foglio da disegno con
una meticolosità certosina, frutto di reperimenti fotografici e documentazioni ad elevatissimo livello,
spesso riprese sullo stesso teatro dell'azione, per effetto di quel continuo richiamo alla realtà voluto
dall'autore, Michel Vaillant ha visti sfilare, Insieme con quelli immaginari (Steve Warson, ad esempio) "colleghi" dal nomi di
Lucien Bianchi, Carlos Reuteman, Didier Pironi, Jody Scheckter, Jean-Pierre Jabouille, Patrick Tambay,
Mario Andretti, Jean-Pierre Beltoise, Jean Lafitte e tanti
altri. Riporto come prova alcuni nomi che appaiono sulla lista dei partenti
del G.P. di Monaco, descritta nell'albo n° 2 dal titolo "Le pilote sans visage": Jean Behra, Harry Flockhart e Harry Schell su B R.M., Paul Emery
su Connaught, Francesco Godia, Gerino Gerini, Joakim Bonnier, Giorgio Scarlatti e Andre Testut con le Maserati,
Wolfgang Von Trips su una Ferrari, Giulio Cabianca e Luigi Piotti con le O.S.C.A., Cliff Allison con una Lotus e Jack Brabham su Lotus ! Chi "sa" di automobilismo
non può non aver compreso ! Mi
piace a questo punto ricordare un aneddoto ( anzi due, con la dichiarazione di Alain Prost che decise di diventare pilota da corsa leggendo le avventure
di Michel Vaillant ), Jean Graton disse un giorno a Jacky Ickx che aveva l'intenzione di farlo apparire nella prossima storia ma che avrebbe
avuto delle noie meccaniche e sarebbe arrivato solamente secondo. |


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Il pilota belga, che nella finzione fumettistica sarebbe poi diventato coéquipier di Michel e Steve alla guida di
una Vaillante, rispose, estasiato: "Non fa niente! Arrivare secondo dietro Michel Vaillant equivale
ad una vittoria!". Altro {perdonatemi, questo è davvero l'ultimo...) esempio aneddotico è quello
dello stesso Ing. Enzo Ferrari, che leggeva le avventure di Michel Vaillant e che
non mancò di inviargli gli auguri di compleanno (ricorreva il ventennale della prima avventura] su un suo biglietto da visita, nel
1977. La saga della Famiglia Vaillant, ben assortita, col Papa
"Patron" una Maman che non capisce granché di motori ma con un cuore d'oro, un fratello, Jean-Pierre,
ingegnere meccanico, una cognata apprensiva ma sempre presente con la sua efficienza, una moglie giornalista (e non mancano figli e nipoti...), con amici (come Jimmy Torrent e Jari
di cui dicevo più sopra, il primo esempio di cross-over che io ricordi) subisce una svolta quando l'amico del cuore, Steve Warson, si ritrova immischiato in avvenimenti
che lo portano all'allontanamento da quello che era stato fino ad allora il suo ambiente naturale. Riapparirà però alcuni anni dopo con un gran colpo di
scena e si ritroverà a rivaleggiare proprio col suo vecchio amico,,,, alla guida di una rossa Ferrari !! Il fatto è che la rentrée di Steve avviene proprio nel corso
di quella che, per Michel, si stava annunciando come la stagione sportiva che lo avrebbe portato a diventare Campione del Mondo di Formula Uno (per la terza volta in carriera). A proteggere
quella che, programmaticamente, è la scalata al titolo, Michel Vaillant che deve guardarsi dagli attacchi di Jody Scheckter e Gilles Villeneuve sulle loro 312 T5, sulla seconda c'è addirittura Didier Pironi, quand'ecco che
la Scuderia Ferrari ingaggia proprio Steve Warson e gli affida addirittura il nuovo modello, la 126 C, prima monoposto turbo-compressa della casa del Cavallino. Già al debutto sulla rossa, il biondo americano
ai capelli a spazzola toglie punti al nostro eroe che, alla fine della penultima gara trova a due lunghezze davanti al Canadese. Con una suspense degna del più classico Hitchcock, inimmaginabile per quei tempi (siamo nel 1980,
non dimentichiamolo...) tutto nel corso dell'ultimo Grand Prix, proprio in Canada !
Anche Villeneuve, questa volta, dispone della 126 C e, sul circuito dell'isola di Notre Dame", parte in pole position, seguito
come un ombra dal Francese. Gilles però, col suo ritmo forsennato, ha chiesto troppo ai suoi pneumatici e deve rientrare ai box
a dieci giri dalla fine lasciando Michel in testa alla sua corsa un
titolo che sembra non potergli ormai più sfuggire... Ma i colpi di scena sono ben lontani dall'essere terminati: Warson gioca ancora il ruolo del terzo
incomodo e prende la testa con un sorpasso che, ai giorni nostri, gli costerebbe un "Drive Through". Ma Vaillant non ci
sta e ripassa l'Americano con audacia e determinazione. Siamo a tre soli giri dalla fine ed i giochi sembrano ormai fatti.... se non fosse per
l'inizio di una perdita d'olio. Bisogna rallentare e allora Steve torna in testa, mentre negli specchietti
si vede arrivare Gilles che ha recuperato dopo il cambio gomme.
Nell'ultimo giro, il pilota del Québec sorpassa il Francese, raggiunge Warson, che da bravo compagno di squadra, si fa da
parte >per lasciare la prima posizione a Villeneuve che ottiene il Grande Slam davanti al pubblico di Casa: vittoria del Gran Premio e Titolo Mondiale! Una considerazione questa sceneggiatura, che
risale a quasi 20 anni fa, non vi ricorda molto da vicino quello che è realmente accaduto lo scorso anno con protagonisti Lewis Hamilton e Felipe Massa? Chi vi scrive, da buon Maseratista, ha sempre
rivaleggiato con la Ferrari per via di un sano e consapevole antagonismo sportivo, di quelli come fra Milan e Inter, Coppi e Bartali, Juventus e Torino e così via, ma Gilles Villeneuve metteva d'accordo
tutti: mi sono ritrovato a chiudere un occhio sul fatto che corresse su una Ferrari (la concorrenza) perché era proprio lui, il pilota, che mi piaceva, al pari di Nuvolari che era grande in assoluto, che corresse su Alfa, Ferrari,
Maserati o Chiribiri ... e magari volevo convincermi che se a quei tempi ci fosse stata ancora una Maserati in Formula Uno, Gilles avrebbe scelto proprio la marca dei Tridente. Eravamo tanti,
quindi, a pensare che Villeneuve sarebbe diventato il Numero Uno e Jean Graton con noi. Il destino, purtroppo, ha invece deciso diversamente quel tragico 8 >maggio 1982 .... Gli amanti delle Bandes Dessinées
hanno beneficiato, se non altro, del grande privilegio di veder realizzato un sogno con la consacrazione di un eroe che, pur col poco tempo che ha avuto a sua disposizione nella vita reale, rimarrà per sempre nei loro cuori
e, per tutto ciò, non possono far altro che dire: "Grazie Jean !".
Walter
Gualdrini |
IL
SESTO VOLUME DELL' INTEGRALE DI MICHEL VAILLANT SUL WEB ITALIANO
Un
altro articolo dedicato alla serie Integrale di Michel Vaillant firmato da
Andrea Sani e pubblicato sul web nel blog http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com
il 29 maggio 2009
AUTOSPRINT
E LA DINASTIA DEI BIANCHI
Nel
n° 42 di Autosprint, del 20 ottobre 2009,
Mario Donnini, nella sua rubrica "Cuore da corsa", non manca di
citare Michel Vaillant in un articolo dedicato a Julien Bianchi, il
"nipote d'arte" del nonno Mauro e del compianto zio Lucien.
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Nell'articolo,
che racconta le gesta della dinastia dei Bianchi e del promettente
Julien, Mario Donnini ricorda che Lucien e Mauro sono stati
"guest star" nei fumetti di Michel Vaillant oltre che
interpreti di se stessi, assieme a Henri Grandsire, nei telefilm
dedicati al nostro eroe. L'articolo si conclude con un'altra bella
citazione:
«
La realtà si può interpretare in due modi. Il più razionale dei
quali dice che la Francia ha finalmente ritrovato un pilota dal
DNA nobile, il quale sta virando dritto verso la F.1 e poi
chissà. Ma la faccenda si legge anche in modo maledettamente
romantico. Bucando tre generazioni, altrettante bandiere e due
epoche, passando tra trionfi e drammi, nulla sembra cambiato.
Tutto torna. Quasi a imitare l'epopea a fumetti dell'eterno amico
Michel Vaillant, i fratelli Bianchi corrono ancora». |
IL
RITORNO DI MICHEL VAILLANT
Nel
2010
la notizia del ritorno delle pubblicazioni degli album di Michel Vaillant
ad opera di NONA ARTE di Andrea Rivi viene largamente diffusa sul web dai
principali siti fumettistici (ed anche automobilistici). Ecco qualche
esempio.
|
IL
RITORNO DI MICHEL VAILLANT CON NONA ARTE DI ANDREA RIVI
Michel
Vaillant torna in Italia! La notizia è lanciata, naturalmente,
dal sito dedicato a questo storico personaggio del fumetto
francese, www.michel-vaillant-fan.it
(dove trovate le copertine in anteprima), e l’editore è un fan
della Bande Dessinée, Andrea
Rivi, già
fondatore delle edizioni BD, che ora torna a stampare con
l’etichetta Nona
Arte, che
si concentrerà essenzialmente su mercati esteri, concedendosi
piacevoli eccezioni come il citato Michel Vaillant. Si va in
libreria per il prossimo novembre coi primi tre titoli della
serie, con un apprezzato effetto nostalgia, quindi si prevede
usciranno anche i titoli recenti.
3
settembre 2010
LUCKY
LUKE E MICHEL VAILLANT IN ITALIA
Come
annunciato anche su afNews, la casa editrice Nona
Arte (www.nona-arte.com)
di Rivi ha iniziato a pubblicare anche in Italia alcuni titoli
classici del fumetto francofono. Uno è Lucky
Luke, di cui
offre l’ultimo episodio, prestigiosamente firmato Daniel Pennac,
Tonino Benacquista e Achdé, Lucky
Luke contro Pinkerton
(uscito in pre pubblicazione su Il Giornalino), l’altro è Michel
Vaillant,
serie famosa dedicata al mondo delle corse automobilistiche, che
viene offerta completamente ritradotta e in edizione de luxe,
partendo dai primi tre numeri della serie: gli appassionati di
automobili e Formula 1 apprezzeranno anche i risvolti di copertina,
con la bella serie di veicoli della Vaillant, dalla fondazione della
casa automobilistica in avanti. Potete trovare tutti gli albi
facendo click
qui. Vale
decisamente la pena andare a sfogliarli in libreria:
sull’avventura di Lucky Luke abbiamo già espresso su queste
pagine il nostro apprezzamento (click
qui).
Ora dobbiamo fare altrettanto per gli albi storici di Michel
Vaillant: lunghi episodi in 62 tavole belle zeppe di immagini, come
usava una volta, in cui l’avventura si mescola alla sensazione di
velocità data dalle corse sui circuiti più famosi (potrete godervi
un Gran Premio di Monza, per dire), rappresentati fedelmente, con
tanto di piantine. Davvero una goduria per chi ama le macchine e il
mondo che vi gira attorno, arricchito dalle trame delle storie. Chi
seguirà la serie, vedrà il tratto grafico evolversi albo dopo
albo, insieme ai veicoli, alle piste e a tutto il resto: Michel
Vaillant è stato creato da Jean Graton nel lontano 1957. Se vi
prenderà la passione per questa serie, il ricco sito dedicato ai
fan italiani è questo: www.michel-vaillant-fan.it.
16
novembre 2010

RIPUBBLICATI
I PRIMI TRE ALBI DI MICHEL VAILLANT,
IL
CELEBRE CAMPIONE AUTOMOBILISTICO DEL MONDO DEI FUMETTI
Gli
appassionati di automobilismo sportivo difficilmente avranno
dimenticato un noto campione mondiale del mondo dei fumetti: ci
riferiamo, ovviamente, a Michel Vaillant, opera del maestro Jean
Graton e del figlio Philippe Graton. Gli amici di www.michel-vaillant-fan.it,
“le pagine dei fan italiani” di Michel Vaillant, ci segnalano
ora un’interessante iniziativa editoriale: la ripubblicazione dei
primi tre album storici italiani dedicati al celebre pilota.
L’iniziativa è ad opera di Andrea Rivi, già proprietario delle
Edizioni BD ed ex publishing manager della Panini Comics, attraverso
le nuove edizioni “Nona arte”, e con un accordo con la casa
editrice belga Dupuis, che a sua volta ha acquisito i diritti di
pubblicazione degli album dalla Graton Editeur.
I
primi tre volumi raccolgono le storie “La grande sfida” (”Le
grand défi”), “Il pilota senza volto” (”Le pilote sans
visage”) e “Il circuito della paura” (”Le circuit de la peur”),
pubblicate originariamente in Italia da Mondadori nei primi anni
‘60; la prima delle tre storie fu ripubblicata anche
dall’editore Crespi, con alcuni tagli, nel decennio successivo. La
nuova edizione è stata completamente ritradotta dal francese,
rendendo maggiore giustizia al testo originale. I volumi, in
edizione di lusso a 64 pagine a colori (22×29,5 cm), sono in
vendita nelle migliori fumetterie e librerie italiane,
15
novembre 2010 |
GLI
AUTOCARRI VAILLANTE AGLI ONORI DEL WEB E DELLA STAMPA SPECIALIZZATA
Il
sito Omnifurgone.it ha pubblicato nel novembre 2010
un articolo su Michel Vaillant ispirandosi al nostro "speciale"
che presentava tutti gli autocarri e furgoni Vaillante apparsi nella saga.

FURGONI
A FUMETTI
di
Gabriele Bolognini
I
mitici furgoni della scuderia Vaillante
Chi
è stato adolescente a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 ricorderà
certamente le meravigliose avventure a fumetti di Michel Vaillant,
il pilota francese creato dall’incredibile matita di Jean Graton.Il
disegnatore francese, nato a Nantes nell’agosto del 1923, si
trasferì in Belgio nel 1947 per cercare lavoro. Lì, dieci anni
dopo, nacque Michel Vaillant.Graton, da grande appassionato di
automobilismo sportivo, comincia a disegnare e scrivere una serie
di storie, una più bella di un’altra, sul mondo dei Grand Prix
di F. 1, delle corse di durata come 24 h di Le Mans, Daytona,
Targa Florio, del Campionato Mondiale Marche, sul mondo dei rally
e persino sui raid tipo Parigi Dakar, sempre con il suo Michel
come protagonista.Naturalmente, anche nella fantasia di Graton,
come nella realtà, le auto da competizione vengono portate sui
campi di gara da speciali bisarche ed accompagnate da furgoni
officina.Così abbiamo pensato di rendere un omaggio al grande
disegnatore francese e al suo eroe, Michel, con una carellata di
furgoni della Scuderia Vaillante e quando scriviamo Vaillante,
scriviamo bene perché il nome della scuderia si scrive con la e
finale.Queste preziose immagini sono state amorevolmente raccolte
nel sito degli appassionati www.michel-vaillant-fan.it
e messe gentilmente a nostra disposizione.
Gli anni passano ma solo per i veicoli
Come si può notare, negli anni, il design dei furgoni è cambiato
seguendo i dettami stilistici delle varie epoche perché,
nonostante l’inossidabile Michel rimanga bloccato in un’età
indefinita (circa 30 anni) da oltre 60 anni - beato lui - per
tutto il resto del mondo il tempo trascorre inesorabile e con esso
meccanica e stile dei veicoli.In Italia gli episodi del celebre
pilota arrivarono nel 1963 pubblicati dalla nota collana, edita da
Mondadori, i Classici Audacia. Per qualche tempo le avventure di
Michel Vaillant vennero pubblicate anche sul Corriere dei Piccoli,
settimanale per i più giovani di quegli anni. Purtroppo non tutte
le avventure di Michel Vaillant, disegnate dal grande Jean Graton,
vennero pubblicate in Italia e diversi albi (dei settanta
prodotti) risultano ancora oggi inediti.Oggi, grazie all'accordo
tra Jean Graton e l'editore Dupuis, è possibile acquistare le
ristampe in francese (a margine la copertina dell’episodio n. 1 “Le
grand defì” – “La grande sfida”) delle
avventure di Michel Vaillant e numerosi gadget sul suo sito www.michelvaillant.com.
Il fortunato fumetto ha ispirato anche una serie televisiva, una
serie di cartoni animati e un film cinematografico. Infine una
buona notizia per tutti i fan italiani: proprio nel mese di
novembre la casa editrice NONA ARTE ha ripubblicato i primi mitici
tre album in italiano e sembra abbia intenzione di pubblicare,
tradotti, anche i famosi inediti di cui sopra
!
22 novembre 2010 |
UN
ALTRO ARTICOLO SUL RITORNO DI MICHEL VAILLANT IN ITALIA
Un
altro articolo dedicato al ritorno delle storie di Michel Vaillant in
Italia è stato pubblicato sul web, nel blog di Luca Boschi, il 27
febbraio 2011. Questo il
link al sito: http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com
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MICHEL
VAILLANT INEDITO E NON, IN ITALY
Ecco
il secondo, promesso intervento sulle edizioni Nona
Arte.
Il discorso era iniziato con Lucky
Luke e prosegue adesso con Michel Vaillant, il
famoso pilota creato da Jean
Graton, pubblicato in Italia per un lungo periodo,
in albi brossurati, da Alessandro
Distribuzioni (poi Alessandro
Editore).
La
grande sfida (copertina a destra) è il primo dei tre volumi
cartonati pubblicati dallo nuova etichetta di Andrea
Rivi.
La sinossi ufficiale: un quotidiano americano, il New
Indian, contesta il valore dei piloti europei e decide di
organizzare una sfida tra i driver della vecchia Europa e
quelli americani. La
gara si articolerà in cinque prove: il Gran
Premio d’Argentina, Indianapolis, la 24 Ore di Le
Mans, Francorchamps
e Nurburgring.
Michel Vaillant viene scelto per difendere i colori francesi,
mentre gli americani nominano Steve
Warson…
Inizia
così la grande avventura di Michel Vaillant come eroe delle
quattro ruote: un personaggio che in Italia ha fatto molta
sensazione negli anni Sessanta, quando il popolare settimanale L'Intrepido
pubblicava settimanalmente un inserto sulle "automobili
veloci" dal titolo 200
all'ora, i giornali amavano pubblicare modelli
di auto inverosimili e la Mondadori, da par suo, tramite la sezione curata dal
bravissimo Enrico
Bagnoli,
tentava di dare alla luce un nuovo eroe delle auto da corsa, lo
sfortunato Nic Cometa.
Nel
secondo cartonato della Nona Arte, dal titolo Il pilota senza
volto, Michel Vaillant, giunto alla sua seconda avventura, si
prepara al Gran Premio di
Formula 1 di Monaco, mentre nel frattempo un
pilota misterioso testa un nuova auto sul circuito di Francorchamps.
Nessuno ha mai visto il suo viso, ma quel che è certo è che la
sua auto è la più veloce del circuito.
Nel
terzo volume, Il
circuito della paura, Henri
Vaillant decide di inserirsi nella battaglia
ingaggiata dalle scuderie americane con quelle dell’est europeo.
Per
cercare di vincere, organizza un team con i migliori piloti
dell’Europa occidentale. Il confronto si svolge su tre gare: in
pista alla 12 Ore
di Sebring, su strada al Rally
“Grand Tourisme” in Spagna, in Formula
1 a Varsavia.
Durante la prima prova, però, un pilota europeo viene avvelenato
e solo per miracolo non ci rimette la vita. La paura comincia a
serpeggiare nei box della squadra del vecchio continente. Chi,
loquacemente francofono, desiderasse possedere i volumi in
edizione originale può far riferimento a quanto affermava in
questa vecchia recensione Andrea
Sani: La
casa editrice Le
Lombard,
in accordo con Graton
éditeur
(...) ha deciso di pubblicare
Michel Vaillant – L’intégrale: un’integrale cronologica
in lingua francese, veramente esaustiva, in cui ci sarà davvero
tutto (compresi i racconti brevi, le numerose copertine realizzate
per Tintin, le illustrazioni, ecc.), e corredata da
dossier sulla storia delle competizioni automobilistiche, dagli
anni Cinquanta ai giorni nostri, realizzati da celebri giornalisti
sportivi.
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MICHEL
RITORNA SULLA «ROSA».
Il
31 marzo 2011 il nostro campione "virtuale" ritorna ad essere
citato dal quotidiano sportivo più prestigioso: La Gazzetta dello
Sport. In un articolo firmato da Fabio Licari lo spunto è dato da una
"quasi profezia" del maestro Graton: la partecipazione di piloti
russi in F.1. Il primo podio di Vitaly Petrov nel G.P. d'Australia 2011 è
l'occasione per riparlare di Michel Vaillant e del ritorno delle
pubblicazioni in Italia ad opera di Nona Arte.

ORA
C'E' PETROV MA I RUSSI NEI GRAN PREMI LI AVEVA GIA' AFFRONTATI
MICHEL VAILLANT
I
«cattivi» sovietici nelle strisce del 1957 di Graton tra test
segreti e auto copiate.
Il
fumetto sportivo più famoso torna in libreria.
di
FABIO LICARI
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Nel
1957 Fangio vince il suo quinto titolo. La Jaguar-D Type strapazza
Le Mans. Il mondo è in piena guerra fredda. E i rivali più
pericolosi - e misteriosi - di Michel Vaillant, nelle prime corse
almeno, non sono Stirling Moss e Mike Hawthorn ma i «cattivi»
sovietici: copiano auto francesi, ricostruiscono circuiti in
Ucraina per svolgere test segreti, tentano di superare i nostri
eroi. All'epoca, invano. Oggi che Vitaly Petrov ha conquistato il
primo podio russo, il discorso cambia: quelle storie, depurate
delle propaganda, sembrano quasi profetiche. Storie dal fascino
irresistibile anche cinquant' anni dopo. Rieccole nella nuova
elegante collana, edita da Nona Arte, che ristamperà tutta la
serie di Michel Vaillant: 70 volumi, una ventina inediti in
Italia.
Piloti
veri.
Michel Vaillant - pilota della
Vaillante, auto
di famiglia - è il più famoso fumetto sportivo mai realizzato.
Jean Graton è l'autore: francese, classe 1923, ritiratosi a 80
anni (passando il personaggio al figlio Philippe), ha creato un'
immortale soap-opera automobilistica a tinte giallo-rosa.
Sabotatori, spie, donne fatali, corse all' ultima curva e,
soprattutto, auto e circuiti che sembrano veri, senza effetti
fotografici. Da Schumacher a Senna, tutti i grandi hanno
partecipato alle avventure, contenti di perdere perché, come
disse Jacky Ickx, «arrivare secondo dietro Michel Vaillant mi sta
bene!».
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L'amico Steve.
Nato nel ' 57 sulla rivista Tin Tin,
pubblicato negli anni ' 60 e ' 70 in Italia su Corriere dei
Piccoli, Corriere dei Ragazzi e Albi Ardimento, Michel Vaillant
diventa grande assieme ai suoi lettori, pur restando il pilota
giovane, sportivo e playboy che ci sa fare anche con i pugni. Né
il matrimonio né la paternità lo allontanano dalle piste dove
spesso affronta il suo grande amico, lo statunitense Steve Warson:
proprio il rapporto tra i due obbligò Graton a far sposare Michel,
evitando così accuse di omosessualità.
Doppia collana.
Nona Arte
ha scelto un doppio binario di pubblicazione: da un lato quello
cronologico, dall' altro gli inediti. Sono in libreria «La grande
sfida» (1), «Il pilota senza volto» (2) e «Il circuito della
paura» (3), ciascuno 64 pagine e 16,90 euro (in cofanetto a 54,90
euro). E poi i volumi 20 («Rodeo su 2 ruote») e 23 («Serie nera»),
mai pubblicati in Italia. Imperdibili.
(N.d.W.:
si ringrazia RCS Quotidiani e l’autore dell’articolo Fabio
Licari) |
MICHEL
SUL MENSILE «AUTO»
Con
qualche errore di troppo (iniziando dal cognome storpiato nel titolo...),
ecco un articoletto che la rivista «Auto»
ha dedicato al ritorno di Michel Vaillant nel numero di maggio 2011.
MICHEL
SUL MENSILE «GENTE MOTORI» Su
Gente Motori di maggio 2011
è stato pubblicato il breve trafiletto che potete leggere qui sotto.
MICHEL
E STEVE TRA I PILOTI REALI SULLA RIVISTA UFFICIALE DEL "CLUB
INTERNATIONAL DES ANCIENS PILOTES DE F.1" L'amico
Walter Gualdrini ha scritto un articolo per la rivista ufficiale del "Club
International des Anciens Pilotes de Formula 1" tra i cui
fondatori ci sono stati piloti del calibro di Fangio, Farina, Chiron,
Frére (solo per fare qualche nome). Walter nell'articolo ha proposto, di
fatto, l'ingresso, in questa associazione esclusiva di grandi glorie del
volante, dei nostri eroi della fantasia Michel Vaillant e Steve Warson
! (2011)
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DUE
NUOVI MEMBRI D'ECCEZIONE ENTRANO DI DIRITTO NEL GRAND PRIX DRIVERS
CLUB DI FORMULA UNO !
di
Walter Gualdrini
L’amicizia,
di cui sono estremamente orgoglioso, che mi lega ormai, insieme
con mia moglie Luisella, da oramai più di 22 anni, a Maria Teresa
de Filippis e Theo Husceck fa sì che riesca a …“mettere le
mani” oramai ogni anno sullo splendido Magazine edito dal
CIAPGPF1, grazie proprio agli Amici che non mancano mai di
spedirmene o consegnarmene di persona qualche copia. E’ grazie
alla mia passione per il Marchio Maserati di cui mi sono sempre
sentito onorato di figurare fra i Clienti, che sono entrato nel
Club Ufficiale della Casa di Viale Ciro Menotti ed ho potuto
partecipare a manifestazioni in Italia ed in tutta Europa, avendo
la grande opportunità (e fortuna, se mi è permesso aggiungere)
di conoscere e condividere splendidi |
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momenti
insieme con persone del calibro di, oltre ai citati Amici, Gigi
Villoresi, Sergio Mantovani, Michele Alboreto, Odoardo Govoni, il
Barone Toulo de Graffenried, Roy Salvadori, Arturo Merzario, Gino
Munaron, Johnas Nielsen,Johnny Cecotto, Claude Bernheim, Lavaggi,
Biasion, Menegatto e tanti ancora, molti dei quali appaiono in
particolare in una delle foto della rivista di cui sto parlando e
che annualmente figura da “testimonial” del Museodell’Automobile
Bonfanti Vimar di Romano d’Ezzelino, ritratto che azzarderei con
buona percentuale di sicurezza attribuire all’opera fotografica
di un altro carissimo Amico che risponde al nome di Stefano
Chiminelli, altro grande appassionato di motori, Maserati in
particolare, e modellismo,
proprio come chi sta “buttando giù” queste parole, che ha
raggiunto e superato la soglia dei 2500 modelli in ogni scala
ridotta conosciuta di modelli della “Usine” del Tridente.Non
a caso ho usato il termine “buttare
giù” , perché come ben sa chi mi conosce, le idee che mi
frullano per la testa sono le più stravaganti ed a volte balzane
ed imprevedibili. Ecco
che quindi, sfogliando il numero del 2010 della Rivista, appena
inviatomi da Theo e
Maria Teresa (grazie, grazie, grazie ancora), l’idea balzana di
turno si è fatta immediatamente largo tra le mie “scelluline
grisgie” – direbbe il buon Hercule Poirot di Christieoniana
memoria – durante la notte successiva alla lettura … Ho
pensato, guardando ancora una volta la “pub” del Bonfanti,
come sempre: “Che bella foto ! Quante belle personalità dello
sport insieme, tutte in una sola volta !”. E tuttavia, subito
dopo, mi son detto “Ma qui manca qualcuno !”
“Bisogna rimediare !”. Mi sono alzato dal letto (erano
le cinque del mattino) e mi sono immediatamente precipitato al
computer nell’intento di elaborare la famosa foto, col risultato
che vedete (o almeno lo spero, fatti salvi gli imprimatur di Maria
Teresa e di Theo, nonché dei responsabili del Museo Bonfanti e di
..Stefano Chiminelli -se ci ho azzeccato attribuendogliene
la paternità- mentre per quelli del “Maestro” Jean
Graton dovrei essere in regola di mio). L’appena citato
Maestro della BéDé (più volgarmente definito “fumetto” …chez-nous,
non tenendo in considerazione che, a volte, come in questo caso,
si tratta di vera e propria Arte) creò, nell’ormai lontano 1957
l’asso del volante (Formula Uno, Sport, Rally, etc.) Michel
Vaillant, con, dopo alcune storie brevi di prova, quella che fu la
prima avventura, “Le Grand Défi”, rimasta meritatamente nella
storia e proseguita successivamente (ed ancora sta correndo) per
un arco di ben 54 anni durante i quali sono apparsi, oltre a più
di ben 70 album cartonati, svariati “Speciali”e numerose
“storie brevi”, una serie di telefilm, una di cartoni animati,
un film (“Adrenalina blu” del 2003) nonché figurine (edite
dall’amico Matteo Panini), gadgets e merchandising vari ! Stavano
per cominciare i mitici “anni Sessanta” quando uscì in Italia
“La Grande sfida” per i tipi della Arnoldo Mondadori
Editore in qualità di numero 1 di una delle più belle ed
entusiasmanti serie nostrane ,“I Classici dell’Audacia”,
oggi di enorme valore collezionistico. Molti
dei miei coetanei d’allora si appassionarono, come me, al mondo
dei motori ed allo “Sport
Automobile”,
Formula Uno in particolare. Ed oltralpe stava succedendo la
medesima cosa a personaggi che sarebbero poi diventati famosi,
come Alain Prost, che non ha mai negato di aver voluto a tutti i
costi diventare come colui che aveva conosciuto leggendone i
fumetti e Jacky Ickx che non solo dichiarò che, arrivare secondo
dietro Michel Vaillant equivale ad una vittoria, ma è
arrivato, nella “fiction” ad essere compagno di Michel e Steve
nella “Ecurie Vaillante” , in numerose avventure. Non
dimentichiamo infatti che negli album di Jean Graton, assistito
attualmente dal figlio Philippe e da un nutrito Studio di validi
collaboratori, c’è sempre stata una mescolanza di finzione e
realtà, testimoniata dalla apparizione, nel corso delle storie,
di piloti in carne ed ossa, come Arnoux, Prost, Villeneuve, Senna,
Patrese, Boutsen, Tambay, Fittipaldi, Mansell, Andretti, Piquet
e tantissimi altri ancora, oltre che personaggi come Ferrari,
Tyrrel, Williams, Ecclestone, Balestre, e mi fermo qui per non
addentrarmi in un tunnel mnemonico che finirebbe per annoiare chi
si sia assunto l’impegno – bontà sua – di leggermi … Ecco
quindi spiegato il processo mentale che mi ha indotto ad elaborare
quella famosa foto, inserendo le figure di Steve Warson e di
Michel Vaillant nello stupendo gruppo di ex-piloti (Grandi Piloti)
della Formula Uno, di quella vera, quella nella quale le vittorie
si guadagnavano nelle chicanes e nelle sequenze di “virages”,
non nei rettilinei dei box….! L’unica obiezione che mi si
potrebbe presentare è quella del fatto che loro, Steve e Michel,
corrono ancora e non sono propriamente degli Ex-Piloti… Ma
sono ugualmente dei Grandi ! Ed
il loro posto in mezzo a tanti Grandi appare veramente meritato
…
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IL
RITORNO DI MICHEL FA ANCORA NOTIZIA SUL WEB Il
sito www.mangaforever.net,
il 6 dicembre 2011,
pubblica un articolo sul ritorno di Michel Vaillant in Italia ad opera di
Nona Arte. Il
pezzo è firmato da Andrea Marchino.
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IL
RITORNO IN
GRANDE STILE DI UN IMPORTANTE PERSONAGGIO D'OLTRALPE
di
Andrea Marchino
La
casa editrice Nona
Arte di Andrea Rivi, in precedenza publishing manager della Panini
Comics, ha esordito col botto in quel di Lucca l’anno scorso
con due grandi proposte editoriali; una riguardava l’ultima
avventura di Lucky Luke presentata in contemporanea europea (e
di cui abbiamo già trattato nella sua recensione), mentre
l’altra era la riedizione ultra de-luxe (cartonati con dorso
telato nero-metallizzato e titoli impressi in bassorilievo), di un
altro mito del fumetto francofono, ovvero il pilota
automobilistico Michel Vaillant. Nato alla fine degli Anni ’50
ad opera di Jean Graton, la sua prima apparizione fu una storia
breve su un albo di Tintin nel 1957 (dove continuerà ad essere
pubblicato con successo fino al 1976), mentre l’esordio in
volumi autonomi avviene nel 1959; all’autore si affianca
successivamente il terzo figlio, Philippe Graton, che lo
sostituisce definitivamente solo dal 1994, appoggiandosi
allo Studio Graton per le realizzazioni complete delle nuove
avventure. Il primo volume intitolato La Grande Sfida giunge da
noi nel dicembre del 1963 ad opera della Mondadori
che lo pubblica in un volume di grande formato in una collana ad
hoc, i Classici dell’Audacia, distribuiti in edicola (costava
250 Lire!); la recente quotazione di quella prima edizione (dalle
traduzioni non proprio impeccabili), veleggia sui 60 Euro (!),
cifra per la quale oggi la Nona Arte offre ai lettori e ai fans
del personaggio addirittura i primi tre albi (e avanza pure del
resto), completamente ritradotti in italiano, cartonati, con
rifiniture di pregio (la costina metallizzata), e per i più
fortunati che li hanno acquistati in blocco, all’epoca della
loro uscita l’anno scorso, c’è anche il cofanetto
raccoglitore (invero unica nota dolente per la grafica abbastanza
povera). I volumi sono tratti dalla nuova edizione belga della
casa editrice Dupuis, che in questi ultimi anni ha rilevato i
diritti per la pubblicazione in accordo con Graton Editeur, la
quale oltre ad offrire una confezione molto curata e accattivante,
ha mantenuto la colorazione della versione originale, magari non
brillantissima ma che rivista oggi dona quel tocco
classicheggiante in più che non guasta; in La grande sfida si
parte subito in quarta, con una singolar tenzone Francia-USA che
vede i fratelli
Vaillant, Michel e Jean-Pierre, fare squadra contro un team
americano, rei di aver messo in dubbio la bontà dei piloti
europei l’anno prima. La sfida si articolerà in cinque gare,
una più dura dell’altra, il Gran Premio d’Argentina,
Indianapolis, la 24 ore di Le Mans (dove Jean-Pierre darà il
cambio a Michel), e per concludere i circuiti di Francorchamps e Nürburgring,
quattro prove di formula 1 e una per vetture sportive, in palio
nientemeno che il titolo di miglior pilota del mondo (!); gli
avversari saranno l’antagonista per eccellenza (poi anche amico)
del nostro Michel Vaillant, ovvero l’americano Steve Warson,
inizialmente oltremodo arrogante e dalla fama di pilota scorretto,
che negli anni tornerà ciclicamente nelle avventure del pilota
francofono (ricompare già nelle due storie successive) e il suo
secondo Bob Hertman. Il secondo volume, Il pilota senza volto,
vede Michel e famiglia in vacanza a Monaco, in preparazione del
Gran Premio che si correrà di lì a poche settimane, ma
l’iscrizione di un misterioso pilota la cui identità rimane
celata, getta un alone di mistero sulla gara (come la silhouette
nera della sua macchina, chiamata appunto “Mystère”); e la
figura mascherata, contraddistinta da una bella X sulla propria
tuta, riuscirà ad agitare le notti del nostro protagonista anche
per le gare successive, fino alla sorprendente rivelazione finale
della sua identità. Nel terzo albo intitolato Il circuito della
paura, assistiamo addirittura a una sfida tra le scuderie
americane e quelle russe (siamo agli inizi degli Anni ’60, in
piena Guerra Fredda), con i sovietici intenti ad allargare i
propri mercati automobilistici andando a insidiare i primati
statunitensi; all’esplosione dell’eco mediatica della sfida,
tra i due litiganti si inserisce il nostro Michel Vaillant, che
cerca di organizzare un team con i migliori piloti dell’Europa
occidentale (viene contattato addirittura Enzo Ferrari in
persona!), squadra infine composta da un italiano, un tedesco, un
belga, un inglese e un francese. Anche in questo caso la
competizione comprende più gare, per venire incontro alle diverse
esigenze tecniche di scuderie e piloti così diversi, ovvero una
12 Ore di Sebring in Florida, un Rally “Gran Turismo” in
Spagna e una gara di Formula 1 in Polonia a Varsavia; tuttavia già
durante la prima prova uno dei piloti viene avvelenato e per poco
non causa un incidente quasi mortale, la disputa si tinge di
giallo… Nonostante gli anni trascorsi, queste prime storie
mantengono intatte la loro freschezza e soprattutto leggibilità,
rimanendo abbastanza scorrevoli nella lettura a dispetto delle
numerose didascalie e dialoghi cui sono costellate, il tratto
pulito e certosino, nella più classica delle linee chiare, di
Graton fa il resto; ne guadagnano sicuramente le caratterizzazioni
dei diversi personaggi, un cast discreto e molto ben tratteggiato
sia narrativamente che graficamente e la bellezza delle tavole
veramente apprezzabile nel loro sviluppo e nella loro nitidezza,
in grado di esaltare al massimo il tripudio di dettagli che
l’autore riesce a inserire. Ottima anche la rappresentazione
estremamente realistica dei diversi modelli e delle diverse marche
di macchine da corsa, precisissime in ogni dettaglio meccanico
(praticamente le più importanti a livello mondiale dagli Anni
’60 in poi faranno capolino sulle pagine di Michel Vaillant),
certamente uno dei punti di forza di queste avventure in quanto
vere e proprie co-protagoniste delle storie; notevole anche la
loro resa durante le gare, ovvero riprese in azione in maniera
perfetta, sorpassi mozzafiato, incidenti spettacolari, curve e
rettilinei percorsi a tutta birra saranno all’ordine del giorno.
Certo, rimane quasi sconcertante oggi leggere di “bolidi”
velocissimi che raggiungono al massimo i 250 Km orari (!) e che
(per le gare di formula 1) hanno la forma abbastanza semplice di
siluri tondeggianti senza nemmeno un alettone (!!); incredibili,
per certi versi, anche gli equipaggiamenti dei piloti, semplici
tute, alcune anche a maniche corte (!), o con giacchetti sportivi
leggeri leggeri, lontani anni luce dalle imbottiture moderne delle
odierne bardature ultratecnologiche, così come le dimensioni
ridicolmente minime dei caschi che oggi non si userebbero nemmeno
per andare in bicicletta (!!), con occhialoni da pilota d’aereo
da inserirsi separatamente, ma fa parte di quel gusto della
lettura che per certi fumetti, come un buon vino invecchiato,
migliora col passare del tempo. La Nona Arte dopo la presentazione
di questi primi tre volumi in grande stile (stampati addirittura
in Belgio, con carta proveniente da foreste gestite in maniera
sostenibile e responsabile), ha confermato nell’anno
trascorso di fare decisamente sul serio, pubblicando altre quattro
avventure del personaggio; si è iniziato con i volumi 20 e 23, Rodeo
su due ruote e Serie Nera, entrambi non
inediti ma mai raccolti prima in volume (pubblicati nei primi Anni
’70 solo a puntate sul Corrierino), e si è finito con
i due volumi conclusivi della collana, almeno per il momento visto
che è prevista una nuova uscita in patria nel 2012, ovvero i tomi
69 e 70, Fuori pista all’inferno e 24
ore sotto pressione, entrambi finora inediti per
l’Italia (sono del 2006/2007). La casa editrice ha presentato
quindi 7 volumi su 70 in dodici mesi, ponendo coi primi tre e gli
ultimi due i pilastri fondamentali entro i quali costruire man
mano la serie completa, che contava una ventina di volumi ancora
inediti (i numeri 48/49, dal 51 al 62 e dal 66 al 70); questa
ottima gestione consente di proporre ogni volta uscite più
recenti alternate ad altre più datate, pescando a piene mani tra
classici del periodo d’oro e avventure ancora inedite o ancora
mai raccolte in volume perché pubblicate a puntate su varie
riviste (poco meno di una decina), ma l’intento concreto di
completarla integralmente da parte della Nona Arte dovrebbe ormai
essere chiaro a tutti (già annunciato il prossimo volume, ovvero
il quarto, intitolato Strada di notte/Route de nuit
del 1962).
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HANNO
SCRITTO ...
(pag. 5 di 5)
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